mercoledì 27 agosto 2014

Considerazioni finali




Sto per lasciare un luogo dove ho abitato per circa 10 anni. Sono arrivata qui a circa 48 anni e me ne vado di corsa.
Sono una donna che non mette radici, ma forse non ne ho sentito la necessità perchè non ho mai trovato un motivo valido per fermarmi.
Probabilmente concepisco una comunità in modo tutto mio, che non esiste al mondo. In ogni paese e città ci sono le persone buone ed educate e quelle maleducate e interessate. Qui ho trovato una tale uniformità di comportamento che mi ha seriamente preoccupata. Gli anziani, un tempo detentori di saggezza e umanità, sono i personaggi più scontrosi e maleducati che abbia mai visto in tutte le città in cui ho vissuto. Le donne (apriti cielo) in genere pare abbiano un palo infilato nel cuxo, tanto sono piene di sè, che se ti trovi sulla loro strada (o anche dall'altra parte) ti vengono incontro per urtarti (pretendendo poi le scuse). Pochissimi salutano, ma amano essere sempre salutati. Le "due parole" le fanno solo loro, se lo desiderano. Se tenti di far un minimo di conversazione ti becchi una serie di occhiatacce ("Che fai, rompi i coxioni oggi?"). C'è chi ti chiama per conversare (ma perchè è solo) e il giorno dopo, al tuo sorriso, ti volta le spalle. Molti commercianti, se non ti conoscono, ti guardano di sbieco. Preferiscono lasciarti lì, mummificata, e servire persone già conosciute (e poi dicono che non vendono...).
Più volte ho preferito uscire lasciando lì la merce. Al mercato idem. Ti vedono benissimo, cerchi di ordinare, ma preferiscono servire i conosciuti.
Insomma, in 10 anni non ho potuto fare nemmeno una conoscenza. E non parlo di uomini, che ne ho fin sopra le paxxe.
Parlo di persone civili, normali.
Così me ne vado a cuor contento, senza il più piccolo rimpianto (e di che???).
Non so dove andrò cosa mi attende. Credo che, dopo questi anni, sono "scafata" per qualsiasi situazione. La mia fortuna è quella di saper vivere da sola, senza la necessità per forza di intessere rapporti stabili e duraturi con le persone. Son sempre stata "fuori dal coro" e ne sono fiera. Fiera di non appartenere a nessun gruppo, libera di vedere le cose nel mio personalissimo modo. E' la più grande libertà che ci si può concedere.
Adieu! Men vo felice.
Bollite pure nel vostro brodo.
  

2 commenti:

  1. Appero' e' stata proprio una 'palestra' di vita! ... e dopo questo allenamento e superato gli esami .... eh si' potresti abitare ovunque! :o) Ciao zanzarosi! :o)))

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  2. @ ZeN: Diciamo che, come penso io, anche (e soprattutto) le esperienze negative insegnano qualcosa. Mai sentito che qualcuno ha imparato dai suoi momenti di gioia sfrenata (se non che sono piacevoli). Ho imparato a fregarmene (o a difendermi) e continuare serenamente la mia vita. Ma ci ho messo 5 anni ad "allenarmi". XD

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