lunedì 21 luglio 2014

Antiche regole

foto: jorgeadiez.es.tl


Dal latino "do perchè tu dia"

DO UT DES

Uno dei quattro contratti innominati del diritto romano. Indicava la permuta: dazione di una cosa contro dazione di un'altra. Insieme a "do ut facias", "facio ut des" e "facio ut facias" (che indicavano invece una prestazione o comportamento di altra natura), le formule indicavano l'adempimento di una parte che si attendeva la controprestazione dell'altra.

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Questa formula civilissima si è di molto allargata. Spesso definisce comportamenti non proprio legali e cristallini, come il dare per avere facilitazioni non meritate. Un sistema incancrenito in Italia di bustarelle e cospicue "bustone" in cambio di favori. Qui quasi tutto funziona così: io ti do denaro o favori per avere quello che voglio. A partire dalle cose più semplici, dovute per semplice diritto. In campo sanitario, per esempio, se non paghi privatamente un medico specialista può capitare che ti trovi da solo ad affrontare l'intricata burocrazia della sanità, con tempi d'attesa improponibili e, spesso, senza nessuna indicazione sull'iter da seguire. Fino ad arrivare ad arruffianarsi con il bidello della scuola, pur che dia un occhio al pargolo. Parrebbe quasi che nulla ti spetti se non la paghi. Professionalità, onestà e serietà addio.
  

2 commenti:

  1. Ti do' pienamente ragione per quel che riguarda la ignobile trasformazione avuta di questo antico contratto :o( ... pero' io so' alla contadina e do' pienamente valore alla parola data e alla stretta di mano ... io pero' eh ... gli altri ... mica tanto :o(

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  2. @ ZeN: Ecco. L'assurdo è che chi rispetta la parola data (una volta considerato un gran signore) oggi non è nemmeno considerato. :o(

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