Dal 13 giugno è entrata in vigore la direttiva 2011/83/UE, una normativa comunitaria che ha l'obiettivo di eliminare il più possibile le differenze di tutela dei consumatori all'interno dei Paesi europei e di facilitare la circolazione dei prodotti e dei servizi all'interno degli Stati membri.
In questo modo si creano regole uguali in tutta l'Unione europea:
- Prima di effettuare un acquisto il venditore deve fornire all'acquirente, in modo chiaro e comprensibile, le caratteristiche dei beni o servizi proposti, la sua identità con l'indirizzo fisico e un numero di telefono di contatto, il prezzo totale che comprenda eventuali imposte, spese di spedizione, ecc.
- Per pagamenti supplementari ci deve essere il consenso esplicito del consumatore: vanno indicate le modalità di pagamento e i tempi di consegna, la durata del contratto e le condizioni per la sua eventuale risoluzione.
- Per i contenuti digitali deve essere indicata la loro funzionalità e l'eventuale interoperabilità con hardware e software.
- Non deve mancare il riferimento all'esistenza della garanzia legale di conformità, delle garanzie commerciali e delle condizioni del servizio post-vendita.
Le nuove norme vietano l'imposizione di spese aggiuntive in conseguenza di particolari strumenti di pagamento (es. carte di credito).
Nel caso di addebiti superiori alle spese stabilite (o in caso di truffa o uso illecito della carta di credito) l'istituto che ha emesso la carta riaccredita al consumatore il pagamento e ha il diritto di addebitarlo al venditore.
La consegna del bene deve essere effettuata entro 30 giorni a meno che non ci siano stati accordi diversi. Se il venditore non rispetta i termini stabiliti viene fissata un'altra data. Se il termine supplementare scade senza che sia stata effettuata la consegna, il compratore ha diritto di risolvere il contratto con la possibilità di chiedere la restituzione di tutte le somme versate.
Il rischio della perdita o del danneggiamento dei beni che vengono affidati a terzi per la consegna è a carico del venditore e passa all'acquirente solo quando entra in possesso del bene. Il cliente non può pretendere nulla se sceglie un trasportatore diverso da quello proposto dal venditore.
Se il consumatore vuole mettersi in contatto col venditore per avere informazioni sul suo contratto deve avere la possibilità di farlo senza dover pagare più della tariffa base, quindi addio ai famigerati numeri a pagamento.
Per i contratti di vendita online, telefonici, a domicilio e televendite sono stati previsti obblighi e informazioni più stringenti, l'onere della prova di aver fornito tutte le informazioni necessarie e corrette è del professionista, che deve anche fornire l'indirizzo per eventuali reclami. Il professionista deve anche dare tutte le indicazioni sulla modalità di recesso, le limitazioni e i costi per restituire il prodotto.
- Il consumatore ha 14 giorni di tempo per recedere da un contratto a distanza o firmato fuori dai locali commerciali, senza dover fornire alcuna giustificazione e senza sostenere costi diversi da quelli previsti per la restituzione del prodotto.
- Per recedere basta una comunicazione al venditore, ma è meglio una raccomandata a.r. o una mail, per conservarne la prova.
Il periodo di recesso decorre dal giorno in cui il consumatore entra in possesso del bene.
Per i contratti di servizi il recesso decorre dal giorno della conclusione del contratto. Con il recesso decadono anche il finanziamento e il corso.
Se il venditore "dimentica" di informare sulle modalità di recesso il periodo per rimandare indietro il bene acquistato termina 12 mesi dopo la fine del periodo di recesso iniziale.
Dal momento della comunicazione, il consumatore deve restituire a sue spese (se non pattuito diversamente) i beni acquistati (e non utilizzati, pena il decadimento del diritto di recesso) entro 14 giorni, lo stesso periodo di tempo è concesso per il rimborso del venditore, a partire dal giorno in cui è stato informato del recesso del consumatore o fino a quando non abbia prova certa della restituzione del bene. Deve utilizzare lo stesso mezzo di pagamento usato per la transazione.
Il diritto di recesso è escluso quando la prestazione di un servizio è stata già eseguita o per la compravendita di prodotti che si deteriorano facilmente.
Non si può recedere:
- Per i beni e i servizi il cui prezzo è legato a fluttuazioni del mercato finanziario (titoli).
- Per beni su misura e personalizzati.
- Per beni che rischiano il deterioramento.
- Per beni sigillati connessi alla salute o all'igiene personale che siano stati aperti.
- Per registrazioni audio/video o per i software informatici sigillati che sono stati aperti.
- Per singoli giornali, periodici e riviste (si può per gli abbonamenti).
- Per contratti conclusi in un'asta pubblica.
- Per il noleggio di automobili o per i servizi di catering.
- Per lavori urgenti di manutenzione.
I TEMPI
14 GIORNI
Per comunicare il recesso al venditore
Per rispedire il bene a partire dalla data di comunicazione del recesso
Per rimborsare al consumatore quanto ha pagato
15 GIORNI
Tempo durante il quale non si uò incassare la cambiale dell'acquirente
30 GIORNI
Tempo massimo per la consegna del prodotto al consumatore
12 MESI
Termine per recedere se mancano le informazioni sul recesso
VENDITE TELEFONICHE
Se il venditore telefona al consumatore per concludere un contratto a distanza, all'inizio della conversazione DEVE RIVELARE LA SUA IDENTITA' e quella PER CONTO DI CHI CHIAMA, LO SCOPO DELLA CHIAMATA e INFORMARE che i dati sono presi dal registro degli abbonati.
Quando un contratto è concluso per telefono il venditore deve confermare l'offerta al consumatore, che è vincolato solo se accetta espressamente attraverso diverse forme (registrazione della telefonata, per iscritto, ecc.). Il recesso del cliente può essere esercitato entro 14 giorni.

Trovo giusto che abbiano fissato delle regole comunitarie. Di contro penso che se un'azienda tiene veramente alla sua clientela la aiuta al di la' di qualsiasi regola scritta ... se invece l'azienda e' truffaldina, non ci son regole che tengano :o(
RispondiEliminaP.s. ehehe sempre che il cliente sia onesto e in buona fede pero' ;o)
@ ZeN: I furbi non mancano dall'una e dall'altra parte, in genere le fregature sono più numerose per i consumatori che per le aziende, che trovano sempre sibillini escamotage pur di non seguire le regole del rapporto legale e trasparente col cliente. Positivo che abbiano allungato i giorni per il recesso (da 10 a 14) anche perchè, con i sabati e le domeniche di mezzo, 8 giorni erano pochini...altra cosa obbligare le aziende a essere chiare. Lì la vedo dura ... :o/
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