venerdì 13 giugno 2014

Crotone - Calabria

... quando un video è fatto con amore ...


Città di circa 59.000 abitanti, fu fondata da coloni greci nell'VIII secolo a.C., fu uno dei centri più importanti della Magna Grecia.
La città vecchia ha un dedalo di vicoli stretti, e il Duomo. Pitagora ci si trasferì nel 530 a.C., fondò una scuola di sapere e scienza, matematica e musica. Insieme ai suoi discepoli conquistò il potere politico della città, in pochi anni si consolidarono Governi Pitagorici in molte polis della Magna Grecia costituendo una sorta di confederazione fra città-Stato con capitale Kroton (Crotone). Giunta al massimo della sua egemonia politica e culturale, Kroton fu travolta da una serie di conflitti sociali. Molti pitagorici furono trucidati e Pitagora dovette fuggire e riparare a Metaponto. Caduto il Governo pitagorico la città visse un periodo di decadenza. Nel 277 a.C. arrivarono i Romani, ma Crotone risorse in epoca bizantina, quando fu concessa dagli Aragonesi ai Ruffo di Catanzaro nel 1284. Con il re di Spagna Carlo V ebbe ampi privilegi, si potenziò il porto e il castello fu restaurato e fortificato. La popolazione raddoppia negli anni Trenta, negli anni Ottanta le industrie principali (Montedison e Pertusola Sud) entrano in crisi, migliaia di crotonesi persero il posto di lavoro, il chè portò a un'inevitabile emigrazione.


La Basilica Cattedrale di Santa Maria Assunta (Duomo) è stata riedificata nel XV secolo con materiali provenienti dal tempio di Hera Lacinia e restaurata numerose volte. All'interno molte opere d'arte.
La chiesa di Santa Chiara, del Cinquecento, restaurata nel XVIII secolo, ha la facciata decorata da caratteristiche decorazioni graffite. All'interno, preziosi stucchi barocchi e una splendida pavimentazione di maiolica napoletana. Del complesso monastico rimangono il campanile, le celle, la pavimentazione in cotto e il porticato del chiostro.
Il Santuario di Santa Maria di Capo Colonna, vicino all'omonima area archeologica, fu eretto probabilmente fra l'XI e il XIII secolo dai monaci Basiliani di Salice Salentino. Rimaneggiata nei secoli, assunse l'aspetto attuale nel 1897.
La Torre di Nao, del XVI secolo, è situata a Capo Colonna. Ha l'accesso rialzato, per entrarci bisogna salire tre rampe di scale che conducono a un piccolo ponte levatoio a scomparsa. Questo rendeva la torre quasi impenetrabile. Oggi è adibita ad Antiquarium, un museo con ritrovamenti archeologici subacquei delle zona. I reperti sono greci e romani dal 600 a.C. al 200 d.C. con anfore, monete, ceramiche, vasi e marmi. Altri reperti si trovano al Museo Archeologico Nazionale di Crotone e al Museo Archeologico di Reggio Calabria.
Vari i siti archeologici, fra i quali quello dell'antica Kroton, di Vigna Nova, delle Mura Greche, ecc.
Il Castello di Carlo V è dell'840, costruito per difendere la città dai Saraceni, modificato nel 1541 da Carlo V. Ospita una sezione del Museo Archeologico della città. Ha due torri: la Torre Aiutante e la Torre Comandante. Nasce come rudimentale fortezza sull'acropoli greca, nel corso degli anni furono apportate modifiche, ma l'attuale costruzione è degli Spagnoli, opera dell'architetto italiano Gian Giacomo dell'Acqua che ne fece una delle più possenti fortezze militari d'Italia.
L'area archeologica di Capo Colonna è situata dove si trovava il santuario di Hera Lacinia, uno dei santuari più importanti della Magna Grecia fino al IV secolo a.C.. Il complesso era composto da vari edifici di cui rimangono alcuni resti e dal tempio di Hera Lacinia di cui rimane una colonna in stile dorico. I reperti rinvenuti durante gli scavi sono conservati a Crotone.
L'area naturale Marina di Capo Rizzuto, la maggiore d'Italia, è divisa in due aree principali: zona a riserva integrale (a sud di Capo Rizzuto e verso Capo Cimiti, in cui è vietato l'accesso, la balneazione e la navigazione, con visite guidate e regolamentate) e la riserva generale (da Crotone fino a Le Castella (30 km di costa), in cui le limitazioni sono ridotte). I fondali sono molto ricchi, con praterie di posidonia e persino il pesce pappagallo, di origine tropicale.
Il Parco Nazionale della Sila, con sede a Lorica, interessa tre province calabresi (Catanzaro, Cosenza e Crotone), custodisce uno dei più significativi sistemi di biodiversità, il suo simbolo è il lupo. I boschi lo ricoprono per l'80% della superficie, vi si trovano tre bacini artificiali, faggete e pinete del tipico pino silano: il laricio. Qui si pratica la pastorizia con la transumanza e alpeggio, l'agricoltura è legata alla coltura della patata della Sila Igp. La fauna comprende il capriolo, il cervo, il daino, il cinghiale, il tasso, la lontra, donnole, faine, martore e puzzole. Poi il ghiro, il moscardino, il quercino, l'istrice, il lupo appenninico, il gatto selvatico e la lince. Dal parco passano e sostano varie specie di uccelli in migrazione nord-sud e ne nidificano numerose. Fra le altre, l'astore, lo sparviero, il biancone, la poiana, il nibbio reale e quello bruno, il capovaccaio, il gheppio, il falco pellegrino, il lanario, il falco della regina, il lodolaio e il falco cuculo. I picchi ci sono "tutti": nero, rosso mezzano, verde, rosso maggiore e rosso minore.

   

2 commenti:

  1. C'e' veramente il profumo di tanta storia antica, di quella storia che ha insegnato le arti e il culto della bellezza a tutto il mediterraneo. I paesaggi sono stupendi e si passa dal mare alle alture in poco tempo. Concordo pienamente che il primo video e' stato fatto con amore! Complimenti al Comune e alla cittadinanza tutta! Spettacolare si' :oD

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  2. @ ZeN: Ecco come valorizzare il proprio territorio. Chiunque cerchi Crotone potrà ammirare l'atmosfera del luogo. Bravo chi ha realizzato il video. :o)

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