Città della Polonia capitale dell'omonimo voivodato situata sul fiume Vistola. In epoca medievale era sede di vescovado e centro commerciale, all'inizio del XIII divenne sede stabile del re di Polonia. I Tartari la devastarono nel 1241, nel XIV secolo fu centro di una forte immigrazione tedesca, venne abbellita soprattutto sotto il regno di Casimiro il Grande. Lo spostamento del 1596 della capitale a Varsavia provocò l'inizio della decadenza, nel 1794 era ridotta a un piccolo centro. Con la spartizione della Polonia (1795) fra Russia, Prussia e Austria, fu assegnata a quest'ultima, ma vent'anni dopo fu libera e indipendente (Congresso di Vienna).
Nel 1831 fu occupata dai Russi, nel 1836 dalle truppe delle tre potenze, nel 1846 fu contesa fra Prussiani e Austriaci e fu annessa di nuovo all'Austria. A metà Ottocento attraversò un periodo di notevole floridezza economica e culturale. Durante la II guerra mondiale fu occupata dai Tedeschi. L'Università fu distrutta e i numerosissimi ebrei subirono la deportazione o furono uccisi (1943). Fu liberata dalle armate russe nel 1945.
Il nucleo più antico della città si è formato sulla collina di Wawel, alla fine del X secolo fu eretta la prima chiesa preromanica in pietra (rotonda dei Santi Felice e Adautto) poi incorporata nel castello. Nell' XI secolo furono costruiti la cattedrale e il castello. Nel 1040 Cracovia diventò la capitale della Polonia. La città, ricostruita nel 1257, fu circandata di mura e fortificazioni nel 1285. Nel 1320-64 venne rifatta la cattedrale e furono erette numerose chiese (S. Caterina, 1363-1426; la parrocchiale della Vergine Maria, XIV secolo; la chiesa del Corpus Domini, 1340-1495; la chiesa della Trinità). Tra gli edifici civili, il Mercato dei Tessuti; il complesso dell'Università (Collegium Maius, 1364); furono rafforzate le mura con torri e belle porte. Nel XVI secolo la città fu il centro artistico più aperto al Rinascimento italiano. In un primo momento prevalsero gli artisti toscani (ricostruzione del castello romanico-gotico di Wawel, 1502-36, con il cortile a tre ordini e la Sala dei Deputati decorata con oltre 100 arazzi fiamminghi; la cappella Jagellonica nella cattedrale). Dopo la metà del secolo prevalsero le maestranze lombarde e venete (ricostruzione del Mercato dei Tessuti). Del XVII secolo la chiesa del Gesù e quella di Sant'Anna. Nel XVIII secolo il romano Francesco Placidi vi diffuse un vivace gusto rococò (SS. Trinità, facciata della chiesa dei Piaristi). Tra l'Ottocento e il Novecento Cracovia tornò a essere il principale centro culturale e artistico della Polonia, con l'adesione al movimento dell'Art Nouveau (vetrate liberty nella chiesa dei Francescani).
Importanti, il Museo Nazionale (opere d'arte polacche e straniere); la raccolta statale del castello di Wawel (dipinti, mobili, arazzi, armi); il Museo dell'Università Jagiellonski (collezione di strumenti scientifici del XV secolo) e la Casa Matejco (opere e cimeli di questo pittore ottocentesco di quadri storici).
Il nucleo più antico della città si è formato sulla collina di Wawel, alla fine del X secolo fu eretta la prima chiesa preromanica in pietra (rotonda dei Santi Felice e Adautto) poi incorporata nel castello. Nell' XI secolo furono costruiti la cattedrale e il castello. Nel 1040 Cracovia diventò la capitale della Polonia. La città, ricostruita nel 1257, fu circandata di mura e fortificazioni nel 1285. Nel 1320-64 venne rifatta la cattedrale e furono erette numerose chiese (S. Caterina, 1363-1426; la parrocchiale della Vergine Maria, XIV secolo; la chiesa del Corpus Domini, 1340-1495; la chiesa della Trinità). Tra gli edifici civili, il Mercato dei Tessuti; il complesso dell'Università (Collegium Maius, 1364); furono rafforzate le mura con torri e belle porte. Nel XVI secolo la città fu il centro artistico più aperto al Rinascimento italiano. In un primo momento prevalsero gli artisti toscani (ricostruzione del castello romanico-gotico di Wawel, 1502-36, con il cortile a tre ordini e la Sala dei Deputati decorata con oltre 100 arazzi fiamminghi; la cappella Jagellonica nella cattedrale). Dopo la metà del secolo prevalsero le maestranze lombarde e venete (ricostruzione del Mercato dei Tessuti). Del XVII secolo la chiesa del Gesù e quella di Sant'Anna. Nel XVIII secolo il romano Francesco Placidi vi diffuse un vivace gusto rococò (SS. Trinità, facciata della chiesa dei Piaristi). Tra l'Ottocento e il Novecento Cracovia tornò a essere il principale centro culturale e artistico della Polonia, con l'adesione al movimento dell'Art Nouveau (vetrate liberty nella chiesa dei Francescani).
Importanti, il Museo Nazionale (opere d'arte polacche e straniere); la raccolta statale del castello di Wawel (dipinti, mobili, arazzi, armi); il Museo dell'Università Jagiellonski (collezione di strumenti scientifici del XV secolo) e la Casa Matejco (opere e cimeli di questo pittore ottocentesco di quadri storici).
I monumenti e costruzioni antiche sono piacevoli :o) ... eheheh abbiamo portato la nostra arte in giro per il mondo :oD
RispondiEliminapovera Polonia, non direi liberata dalle truppe russe ma piuttosto invasa per l'ennesima volta e costretta per destino al sacrificio.
RispondiEliminaé una nazione molto cattolica che ha trovato nella religione un suo sostegno se non un' arma per difendersi dai soprusi di stato durante gli anni di dittatura. cracovia con lech walesa è stata protagonista di una lotta vincente.
@ ZeN: In effetti gli artisti italiani spuntano inaspettatamente in tutta Europa. Eravami bravi... :o)))
RispondiElimina@ Laraz: Verissimo. E' anche importante conoscere la loro cultura, quello che c'è di positivo e bello nella loro terra. Sono le loro radici. :o)
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