mercoledì 26 marzo 2014

Caraibi 26 - Isole Sopravento




Le Isole Sopravento (Windward Islands) sono le vette di una catena vulcanica, tre delle quattro isole maggiori hanno un cratere sulfureo che rischia di eruttare ogni cent'anni con la sola eccezione di Grenada che ha sorgenti di acqua calda. Le Sopravento sono molto fertili, gli isolani vi coltivano banane, noci di cocco e spezie per l'esportazione. Nelle zone alte vive una densa foresta pluviale. Le isole sono formate da Dominica, St. Lucia, St. Vincent e Grenada.
Oggi Dominica, St. Lucia, St. Vincent (con le sue isole chiamate Grenadine) e Grenada sono nazioni indipendenti l'una dall'altra, un tempo erano considerate un'entità unica, quando vennero a trovarsi sulle rotte commerciali dell'Inghilterra coloniale.
I primi abitanti delle isole furono gli indiani arawak, contadini e pescatori, scacciati dall'arrivo del popolo dei caribi intorno all'anno 1000. Fino al Seicento furono il cuore della resistenza caribe contro gli Spagnoli, fino a quando il commercio dello zucchero spinse i coloni francesi e inglesi ad agire. Un secolo più tardi i coloni bianchi avevano costretto i caribi rimasti all'esilio. Francia e Gran Bretagna si accapigliavano intorno a queste isole vincendo e perdendo. Molti toponimi sono inglesi e francesi anche se sono anglofone da 200 anni. Abolita la schiavitù, i tentativi di creare una federazione dei territori britannici fallirono e negli anni '60 le Isole Sopravento ottennero individualmente un governo autonomo e l'indipendenza piena alla fine degli anni Settanta. Oggi sono membri del Commonwealth britannico.
In queste isole convivono turismo e vita tradizionale isolana, in particolare a Dominica.


Dominica raggiunge i 1447 mt di altezza con il Monte Diablotin, generosamente dotata di bellezze naturali possiede una delle ultime foreste pluviali incontaminate con più di 1000 specie di piante, un cratere di acqua fumante, oltre 300 fiumi e quasi altrettante cascate. Il paesaggio sottomarino è mozzafiato.
Il 98% dei suoi 75.000 abitanti è di colore, la maggior parte degli isolani vive di agricoltura. Dominica è una delle isole più povere dei Caraibi, l'agricoltura su piccola scala, la pesca e l'artigianato locale sono le basi di una delle ultime comunità di caribi sopravvissuti, che vivono nel Carib Territory del nord-est. Poche le spiagge e gli alberghi, in genere modesti, però è molto adatta a chi non cerca i divertimenti tipici delle località turistiche.
Dominica ottenne l'indipendenza nel 1978, la capitale è Roseau, esposta alle intemperie, con circa 20.000 abitanti. Il secondo insediamento è Portsmouth. Roseau divenne capitale alla fine del Settecento, ha il fascino della città semiabbandonata con imponenti edifici coloniali in pietra. Il cuore della città coloniale era l'Old Market Place su Dawbiney Square, con bar e bancarelle di souvenir e il Dominica Museum, che illustra la storia e la cultura dell'isola. Tra gli oggetti esposti, strumenti dei caribi, una capanna di paglia e una serie affascinante di stampe. Fort Young, sul lungomare, è oggi adibito ad albergo; fu costruito nel 1775 con pietra vulcanica nera. Di fronte al forte sorge la Chiesa anglicana, con vetrate colorate e lapidi di alcuni ufficiali coloniali britannici. La Cattedrale Romana Cattolica è costruita con pietre scure di fiume, tra il 1800 e il 1916. I Giardini Botanici si estendono per 16 ettari, qui si gioca a cricket, sono ospitati una grande voliera con pappagalli e il giardino botanico vero e proprio.
Le Trafalgar Falls si trovano a 8 km dalla cittadina, scavano un'impressionante fenditura. Il Morne Trois Pitons National Park ospita la maggior parte delle attrazioni naturali più famose della Dominica. E' costellato di laghetti di montagna, soffioni vulcanici, sorgenti di zolfo. Con le sue abbondanti precipitazioni è uno splendido altopiano umido. Ospita opossum, aguti, iguane, cinque tipi di serpenti non velenosi (tra cui il boa constrictor) e oltre 170 specie di uccelli. I Middleham Trails (in 3 ore a/r) partono da Cochrane o Laudat e salgono fino alle Middleham Falls (cascate alte 150 mt), passando dalle Stinking Hole bat Caves.
La Northern Forest Reserve è il rifugio di due dei pappagalli dominicani: i sisserou e gli jaco, il primo (verde e marrone) è l'uccello nazionale e il più raro dei due.



Nato nel 1903, il Carib Territory (Territorio dei Caribi) comprende 8 villaggi sulla costa atlantica con circa 3000 caribi discendenti dagli amerindi che migrarono dal Bacino Amazzonico nel 1200-1300 d.C.
Oggi sono per lo più di sangue misto, ma mostrano la loro origine sudamericana nei tratti somatici, la pelle bronzea e i capelli neri e lisci. Oggi vivono in case creole in legno, su palafitte che dominano il mare. Sopravvivono alcune cerimonie e tradizioni come la costruzione delle barche. Tra i loro prodotti tipici: ceste intrecciate, modellini di barche e oggetti in legno. La Chiesa Cattolica di St. Marie of the Caribs ha l'altare a forma di canoa.





  

2 commenti:

  1. Complimenti al pappagallo, molto bello :o) Ecco ho capito che qua siamo caduti nel vortice della depressiun! Natura a parte, quando queste isole non vengono 'sostenute' abbastanza dai loro 'protettori europei' cadono immediatamente nella poverta', specialmente quando non c'e' molta organizzazione turistica ne' altre attivita' economicamente forti.In alcuni momenti il panorama mi e' sembrato molto simile ad altri Stati disagiati del Centro-America. Non amo le riserve perche' sono in ogni caso ghetti. Anzi credo fortemente che la via migliore sia integrarsi pur mantenendo le proprie credenze (non e' facile pero'). Cosa dire ai Caribi? forse anche nulla ... dato che anche loro scacciarono i nativi arawak ...

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  2. @ ZeN: Queste isole sono tutte bellissime, paesaggisticamente parlando. Hanno in comune, come dici tu, la dipendenza dagli Stati europei e gli U.S.A. Peccato... :o/

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