foto: divineribelli.blogspot.com
Insegnante, scrittrice, saggista, filosofa, femminista francese (1908-1986) nata e morta a Parigi.
Appartenente a una famiglia alto-borghese caduta in bancarotta, visse in ristrettezze economiche. Ebbe una grande passione per la natura e lo studio. Si laureò in filosofia alla Sorbona. Interessata alla letteratura ribelle e anticonformista, nel 1929 incontrò Jean Paul Sartre, colui che diventò il compagno della sua vita. Dopo aver insegnato a Marsiglia, Rouen e Parigi, nel 1943 smise di insegnare per divenire scrittrice a tempo pieno. I suoi viaggi in vari continenti furono molto importanti, come l'avvento del nazismo in Germania, la guerra civile spagnola e la seconda guerra mondiale.
E' considerata la madre del movimento femminista, nato nel 1968. Negli anni '70 è in prima linea con la dissidenza sovietica, il conflitto arabo-israeliano e l'aborto. Nel 1970 dedica un saggio alla vecchiaia : La terza età.
Scrive:
"Di me sono state create due immagini. Sono una pazza, una mezza pazza, un'eccentrica. Ho abitudini dissolute."
"Una donna scrittrice non è una donna di casa che scrive, ma qualcuno la cui intera esistenza è condizionata dallo scrivere. E' una vita che ne vale un'altra, che ha i suoi motivi, il suo ordine, i suoi fini che si possono giudicare stravaganti solo se di essa non si capisce niente".
Le sue opere sono intessute di considerazioni filosofiche ed esistenzialiste comunque personali, rivolte ad approfondire in particolare il tema del ruolo e della condizione della donna nella società moderna.

O.o grazie! Non la conoscevo proprio, beata ignoranzissima!
RispondiElimina@ ZeN: Colmata la lacuna...;o)
RispondiEliminaFa parte dell'etichetta "mujeres i hombre", dove metto i personaggi che mi incuriosiscono o hanno avuto un peso nella storia. :o)
mi interessa leggere di donne che hanno vissuto cercando di migliorare con la loro esistenza la condizione della donna, mettendosi in gioco e dando in prima persona un esempio di emancipazione.
RispondiElimina@ Laraz: Quando ne trovo una, la inserisco. Non è vero che tutte le donne, da millenni, si siano limitate a sfornare figli. Quelle che hanno potuto (e che avevano fior di coxxioni) hanno dimostrato il loro valore. :o)
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