domenica 14 aprile 2013

Maratona Andalusia 14




Dall'autostrada Sevilla-Cordoba si vede la cittadina di Carmona sulla sommità di una collina. Il suo quartiere medievale, i muri bianchi delle case, la pietra ocra dei palazzi nobiliari e i numerosi campanili, la rendono ricca di fascino. 
La città aveva un ruolo essenziale nel controllo degli itinerari militari e commerciali che attraversavano la valle del Guadalquivir. I Cartaginesi fortificarono il sito ma furono cacciati dai Romani alla fine del III secolo a.C.
La principale strada romana nella penisola iberica è la via Augusta, che attraversa l'attuale città vecchia fino a raggiungere la necropoli. Nel 713 Carmona cadde nelle mani dei musulmani che la fecero capoluogo di una provincia amministrativa che compendeva anche Sevilla. Alla caduta del califfato di Cordoba (1031) la città fu conquistata dai re abbaditi di Sevilla. Nel 1247 Ferdinando III la riconquistò. Nel XIV secolo Pedro El Cruel la elesse a sua residenza e vi fece edificare un palazzo mudejar. Grazie alle ricchezze che provenivano a Siviglia dalle Americhe, Carmona godette di grande prosperità nel rinascimento e nel XVII secolo.
Il clima in estate è torrido e l'aria è irrespirabile, come tutto il bacino del Guadalquivir. La stagione turistica, quindi, è la primavera. Per soggiornarvi durante la Semana Santa e il Carnevale (febbraio), è meglio prenotare con ampio anticipo.
Qui si mangia bene, oltre i prodotti della campagna ci sono carni saporite e la pasticceria del conventi cittadini ha un'ottima reputazione. Nel convento di Santa Chiara si vendono i pestinos, deliziose frittelle al miele tipiche del posto.
Nel III secolo a.C. i Cartaginesi innalzarono un poderoso bastione, uno dei più imponenti della regione, successivamente fu integrato nelle fortificazioni romane, musulmane e infine cristiane della città vecchia. Nelle sale dell'Alcazar de la Puerta de Sevilla si notano le tracce di queste diverse epoche, fuse armoniosamente. Il cuore del quartiere antico è Plaza de San Fernando, circondata da residenze nobiliari con eleganti facciate variopinte in stile mudejar e rinascimentale. Il municipio ha il patio ornato da un pregevole mosaico romano. Il quartiere popolare di San Blas ha un dedalo di stradine con l'impianto dell'antica medina, la Puerta de Cordoba ha l'arco musulmano e un'immagine della Virgen de Gracia, la santa patrona della città. Nel quartiere ci sono splendide palazzine del XVII e XVIII secolo dalle facciate barocche. Begli esempi di architettura mudejar sono le Iglesias de Santiago e San Felipe, del XVI secolo, con i loro campanili di mattoni decorati con azulejos. La Iglesia del Salvador è barocca con varie opere d'arte all'interno. L'Alcazar del Rey Don Pedro I è del XIV secolo, eretto dal re di Castiglia Pedro I El Cruel col talento degli artigiani mudejar.
L'Iglesia de Santa Maria è del XV secolo, è una delle più belle chiese gotiche andaluse. All'esterno il patio con aranci è un'eredità musulmana, difatti era il patio dell'antica moschea.Nel suo museo, fra l'altro, è esposta una collezione di oreficeria del XVI-XIX secolo e la spada del fondatore dell'ordine dei Gesuiti: Ignacio de Loyola.
Nel Museo de la Ciudad, nell'antico palazzo dei marchesi de las Torres (XVIII secolo), ci sono sale dedicate alla preistoria e all'antichità (Tartesi e Romani), oggetti di uso quotidiano dell'epoca musulmana e disegni a carboncino della metà del XX secolo di Joaquin Valverde Lasarte.
Nell'Iglesia de San Pedro (XV-XVIII secolo), con il campanile chiamato "Giraldilla" perchè è una copia in piccolo della Giralda sivigliana, c'è la cappella barocca del Sagrario, di notevole interesse, dove sono custoditi alcuni capolavori di oreficeria del XVIII secolo.
A ovest della città si trova la necropoli romana, un importante sito archeologico. Risale al II secolo d.C. e comprende alcune tombe fastose. Presso la tomba di Servilia (che riproduceva la pianta di una villa romana), si svolgevano cerimonie rituali in onore dei defunti. Di grande interesse sono le tombe dei poveri, scavate nella roccia, e il sepolcro di Postumio, un centurione romano che vi riposava circondato dalle urne con le ceneri dei suoi familiari. Nell'antica Roma si usava cremare i defunti, eccetto i patrizi e i personaggi di alto rango. Resti anche di un anfiteatro romano.
Nei dintorni di Carmona c'è la cittadina di Osuna, il suo centro storico è ricchissimo di dimore rinascimentali e barocche. Nel rinascimento i duchi di Osuna fecero costruire in cima alla collina un castello, un pantheon e la superba Colegiata de Santa Maria (XVI secolo), che ospita una preziosa collezione d'arte riunita nel corso dei secoli. Merita una visita il Museo Archeologico allestito in una torre almohade del XII secolo: la Torre del Agua. Qui si trova un'interessante raccolta di reperti iberici e romani.

 

   

 

     



4 commenti:

  1. sicuramente mi rinchiudo nel convento per qualche giorno e poi comincio a girovagare per questi posti con la panza piena....
    sono curiosa : ma tu hai visitato tutti questi meravigliosi luoghi?

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  2. Non mi vorrei sbagliare ma penso che queste due citta' rimangano un po' 'fuori' rispetto ai classici giri turistici dell'Andalusia. Sicuramente accade questo non perche' non siano interessanti... e' che c'e' tantissimo da vedere da ogni parte :o(

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  3. @ Laraz: Magari avessi potuto visitare tutto questi luoghi! Sono frutto di mie personali ricerche, difatti è quasi un lavoro part-time... XD

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  4. @ ZeN: Difatti generalmente i tour non le comprendono. E' solo una questione di tempo e priorità. Difficile, per esempio, andare a Firenze e visitare Fiesole, che ne è ben degna. ;o)

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