sabato 20 aprile 2013

Maratona Andalusia 18




Nella provincia di Cadiz c'è Jerez de la Frontera, è una città molto conosciuta soprattutto per il suo vino, ma anche per l'allevamento dei cavalli andalusi e per la sua scuola equestre. Ha un patrimonio religioso e civile molto importante, numerose chiese gotiche e mudejar del XVIII secolo e successive, e palazzi aristocratici barocchi nel suo centro. E' anche uno dei centri storici della musica flamenca.
Le vie del centro custodiscono un impressionante patrimonio architettonico. Città normalmente tranquilla e borghese, è pervasa da una certa follia collettiva in occasione delle feste di maggio e settembre.
Città fenicia, romana e musulmana, visse un intenso sviluppo alla fine del XII secolo, con la dominazione almohade. A quest'epoca risalgono il castello e le mura, di cui rimane qualche traccia. 
I famosi vini di Jerez hanno una tradizione molto antica, fin dal XVIII secolo furono esportati in Gran Bretagna (Sherry), numerose cantine locali appartengono a famiglie inglesi e irlandesi. Lo Jerez o Sherry è una denominazione d'origine controllata, è coltivato nel "triangolo dello Jerez": fra Jerez, Sanlùcar ed El Puerto de Santa maria. Le cantine Gonzales-Byass (Tio Pepe) e quelle di Domecq (La Ina) sono vere e proprie cattedrali del vino e hanno un notevole interesse anche architettonico. Le varietà du Jerez si distinguono a seconda del grado di ossidazione e del tasso alcolico. Il "fino" è un vino secco, molto chiaro, con un tetrogusto di mandorla, con 15-17°. E' lo Jerez più leggero e bevuto molto freddo è l'ideale con le tapas. L' "amontillado" è un pò più scuro e ha 18-20°, con un retrogusto di noce. L' "oloroso" è un vino che può raggiungere i 22°, va bevuto a temperatura ambiente. Con la distillazione si ottiene l'acquavite di Jerez, il celebre brandy.
I cavalieri iberici sono noti fin dagli antichi Greci, il cavallo andaluso fu ammirato dai cavalieri di tutte le corti europee per tutto il Medioevo e il Rinscimento. Per l'impeto, l'equilibrio e la forza di questo cavallo di grande bellezza, era adatto alla guerra e all'addestramento classico. Durante il XIX secolo passò di moda e rischiò di estinguersi, deve la sua sopravvivenza ai grandi raduni equestri e alle ferias andaluse. Oggi la Real Escuela Andaluza del Arte Ecuestre è famosa in tutto il mondo e richiama ogni anno migliaia di visitatori.
Varie le feste a Jerez: a febbraio-marzo c'è un grande festival dedicato al flamenco; la Semana Santa; la Feria del Caballo nella prima quindicina di maggio (dura una settimana e comprende spettacoli di flamenco e sfilate di cavalieri e amazzoni in costumi tradizionali). Difficile entrare nelle casetas, molte sono private. Ci si può accedere solo se invitati, come a Sevilla. A metà luglio c'è il grande festival del rock indipendente: Espàrrago Rock; in settembre la Fiesta de la Bulerìa, con spettacoli di flamenco; a fine settembre-inizio ottobre c'è la Fiestas de Otono (Feste d'autunno) con celebrazioni ai santi patroni della città, la fine della vendemmia, i cavalli e il flamenco. A Natale ci sono le tradizionali zambombas, feste di quartiere di pura tradizione gitana dove si mangia e si balla il flamenco.
Nella gasronomia locale si usa abbondantemente il vino di Jerez, sia per le salse che per i dessert. 
Nel Barrio de San Miguel (famoso per la tradizione flamenca di alto livello) sorge la Iglesia de San Miguel, del XV secolo con all'interno un retablo rinascimentale di grande raffinatezza. La Iglesia de San Dionisio, dell'inizio del XV secolo, è del più puro stile mudejar, accanto si trova il palazzo rinascimentale dell'antico Cabildo (1575), il municipio, col portale in stile plateresco. In Plaza de Plateros c'è la Torre Atalaja, detta torre dell'orologio.
L'Iglesia de San lucas è del XIII secolo, eretta sulle fondamenta di un'antica moschea è stata molto rimaneggiata tre secoli più tardi. Il suo interno è barocco.
Il Barrio de Santiago è la roccaforte del flamenco fin dal XVIII secolo. E' un quartiere gitano, caratteristico per il dedalo di stradine lastricate che conservano l'atmosfera medievale. Sono poco illuminate, non andarci la sera...
L'Iglesia de Santiago ha la facciata gotica, l'interno è ricco di elementi barocchi. Custodisce la statua del Cristo del Prendimento (il momento in cui fu arrestato), soprannominata "El Prendi".
La cattedrale è barocca, è nota come Colegiata del Salvador. Fu costruira fra il 1695 e il 1778. Il suo campanile doveva essere il minareto di una moschea precedente. L'interno, barocco, è piuttosto carico.

Cattedrale

L'Alcazar fu eretto nel XII secolo, questo castello è uno dei pochi esempi di architettura almohade giunto fino a noi. Dominava le mura ed era una massiccia fortezza e una raffinata residenza dei signori musulmani. Mantenne le sue funzioni anche dopo il 1264, quando i cristiani conquistarono la città. La bellissima moschea del XI-XII secolo è uno dei 18 edifici religiosi della Jerez musulmana, ha il suo minareto, il tradizionale cortile con la fontana per le abluzioni rituali e l'oratorio orientato nella direzione del mihrab. Il patio de Armas è dominato dalla facciata colorata del Palacio de Villavicencio, costruito nel XVII secolo. Ci sono piacevoli giardini e i bagni arabi del XII secolo, con archi moreschi di mattoni e lucernari disegnati a stelle.
Nel Museo Arqueologico si trova un'interessante collezione del passato della regione, una raccolta di statue romane, reperti dell'Età del Bronzo, della misteriosa civiltà di Tartesso (1000 a.C.) e un elmo greco del 700 d.C., il pezzo forte del museo. C'è anche una sala dedicata alla numismatica con monete romane, musulmane e dell'Occidente medievale. Altre sale raccolgono una bellissima collezione di artigianato musulmano.
Nei dintorni della città (a 6 km) c'è la Cartuja de Santa Maria, uno degli edifici religiosi più belli dell'Andalusia (seconda metà del XV secolo), ampliata a più riprese. Notevoli il portale, la cappella di Santa Maria, il piccolo chiostro gotico e il Patio de los Arrayanes. 


 Medina Sidonia si trova a 32 km da Jerez, è un bellissimo e candido paese che domina il paesaggio, nel vecchio quartiere c'è l'Iglesia de Santa Maria la Coronada (1405-1541) con un'interno di un'incredibile ricchezza artistica.


L'Ermita de los Santos Martires Justo Y Pastor (a 2 km) è un romitaggio visigoto.

  

  

           

4 commenti:

  1. Questa zona della maratona 18, se non sbaglio, sembra ancora abbastanza ibrida rispetto allo stile Andaluso vero e proprio. Non e' completamente differente come lo e' Habanita, ma ancora non ci siamo ;o) ... inizia a prendere i tratti, insomma, passin passino ci stiamo avvicinando, ecco! Il mare non c'e', ma per chi si vuol 'arrossare', puo' farlo all'ombra delle cantine dello Jerez!

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  2. @ ZeN: Ahahaha! Sbronzare, vorrai dire! :o)))
    La trovo una città piacevole, anche se diversa da Sevilla, come architettura. Su Jerez ho trovato pochissimi video dei monumenti, e pure fatti male. Peccato, perchè forse c'era qualcosa di bello da vedere! :o/

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  3. dopo Sevilla mi piacerebbe gironzolare per questa provincia di cadiz che sembra attirarmi per quello strano abbandono delle sue strutture storiche. anche a sevilla mi succedeva questo:perdermi. se poi tutto viene accompagnato da eccellenti vini e cibi, allora venite a riprendermi!!!!

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  4. @ Laraz: Brava! Io spererei di non essere trovata... ;o)
    La provincia di Cadiz è molto interessante, qui c'è una grande tradizione gitana, le città son più piccole e i pueblos preziosi. Per non parlare della cucina... :oP

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