lunedì 22 ottobre 2012

L'alcova

Palazzo Isolani, Bologna
foto: dimorestoricheitaliane.it


Nome che deriva dall'arabo "alqubba", volta, stanzetta contigua, e dallo spagnolo "alcoba".
Spazio schermato da colonne, balaustre e drappeggi dove è posto il letto, la parte più intima della camera. L'alcova era già presente nelle case patrizie romane, ma la diffusione maggiore si ebbe dal Rinascimento in poi, soprattutto nei secoli XVII e XVIII in Francia, quando era diffuso l'uso di ricevere in camera da letto e a corte per i cerimoniali dell'alzarsi del re. Decadde a partire dall'Ottocento.

Camera nuziale o per incontri amorosi.
 

2 commenti:

  1. Ghirigori e baldacchini a parte, e' simpatica l'idea dell'alcova, intesa pero' come luogo intimo, personale, e non dedicato esclusivamente alla consumazione sessuale :o)))

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  2. @ ZeN: Era usata anche per ricevere, come fosse una stanza di rappresentanza. Oggi è designata esclusivamente come ritrovo amoroso o camera coniugale, ma questa non è la sua origine. :o)

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