martedì 25 agosto 2009

Woodstock, agosto 1969

Image and video hosting by TinyPic





Nel 1969 finiva il decennio dei Beatles, di Mastroianni e l'Anitona nella Fontana di Trevi, delle utopie  della "gioventù bellissima", di Vittorio Gassman e Jean-Louis Trintignant nel film Il sorpasso. Di "2001: Odissea nello spazio" e di Clint Eastwood col sigaro in bocca.
Il 1969 fu l'anno in cui l'uomo vide che la Luna non è altro che una palla ricoperta di cenere. L'anno in cui i sogni rivoluzionari e pacifici di molti giovani iniziarno a covare la violenza. E' stato l'anno in cui a Woodstock, in un campo di 15 acri nello Stato di New York, cinquecentomila ragazzi si radunarono per tre giorni di pace e musica. Ebbero la musica, ma non ottennero la pace.
La mattina del 18 agosto 1969 se ne andarono lasdciando per sempre nel fango l'illusione che la musica e le buone intenzioni possano cambiare il mondo.
La musica fu incredibile: suonarono leggende del calibro degli Who, di Janis Joplin e di Jimi Hendrix, dei Grateful Dead e i Jefferson Airplane. Poi i folksinger come Tim Hardin, Country Joe Mc Donald e Joan Baez. Il folk-rock fu rappresentato dalla Band e da Crosby Still Nash & Young. I Creedence Clearwater Revival. Un cast di altissimo livello. Nacquero due stelle: Santana e Joe Cocker.
Dylan rifiutò l'invito degli organizzatori perchè infastidito dalla confusione che si era creata intorno a casa sua, vicino al festival. John Lennon rispose che avrebbe suonato coi vecchi compagni solo se fosse stata invitata pure la Plastic Ono Band, il gruppo di Yoko Ono, ottenendo un clamoroso rifiuto. I Rolling Stones era alle prese con la morte recente di Brian Jones, e comunque non fu invitato. Quattro mesi dopo, forse per ripicca, Jagger e soci organizzarono il loro festival privato ad Altamont, in California.
A Woodstock tutti erano collegati da un feeling, avevano la sensazione di essere parte di una grande comunità capace di andare oltre l'orizzonte, di dimostrare al mondo che, con la speranza e l'energia collettiva, nessun traguardo era irraggiungibile.


4 commenti:

  1. il sogno era bellissimo e pieno di speranza per tutti........il risveglio e' stato traumatico :o(

    RispondiElimina
  2. @ ZENITeNADIR: E' stato un momento di speranza. Rivoluzionario, peraltro, vista l'epoca. Ma, penso, le buone intenzioni non sono mai vane. Insegnano a orecchie che vogliono sentire...

    RispondiElimina
  3. concordo con il tuo commento. se siamo cambiati in qualcosa lo dobbiamo anche a quel periodo. Io, almeno, lo devo in parte.
    besos
    laras

    RispondiElimina
  4. @ SoleVittoria: Qualsiasi "rivoluzione" di pensiero che porti a un'evoluzione positiva è sempre determinante per andare avanti. Chi non ama i cambiamenti, non vuole il progresso.
    Un grande abbraccio! :o)

    RispondiElimina