lunedì 27 luglio 2009

Libertà di coscienza

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Molti cattolici hanno espresso il proprio dissenso sulla vicenda di Eluana Englaro. Nelle sue ultime settimane di vita hanno manifestato contro la decisione di interrompere l'alimentazione e l'idratazione della donna.
Eluana merita le scuse di tutti, è diventata un caso pubblico, e quando si porta in piazza il dolore succede purtroppo che la piazza si divida in fazioni.
In Italia non esiste una legge chiara sul fine vita. La responsabilità è del Parlamento che non ha legiferato in modo definitivo. E' sempre difficile stabilire quando finisce l'accanimento terapeutico e inizia l'eutanasia.
Berlusconi, all'epoca, avrebbe potuto mobilitare la sua maggioranza per fare una legge sul testamento biologico invece di agire per decreto aprendo un conflitto col Quirinale e con il Parlamento, costretto a votare in tre giorni per emettere una sentenza. Si è presentato come "difensore della vita", ha avuto sette mesi per legiferare, altro che difesa della vita. Ha usato il caso Eluana per cambiare la Costituzione, che ha disposto la firma del presidente della Repubblica sui decreti del Consiglio dei ministri come contrappeso di garanzia.

Il testamento biologico

Non serve una nuova legge per fare testamento biologico. Si può fare appello a quelle già in vigore per vedere attuata la propria volontà di non essere sottoposto a determinati trattamenti terapeutici.
Il testamento biologico sono le disposizioni di volontà relative ai trattamenti sanitari di fine vita. Non c'è una norma che lo regoli, ma ci si può appellare alla legge 6/2004, pensata in origine per difendere le persone malate dimesse dai manicomi. Questa legge dice che chiunque, purchè abbia almeno 17 anni, può nominare un amministratore di sostegno che lo assista quando non sarà in grado di provvedere da solo ai propri interessi, anche personali, e obbliga l'amministratore stesso a eseguire le disposizioni della persona tutelata, anche in merito ai trattamenti di fine vita.
Per nominarlo serve un atto notarile o una scrittura privata autenticata. Poi, perchè l'atto diventi effettivo, è necessario il ricorso al giudice tutelare, che emanerà un decreto di nomina, in via preventiva, dell'amministratore di sostegno.
Molti affidano le loro volontà a diari, blog, video su YouTube, che sarebbero prese in considerazione, ma l'iter sarebbe più complesso. L'unica certezza la dà il timbro del giudice.
Una volta autenticato il testamento, non può più essere impugnato da un altro magistrato e chi non eseguisse le volontà testamentarie commetterebbe un reato penale (sia medico che chiunque altro).
Il testamento biologico può essere scritto anche da soli, un vademecum su come compilarlo si trova su www.forumdonnegiuriste.it/materiali/sostegno.html, ma ci sono molti siti che fanno altrettanto, come quello della Fondazione Veronesi: www.fondazioneveronesi.it/testamento_biologico.html
L'importante è che sia autenticato e reso effettivo da un giudice tutelare, dopodichè, circa le cure di fine vita che lo riguardano, la persona può stabilire ciò che vuole.


4 commenti:

  1. Quello di Eluana e' stato un caso limite ma purtroppo bisogna dire che nell'ultimo decennio fa' spettacolo tutto cio' che e' dolore...... :o(

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  2. @ ZENITeNADIR: Dipende dal fatto che tutto è messo in piazza. Tempo fa il dolore era una cosa intimissima e familiare. Era sentito con grande rispetto. Tempo fa... :o(

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  3. lo considero un diritto imprescindibile il testamento biologico.ovviamente avendone tutte le facoltà.

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  4. @ SoleVittoria: Infatti lo è. Se pensi a tutte le consuetudini e le regole dettate dalla società "civile", la nostra (crediamo noi...), capisci quanto poco sia delegato alle scelte personali e al rispetto dell'individualità. Come un branco di bovini, ci spingono a non essere noi stessi. :o(

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