Se state male e il mondo vi crolla addosso, abbuffarsi, mangiarsi i fiori di Bach, impasticcarsi o girare con un cappello da pagliaccio come la clown-terapia, non serve. Provate un rimedio antico, gratuito e senza controindicazioni: scrivere.
Parlare di noi stessi, comporre un'autobiografia o tenere un diario comporta notevoli benefici.
La conoscenza di noi stessi è sempre mediata dal racconto autobiografico, poichè il testo che creiamo ci rispecchia e ci invita a reinterpretarci. Di questo si occupa un'associazione culturale sul sito: www.legriots.it. E' un sito fondato da dieci donne, mogli e madri di famiglia, che hanno conosciuto il dolore e la gioia, ognuna di loro ha scritto un libro in cui narra come ha sconfitto il male e ha ritrovato la speranza.
Alle donne che si rivolgono al loro centro d'ascolto propongono di scrivere una lettera a una persona cara, perchè recuperare la propria storia, i ricordi felici e le sofferenze taciute può aiutare anche nei rapporti con gli altri. Invitano ad esprimere le emozioni che non hanno mai avuto voce, come la delusione e la rabbia e che, inconsapevolmente, negli anni, si depositano sul corpo e creano dei problemi nelle relazioni interpersonali. Lo stress psicologico da un divorzio, per esempio, può indebolire l'organismo, predisponendo a diverse malattie.
L'Istituto Europeo di Oncologia di Milano diretto da Umberto Veronesi invita i pazienti a raccontare la propria autobiografia perchè scrivere è un modo per esserci, per conoscersi, per sentirsi protagonisti. Ma scrivere può aiutare anche per i disagi minori: se siete tristi, date al vostro stato d'animo un nome, una forma, e parlategli, come se fosse una persona.
Se vi piace bloggare, continuate a farlo. Secondo un recente studio della rivista Scientific American condividere pensieri e emozioni in rete non solo aumenta l'attività delle cellule immunitarie, ma migliora anche il sonno e la memoria. Potere della dopamina, rilasciata quando si scrive, si ascolta musica o si pratica attività fisica.
Scrivere fa bene, guardate Stephen King. Ha superato, con la scrittura, la dipendenza da alcol e droghe.
Prima di avere il pc (poco più di due anni fa), scrivevo moltissimo. Non tenevo un diario, ma scrivevo quando ne avevo bisogno. Avevo la casa piena di scritti su molti argomenti, ed anche sui miei incubi e le mie paure. Ne sentivo il bisogno irrefrenabile. Quando li rileggevo, ricordavo e soffrivo di nuovo oppure mi meravigliavo di esserne uscita quasi incolume. Tutt'ora sto a meravigliami. Una donna come me, fuori dal mondo ma dentro fino al collo, apparentemente fragile, coi nervi balenghi, che non si sono più ripresi, sensibile fino all'assurdo, gentile per natura e alle volte permalosa in modo esagerato, ce l'ha fatta. Non so se è stata la scrittura o un Angelo che mi ha raccattata ogni volta che cadevo. So che sono ancora qui, ed è meraviglioso. Chi ha conosciuto un dolore così grande che rasenta la pazzia ed è riuscito a superarlo così da poterlo raccontare, deve per forza essere felice. :o)
nel mio piccolo, la penso esattamente come te.. la scrittura è qualcosa di cui non riesco fare a meno. A volte è un bisogno fortissimo, come respirare. Un'estenzione della mente e del cuore. Anch'io consiglio a tutti di scrivere ^^
RispondiElimina**almar**
@ Almar: Non tutti ne sono capaci, bisogna essere portati alla scrittura. E' un dono! :o)
RispondiEliminae' vero! Daiiiiiiii Tamarindi!!!! si si si tvb! :o)
RispondiElimina@ ZENITeNADIR: Grazie ZeN, tvb anch'io! :o)
RispondiEliminaSalve a Tamarindo! Anch'io ho provato a dar sfogo per iscritto alle mie paure;poi rileggendole mi facevano star male ed è per questo che ho smesso.
RispondiElimina@ Anita: Io continuo. Alle volte soffro, altre no. Quando non soffro leggendole, vuol dire che le ho superate.E' un bel modo per saperlo! :o)
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