Marzamemi (267 abitanti) è una frazione di Noto e di Pachino nata attorno all'approdo, poi divenuto porto da pesca, con una tonnara tra le più importanti della Sicilia. La tonnara risale alla dominazione spagnola del 1600 che venne venduta al barone Simone Calascibetta di Piazza Armerina. Nel 1752 furono ultimate le costruzioni del palazzo, della tonnara, della chiesa della Beata Maria Vergine di Monte Carmelo e delle casette dei marinai, nell'Ottocento la tonnara passò ai Nicolaci. Nel 1912 fu costruito uno stabilimento per la lavorazione del tonno salato e poi sott'olio, la pesca della tonnara fu abbondante fino al primo dopoguerra, nell'ultimo periodo funzionava per conto dell'industria Angelo Parodi di Genova, gli addetti alla lavorazione erano specialisti genovesi come genovese era il direttore. Lo stabilimento chiuse nel 1926 per mancanza di materia prima, risorse nel 1937 con la nobile Preziosa dei baroni Bruno di Belmonte di Ispica (Ragusa), la tonnara chiuse definitivamente nel 1962. Il borgo storico è stato utilizzato come location per diversi film fra cui Sud di Gabriele Salvatores, l'Uomo delle stelle e il Commissario Montalbano. L'economia oggi si basa sull'agricoltura, la bottarga di tonno rosso, la lavorazione del tonno, il pesce spada, i meloni, il vino Nero d'Avola, il pomdoro ciliegino, il datterino di Pachino, ecc.
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Marzamemi e' l'entroterra di un antico porticciolo marinaro in cui sono ancora presenti le casette dei pescatori e del proprietario, un paio di edifici religiosi e da cio' che rimane del suo passato indotto economico: la tonnara e gli stabilimenti di conservazione e lavorazione del pesce. Malgrado le varie trasformazioni avvenute negli anni, il contesto dell'abitato non ha perso quel suo sentore di modestia. Indubbiamente per un lungo lasso di tempo questo piccolo villaggetto e' stato tra i piu' rinomati, sia per la quantita' del pescato e sia per la qualita' dei suoi prodotti finiti ... tant'e' che tra i vari proprietari ritroviamo chi, pur non essendo dei luoghi, ha lavorato qua e ancora e' presente sul mercato con ottimi prodotti. Pur essendo entusiasta di vedere cosi' tanta bellezza, un pensiero accompagnato da un brividino di freddo mi ha un po' scosso. Ho cosi' realizzato che in determinati periodi storici, le vicende degli uomini di mare erano praticamente identiche a quelli di campagna. Nulla avevano entrambi, se non le braccia per zappare o per pescare, e per di piu' abitavano nelle case dei loro 'padroni'. Erano quindi legati con un doppio filo che non poteva essere reciso poiche' chi si ribellava o lasciava il lavoro, avrebbe perso tutto, anche l'abitazione. Gli abitanti di Marzamemi sono stati bravissimi ad intraprendere altri mestieri quando la pesca gli ha un po' girato le spalle. Certo, le prelibatezze del mare sono sempre presenti ma in molti si sono dedicati al settore agricolo portandolo ad un livello elevato che vanta di prodotti tipici eccellenti. Anche il turismo, il cinema e i commerci, piano piano, stanno facendosi largo ;o) Incantevole l'Isolotto Brancati ma, il porto e le antiche casette, sono la vera perla di Marzamemi!
RispondiElimina@ ZeN: Marzamemi è un'importante testimonianza della vita degli "operai del mare" difatti possono essere quasi paragonati ai villaggi operai del Nord Italia costruiti dagli industriali per le loro maestranze ma qui la differenza è notevole essendo la pesca di un tempo molto più pericolosa e faticosa di oggi, inoltre quando si può uscire in mare (perchè non sempre è possibile) i risultati possono essere molto grami ... :o/
RispondiEliminaMolti di questi borghi son "spariti" sotto nuove costruzioni o stravolti da modifche a fini turistici perdendo la sincerità e la storia. Quindi bellissima Marzamemi! :o)