La Dalton Highway (Alaska, 666 km, Alaska Route 11) termina a Deadhorse vicino all'Oceano Artico, fu costruita nel 1974 come strada di rifornimento per supportare il Trans-Alaska Pipeline System, sistema di trasporto del petrolio che comprende l'oleodotto e 12 stazioni di pompaggio. All'inizio l'autostrada fu aperta al pubblico fino a Disaster Creek nel 1981, nel 1994 per l'intera lunghezza. E' una delle strade più isolate degli Stati Uniti, ci sono solo 3 "città" lungo il percorso: Coldfoot (34 abitanti), Wiseman (12 abitanti) e Deadhorse (25 residenti). Prospect Creek e Galbraith Lake sono insediamenti disabitati a eccezione dei campeggiatori e residenti di breve durata. La strada è per lo più ghiaiosa, viaggiare con piccoli veicoli e motociclette comporta rischi significativi, chiunque intraprenda questo viaggio è incoraggiato a portare un equipaggiamento di sopravvivenza. Sulla Dalton Highway passano circa 160 camion al giorno nei mesi estivi e 250 in inverno e ci sono tour commerciali che portano le persone fino all'Oceano Artico. Nel 2013 sono stati asfaltati 208 km in diverse sezioni, la strada raggiunge la sua massima elevazione al Atigun Pass (1.444 mt sul mare), è stata chiusa per settimane per le inondazioni del fiume Sagavanirktok e per lo scioglimento delle strade ghiacciate vicine a causa del clima più caldo.
La Dalton Highway, oltre che essere pericolosa, e' anche molto desolata tant'e' che mi sono venuti in mente i tratti semidesertici della Route 66, che hanno certamente un clima diverso ma si equiparano per monotonia paesaggistica. La strada, se rapportata a quelle latitudini, non e' poi cosi' tanto malaccio dato che e' abbastanza larga, a tratti asfaltata, e non ha strapiombi ai lati ... certo poi le temperature son quello che sono e di neve e di ghiaccio ce n'e' da vendere! Non mi meraviglio che non ci siano cittadine un po' piu' grandi perche', se togliamo quel po' di turismo e chi e' impegnato nel settore del petrolio, sinceramente non c'e' da fare altro per vivere. Mi ricordo di quella strada nel bel mezzo della Siberia e dei viaggi che dovava fare il corriere per rifornire un piccolo negozietto di un villaggio sperduto. La preoccupazione di quell'autista era di non far spegnere mai il motore del camion altrimenti sarebbe morto la', cosa che invece potrebbe esser piu' rara sulla Dalton dato che il traffico e' relativamente intenso e certamente un aiuto si trova sempre. Comunque sono particolarmente belli da osservare i villaggetti-autogrill, dove ci sono piu' camion che abitazioni. Quando si fanno questi lunghi viaggi e' quasi d'obbligo fermarsi un pochino per riposare, bere o mangiare qualcosa, ma soprattutto per fare quattro chiacchiere! Non so' se oltre agli 'americani' sul territorio siano presenti popolazioni native ... loro sarebbero gli unici a sapere come sopravvivere, mangiare e stare al caldo, senza compromettere natura e fauna! Sinceramente ... non ci andrei neanche per turismo sebbene ci siano tantissimi animalini e paesaggi inusuali.
RispondiElimina@ ZeN: La pericolosità di certe strade è data da situazioni diversissime, la Dalton, specie in inverno, richiede mezzi e guidatori esperti nella guida su ghiaccio e con scarsissima visibilità, in "estate" è una lunghissima via fuori dal mondo punteggiata da centri piccolissimi di ristoro dai nomi inquietanti (Coolfoot, piedi freddi, Deadhorse, cavallo morto, ecc.) che non indicano un paradiso terrestre ... ma sono esaustivi sul clima e l'immensa area disabitata. O.o'
RispondiEliminaIl turismo, mi pare, è selettivo, non ci può andare chi vuole ma solo se si ottiene un permesso dato a chi non ha avuto guai con la giustizia americana ... per il resto i panorami sono tipici della latitudine artica, una specie, in grande, del nostro più profondo Nord Europa che attira moltissimi turisti. Devo dire che panoramicamente è meglio il "nostro" Nord, con fiordi, villaggi isolati, rocce scoscese sul mare, strade pericolose sì ma su panoramiche spettacolari. La Dalton insomma la vedo come un lungo, noioso e pericoloso percorso (specie in inverno), un modo di mettersi alla prova. ;o)