Le ninfee sono un genere di piante dai fiori acquatici, molto decorativi.
La ninfea comune (Nymphaea alba) è alta fino a 2 mt., perenne, vive nelle acque stagnanti fino ai 1500 mt. sul mare su tutto l'arco alpino.
Il nome Nymphaea deriva dall'arabo "nenufar" che deriva dal persiano "loto blu". Si propaga con facilità e in alcuni casi è considerata invasiva, in Italia è comune ovunque. E' usata per il giardinaggio e ha moltissimi ibridi e cultivar.
Il nome di questo fiore è collegato a diverse storie di antiche civiltà, la mitologia greca annovera molte ninfe (in Greco "giovane fanciulla"), semi-divinità della natura. Si dice fossero figlie di Zeus o Urano, o loro miti sono legati a divinità come Artemide, Apollo o Poseidone. Il termine è anche legato al verbo latino "nubere" (prendere marito); famoso il quadro impressionista "Ninfee" del pittore Claude Monet. Gli antichi Egizi adoravano le ninfee del Nilo, le utilizzavano anche come simbolo numerico per indicare la cifra 10.000 rappresentata con una foglia di ninfea con lo stelo e il rizoma sommersi.
La ninfea candida (Nymphaea candida) è alta fino a 160 cm., perenne, vive nelle acque stagnanti, occasionalmente si può trovare nella provincia di Udine.
I narcisi sono un genere di piante, il nome deriva dal Greco "narkao" (stordisco) riferendosi all'odore penetrante e inebriante dei fiori di alcune specie.
Il narciso selvatico (Narcissus poeticus) fa parte della nostra flora.
Il Narcissus jonquilla è alto 30 cm., ha fiori profumati ed è chiamato anche giunchiglia.
Il narciso nostrale o tazzetta (Narcissus tazetta) è alto fino a 60 cm., perenne, cresce spontaneo in tutta Italia escluse le zone alpine, fino ai 1200 mt. sul mare in prati umidi e boschi.
Il suo olio essenziale è usato per preparare profumi. Nella mitologia greca Narciso era famoso per la sua bellezza, figlio della ninfa Liriope e del dio fluviale Cefiso, in un'altra versione era figlio di Selene ed Endimione. Incredibilmente crudele, rifiutava ogni persona che lo amava, in seguito a una punizione divina si innamora della sua stessa immagine riflessa in uno specchio d'acqua e muore cadendo nel fiume in cui si specchiava.
Il nespolo comune o germanico (Mespilus germanica) è un albero da frutto a cui si rifeisce l'antico proverbio "Con il tempo e con la paglia maturano le nespole": ci vuole pazienza e occorre aspettare per vedere i risultati. Caduco, è alto fino a 5 mt., può essere spinoso da giovane, è di lenta crescita ma può diventare pluricentenario. Comune nell'Italia settentrionale dal Piemonte al Veneto e dal Trentino alla Toscana, un tempo i suoi frutti erano molto comuni, negli ultimi decenni il consumo e la diffusione della pianta sono andati via via in diminuzione e sono considerati una rarità, catalogati fra i frutti dimenticati o minori. Dal frutto si prepara un liquore dolce e gradevole, marmellate, gelatine e salse.
Il nespolo del Giappone (Eriobotrya japonica) è un albero da frutto coltivato a scopo ornamentale, si ritiene originario della Cina, iniziò la sua diffusione in Europa all'inizio dell'Ottocento. Alto fino a 10 mt., è sempreverde, la produzione si ha solo al Sud avendo la fioritura invernale, anche se resiste al freddo. I frutti sono commestibili, se ne produce un miele, ma solo nel Meridione. Usato come albero ornamentale, ha fiori molto profumati e alcune cultivar.
Il noce fa parte di un genere di piante il cui nome deriva dal latino "lovis glans": ghianda di Giove.
Il noce da frutto o noce bianco o reale (Juglans regia) è il rappresentante più conosciuto e più importante dal punto di vista economico, i suoi frutti erano utilizzati come alimento già 9000 anni fa. Può raggiungere i 30 mt. di altezza, è caduco e molto longevo. Introdotto in molte regioni temperate, la sua diffusione allo stato selvaggio è limitata, in Italia è coltivato soprattutto in Campania che produce oltre l'80% della produzione nazionale del frutto. Esistono impianti specializzati da frutto e da legno, specialmente in Pianura Padana e in Centro Italia. Il noce dà legno duro adatto alla produzione di mobili (noce nazionale), dalle noci se ne ricava un olio alimentare e il vino di noci, il mallo è usato per la produzione del nocino, le foglie e i germogli per produrre il vino di noci.
Il nocciolo (Corylus avellana) è un albero da frutto o un cespuglio, raggiunge gli 8 mt. di altezza, il suo legno è molto flessibile e leggero e fin dall'antichità veniva usato per costruire cesti e recinti. Vive in collina e media montagna, non ama il caldo e le zone aride, cresce in boschi di latifoglie, radure e margini. Sono coltivate numerose varietà da frutto (come la "tonda gentile romana") e ornamentali. E' una pianta colonizzatrice che si adatta a varie condizioni ambientali, l'Italia è il secondo produttore mondiale di noci dopo la Turchia con coltivazioni intensive in Piemonte, Lazio (Viterbo), Campania e Sicilia. Il suo olio è usato come cosmetico per la pelle.
Il noce fa parte di un genere di piante il cui nome deriva dal latino "lovis glans": ghianda di Giove.
Il noce da frutto o noce bianco o reale (Juglans regia) è il rappresentante più conosciuto e più importante dal punto di vista economico, i suoi frutti erano utilizzati come alimento già 9000 anni fa. Può raggiungere i 30 mt. di altezza, è caduco e molto longevo. Introdotto in molte regioni temperate, la sua diffusione allo stato selvaggio è limitata, in Italia è coltivato soprattutto in Campania che produce oltre l'80% della produzione nazionale del frutto. Esistono impianti specializzati da frutto e da legno, specialmente in Pianura Padana e in Centro Italia. Il noce dà legno duro adatto alla produzione di mobili (noce nazionale), dalle noci se ne ricava un olio alimentare e il vino di noci, il mallo è usato per la produzione del nocino, le foglie e i germogli per produrre il vino di noci.
Il nocciolo (Corylus avellana) è un albero da frutto o un cespuglio, raggiunge gli 8 mt. di altezza, il suo legno è molto flessibile e leggero e fin dall'antichità veniva usato per costruire cesti e recinti. Vive in collina e media montagna, non ama il caldo e le zone aride, cresce in boschi di latifoglie, radure e margini. Sono coltivate numerose varietà da frutto (come la "tonda gentile romana") e ornamentali. E' una pianta colonizzatrice che si adatta a varie condizioni ambientali, l'Italia è il secondo produttore mondiale di noci dopo la Turchia con coltivazioni intensive in Piemonte, Lazio (Viterbo), Campania e Sicilia. Il suo olio è usato come cosmetico per la pelle.
Le ninfee sono molto belle da vedere soprattutto nel periodo della fioritura. Sicuramente oltre che abbellire le acque non movimentate saranno utilissime per creare habitat ad alcune specie di animaletti o pescetti che godranno solamente della vista sott'acqua ... a palizzata diiciamo :o( Non sono riuscita a capire la differenza tra la specie alba e quella candida, pero' leggendo la misurazione della pianta, immagino che la seconda, risultando piu' piccola, abbia i fiori di dimensioni piu' contenute. La sua vista mi diventa invece sgradevole quando si moltiplica troppo perche' immagino una situazione di putridume.
RispondiEliminaI narcisi sono dei bei fiori che pero' non ho mai visto in natura ma solo nella versione cultivar, ma vedendo le immagini giate a Pian della Cavalla, immagino una situazione veramente spettacolare :o) La giunchiglia si riconosce benissimo perche' tutta gialla ma anche la 'classica' versione bianco-giallo della tazetta e' molto piacevole :o) Se non dico una scemenza, questi fiori dovrebbero essere legati anche a qualche storia riguardo San Giuseppe ... di piu' non so' :o(
Buonissime le nespole del giappone si si si :oP la specie 'comune' invece, oltre a non averla mai vista, non ne ho mai assaggiato i frutti :o) Non so' per quale motivo, forse per la benevolenza del clima o per la facilita' di coltivazione, la versione 'giappone' era facilissimo vederla in quasi tutti i giardini privati della mia citta' :o) Anche nei condomini piu' piccoli o nei mini giardini della case ... bastava ci fosse un solo metro quadrato di terra ... e zac, spuntava un nespoletto ahahah. Col passare del tempo non sono stati piu' piantati e molti gia' esistenti hanno fatto una brutta fine ... c'e' da dire che producono un sudiciume non indifferente ;o)
Altro futto graditissimo e' la noce :oD Oggi consumata come 'frutta secca' a fine pasto, pochi decenni fa' invece, associata all'immancabile pane, per molta gente costituiva un pasto vero e proprio :o( Se penso al 'noce' come pianta immediatamente mi viene da ridere perche' da buona cittadina non sono riuscita a riconoscerli neanche dopo averci passato sotto un'infinita' di tempo a chiacchierare con gli amici ... e in tutte le stagioni poi! ahahah forse e' accaduto cio' perche' mai una nocetta ha pensato bene di cadermi sulla capa! :oD
Ma come e' squisitissimo questo post oggi si si si ... le nocciole! ahahah alias nocchie ;o) Pur essendo golosissima non le associo alla famosa crema commercializzata, ma a una lunga fila di arbusti che erano a margine di un viottolino dietro casa di Max :o) Inutile quindi dire quante volte le ho colte e mangiate all'istante! Nel viterbese sono talmente coltivate che lo scarto delle industrie di trasformazione, le bucce delle nocchie, viene acquistato e bruciato in apposite stufe per scaldare le abitazioni. La sua resa e il suo calore, per l'olio contenuto, supera quella di qualsiasi legname :o)
@ ZeN: Per quanto le ninfee possano diventare invadenti, ci sono casi in cui soccombono miseramente, specie se infilate in un finto pozzo dall'angusto diametro e senza ricambio d'acqua. Mia "madre" ha fatto ben capire loro chi comandava... O.o'
RispondiEliminaAdoro i narcisi in gruppo e anche isolati, di qualsiasi variietà siano, basta siano "modellini originali" e non tromboni. :D
Il nespolo del Giappone è un albero bellissimo che si adatta facilmente. Vedo che son pochi i fruttini che non hai assaggiato. Ahahaha!
Immagino l'instantanea connessione che avresti fatto fra frutto e albero del noce se ti fosse caduta sulla capa... :D
Le nocciole colte sul posto non hanno nulla a che vedere con quelle commercializzate...spesso coetanee di Tutankhamon...d'altronde si trovano spesso fuori stagione (come altra frutta secca confezionata) con scadenze decennali e sapore di sego... O.o'