Pittore nato a Pontormo (Empoli) formatosi alle botteghe fiorentine di Pietro di Cosimo e dell'Albertinelli, la prima fase del suo percorso stilistico si colloca sulle orme di Andrea del Sarto nella cui bottega lavorò a fianco di Rosso Fiorentino.
Operò quasi sempre a Firenze rappresentando la fase più tormentosa del manierismo fiorentino, praticamente isolato, nonostante godesse della protezione dei Medici. Continuò a sperimentare forme sempre più raffinate con momenti di straordinaria felicità inventiva e coloristica, fasi di assoluta angoscia, spunti di realismo, che anticipano la pittura seicentesca, e ritratti di acutissima interpretazione psicologica. Nella piena maturità del suo stile le forme dei corpi si allungano e gonfiano oltre misura invadendo lo spazio mentre il colorismo è slegato dal rapporto col reale. L'ultimo approdo della sua vicenda sempre più solitaria furono gli affreschi del coro di San Lorenzo (distrutti) aspramente criticati dal Vasari, suprema meditazione sulla morte e vero testamento spirituale di una delle figure più emblematiche del manierismo italiano.
Molto particolare! C'e' tantissimo uso del rosso e spesso le scene sembrano assumere una luce arancioncina ... poi, in altre opere si incupisce quasi da bianco e nero. Le luce, anche se in esterno, sembra sempre quella di una lampada e non del sole. Mi sembra tutto molto sofferto e coperto di un velo di tristezza ... Troppo pessimista per i miei gusti :o(
RispondiElimina@ ZeN: Uomo solitario, il Pontormo. Si vede nelle sue opere, ma ha "colpi di coda" in cui irrompe il colore, quasi alternasse luce a ombre. :o)
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