Donne Baka, water drumming
I pigmei sono un gruppo fondamentale comprendente tre tipi: l'orientale (Mbuti), il centrale (Twa) e l'occidentale (Binga). Gli Mbuti e i Binga sono considerati i più "puri", con una piccola statura (fino 1,45 di altezza), pelle giallo-rossiccia, occhi castani, barba ben sviluppata e braccia lunghe. La loro conformazione ricorda quella di un bambino nella prima infanzia, non sono negri in miniatura ma costituiscono un gruppo a sè.
In origine pare costituissero il substrato africano preistorico dall'area dal Sahara centrale agli altopiani orientali e all'Atlantico. Probabilmente furono respinti nelle attuali sedi dall'espansione del gruppo negroide, parzialmente fondendosi con questo nelle aree marginali. Caratteri comuni culturali sono l'organizzazione sociale in gruppi di famiglie a struttura patrilineare retti dal cacciatore più esperto e raggruppati in clan totemici, l'economia basata sulla caccia fatta dagli uomini e la raccolta fatta dalle donne, credenza di un Essere Supremo di solito abitante la Luna e in spiriti buoni e cattivi, assenza di riti religiosi ma esistenza di pratiche magiche che accompagnano i momenti fondamentali della vita del gruppo, ricco patrimonio di miti, leggende, canti, che formano una ricca letteratura orale.
Ancora vive alcune usanze ancestrali fra cui il divorzio consentito sia all'uomo che alla donna, riti d'iniziazione dei giovani e abbandono del cadavere dei defunti. Data la vita nomade costruiscono accampamenti temporanei di capanne ad alveare erette dalle donne e disposte in circolo. Rare le suppellettili, ridotto il vestiario (perizoma). L'arma tipica è l'arco ma sono usati la clava, l'arpone, la lancia, tipici le corte pipe di radica e il flauto semplice.
La caccia all'elefante era fatta in gruppo ma un solo cacciatore catturava l'animale. I Twa hanno acquisito varie usanze negre fra le quali la capanna a cupola, il grembiule di pelle per le donne, le armi, gli ornamenti.
Video del 2009
Il nome "pigmeo" deriva dal greco "pygmaios", alto un cubito, che i Greci usavano per riferirsi a un leggendario popolo di nani del sud dell'Egitto o dell'India, perennemente in guerra contro le cicogne o le gru, che devastavano i loro campi. Il termine "pigmei" indica diversi popoli cacciatori-raccoglitori del bacino del Congo e di altre regioni dell'Africa centrale. Questo termine è considerato dispregiativo e quindi evitato da alcuni indigeni. Pigmei sono chiamati, per estensione, altri gruppi di bassa statura per esempio gli Andamanesi, i Semang della Malesia e i Negritos delle Filippine. In totale in Africa ci vivono meno di 250.000 pigmei.
Nel II millennio a.C. in Egitto erano chiamati "Danzatori degli dei", questo prova che vivessero un tempo in regioni molto più a nord delle attuali. Nell'arte romana sono stati spesso rappresentati come figure caricaturali in scene di sesso estremo, immagini che ristoravano i soldati di alto rango dopo le estenuanti battaglie. Gli uomini cacciano con l'arco e frecce avvelenate, le donne pescano. Hanno una profonda conoscenza dell'ambiente e lavorano il legno e l'osso. L'elemento centrale della loro identità è la foresta, ogni gruppo ha una sua lingua distinta ma tutti hanno una parola comune: jengi, spirito della foresta. Ogni tribù si sposta periodicamente da un accampamento all'altro sempre rimanendo all'interno di un'area circoscritta. Credono nella trasmigrazione dell'anima nel corpo di un elefante, i matrimoni avvengono fuori dalla cerchia parentale: il gruppo che riceve una sposa è tenuto a concederne una a quello offerente. La loro sopravvivenza è in pericolo sia per l'impoverimento ambientale sia per la deforestazione e sia dalla difficoltà di integrazione nella società africana moderna. Il loro dio supremo è Kvum, creatore e signore di tutte le cose. Secondo la mitologia dei pigmei il primo uomo e la prima donna ebbero origine da due uova di tartaruga o, a seconda delle tradizioni, Kvum li creò soffiando in una noce di cola (pianta delle Malvacee). Ai pigmei non sono riconosciuti i loro diritti territoriali per cui lo Stato e gli estranei possono continuare ad appropriarsi della loro terra. Molte comunità vengono sfrattate illegalmente con la scusa della conservazione dell'ambiente, nel Camerun gran parte della loro terra ancestrale è stata trasformata in parchi nazionali o assegnata a società che organizzano safari di caccia.
Canti polifonici (video del 2009) dei pigmei Aka
Centroafrica - Inclusi nella lista dei Patrimoni Culturali
Immateriali dell'Umanità UNESCO
Sinceramente non li vedo messi molto bene :o( ... e seguendo parecchi passaggi della loro storia, sembra di leggere quella dei native :o( Niente diritti sulle terre, deforestazione con conseguente perdita dei loro raccolti e delle prede :o( Leggendo la tua descrizione non trovo tracce di violenza o di guerra ... ne deduco che siano abbastanza inermi. No, ripeto, non li vedo messi bene per niente :o(
RispondiEliminaps quando suonano l'acqua sono magnifici! :oD
RispondiElimina@ ZeN: Non sono messi bene per niente, ogni tanto cercano di spostarli ma loro sono attaccati alle loro terre e preferisvono tornare. E' un popolo che va verso la fine. :o(
RispondiElimina