Le ville del Palladio sono ville venete nel territorio della Repubblica di Venezia, concentrate per la maggior parte nella provincia di Vicenza, edificate intorno alla metà del Cinquecento per le famiglie più importanti del luogo (aristocratici ed esponenti dell'alta borghesia). Insieme a Vicenza, le 24 ville palladiane sono state inserite nella lista dei Patrimoni dell'Umanità dell'UNESCO. Si distinguono dalle ville romane e da quelle medicee toscane perchè non erano destinate unicamente allo svago dei proprietari, ma soprattutto erano dei complessi produttivi, circondate da vasti terreni di campi coltivati e vigneti. Comprendevano magazzini, stalle e depositi per il lavoro agricolo. In generale avevano ali laterali (le barchesse) che ospitavano gli ambienti di lavoro dividendo razionalmente lo spazio del corpo centrale destinato ai proprietari da quello dei lavoratori. Il corpo centrale è suddiviso in senso verticale, dove ogni piano ha funzioni diverse. Le ville palladiane divennero per secoli oggetto di studio per gli architetti europei, che si ispirarono a esse per le loro costruzioni. Le ville del Palladio (cioè le case dei proprietari fondiari) riconoscono che non era necessario avere un grande palazzo in campagna modellato su quelli di città, ma qualcosa di più piccolo, adatto come centro per controllare l'attività produttiva e per impressionare gli affittuari e i vicini, oltre che per accogliere gli ospiti importanti. Queste residenze erano efficaci per stabilire una presenza sociale e politica ed erano adatte al riposo, la caccia, e per sfuggire alla città, potenzialmente malsana. Le facciate, dominate da frontoni con le insegne del proprietario, annunciavano una potente presenza e non avevano bisogno, per essere visibili, dell'altezza dei palazzi cittadini. Le logge offrivano un piacevole luogo per pasteggiare o per le esecuzioni musicali. Al piano terreno c'erano cucine, dispense, lavanderie e cantine; sotto al tetto si conservava il grano, che isolava gli ambienti sottostanti; il piano principale era abitato dalla famiglia e dai suoi ospiti; le stanze pubbliche (la loggia e il salone) si trovavano sull'asse centrale, mentre a destra e a sinistra vi erano delle infilate simmetriche di stanze. Le ville erano circondate da un cortile recintato da un muro, il cortile conteneva barchesse, torri colombaie, forni per il pane, pollai, stalle, abitazioni per i fattori e i domestici, stanze per fare il formaggio e cantine, oltre a giardini, orti, vasche per i pesci e un grande frutteto. Le barchesse dovevano essere esposte a Sud, in modo da tenere asciutta la paglia.
Palladio si ispirò ai grandi complessi antichi, le barchesse di Villa Badoer riprendono, per esempio, quello che era ancora visibile del Foro di Augusto. Con le ville, i loro giardini e l'ambiente in cui sorgono, Palladio affronta il tema del rapporto fra civiltà e natura. Sosteneva che la suprema civiltà consiste nel raggiungere il perfetto accordo con la natura senza rinunciare alla coscienza della storia che è la sostanza della civiltà. La villa, attraverso l'architettura e le decorazioni pittoriche, dava quindi sfoggio della ricchezza, della nobiltà e del buon gusto della famiglia proprietaria. L'edificio, centro dell'azienda agricola, divenne luogo in cui l'aristocrazia curava i propri interessi economici e culturali, con lo studio e la meditazione, senza trascurare il divertimento e il riposo dalla vita impegnata e faticosa della città.
Palladioooooooooo!!! :oD si si si! Grazzissimissimi!!!! .oD E' spettacolare e approfondita la descrizione sulla logica della sua visione costruttiva :oD Effettivamente in una villa palladiana il padrun mostrava la sua importanza e se pur immerso nel lusso o nel relax, aveva sia il personale sotto controllo che i suoi affari :o) ... praticamente un re nel suo castello :o)
RispondiElimina@ ZeN: Per capire il modo di costruire bisogna sapere gli intenti e la visione del progettista, altrimenti ci si limita a vedere che l'architettura "è bella". Questo post l'ho scritto proprio per accennare gli obiettivi del Palladio. :o)
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