Si è formato nell'impressionismo, se ne distaccò accentuando l'astrazione della visione pittorica realizzata in forme piatte di colore puro, semplificandola con la rinuncia alla prospettiva e agli effetti di luce e ombra, secondo uno stile che fu chiamato sintetismo o cloisonnisme.
Quando dipinse nei mari del Sud rappresentò l'accordo armonico della vita umana con quella di tutte le forme naturali secondo una concezione allora ritenuta tipica delle popolazioni primitive. La libertà decorativa delle sue composizioni aprì la via all'Art Nouveau. Intorno al 1888 elaborò un nuovo stile neo-impressionista. "Quando uno spettacolo naturale viene esageratamente accentuato, finisce per assumere un tono troppo realistico così che colpisce i nostri occhi a detrimento della mente. Dobbiamo cercare di semplificarlo per poterne penetrare il significato. Io avevo due modi per ottenere tutto questo. Il primo modo consisteva nell'osservare la natura semplificandola al massino, riducendo le sue linee a eloquenti contrasti e le sue sfumature ai sette colori fondamentali. Il secondo sistema consisteva nell'affidarsi alle idee e alla memoria, liberandosi da qualsiasi contatto diretto. La prima possibilità comportava una calligrafia semplificata che si proponeva di affermare il simbolismo pittorico, la seconda era l'atto della mia volontà che esprimeva, con mezzi analoghi, la mia sensibilità, la mia immaginazione, la mia anima".
Nel nuovo stile di Gauguin il colore si chiude in zone, così che la scena si presenta in superficie e si annulla ogni rapporto fra spazio e volumi.
"Mettete pure le ombre, se le giudicate utili, oppure non le mettete. è la stessa cosa, se non siete schiavi dell'ombra. E' piuttosto questa che deve essere al vostro servizio".
Per evitare, dipingendo all'aperto, di essere condizionato dagli effetti di luce, dipingeva a memoria, semplificando le sensazioni ed eliminando i particolari. Rinunciò ai colori complementari che, se avvicinati, si fondono. Preferisce mantenere ed esaltare il colore puro.
Partì per Tahiti nel 1891 da dove tornerà nel 1893, carico di debiti perchè le tele inviate in Francia fruttarono poco denaro. Nel 1895 torna a Papetee e si costruisce una capanna nel villaggio di Paunaania.
Per Gauguin il dipinto non è il semplice risultato di un complesso di percezioni trasferite sulla tela, è un messaggio dell'artista, la comunicazione di un pensiero.
Muore di sifilide, il vescovo di Hiva Oa distrugge le sue opere che considera blasfeme e oscene, poi lo assolve e gli concede sepoltura senza nome nel cimitero della chiesa della missione. Presto dimenticata, la sua tomba fu ritrovata 20 anni dopo, gli fu posta una lapide con una semplice scritta "Paul Gauguin 1903".
Molto bello questo post! Esaudiente lo scritto, belli i video e interessante la spiegazione si si si! :oD Ottimo! Non sapevo molte cose su Gauguin ... pero' c'e' da dire che quando si inizia a comprendere la 'natura' dell'artista, e le opere vengono 'spiegate', appare tutto molto piu' interessante e bello! :oD Grazie!
RispondiElimina@ ZeN: E' uno dei miei pittori preferiti...ho ripreso a scrivere i post da lui perchè (nonostante la sua vita difficile) vedo le sue opere come fonte di vita. Credevo non ti piacesse, visto che non era un "realista"... ;o)
RispondiEliminaHai ragione non mi piace! :oD pero' i suoi colori mettono allegria ;o)
RispondiEliminaAhahaha!
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