sabato 25 agosto 2012

Un'altra Spagna




L'Andalusia ha il triste record della più alta disoccupazione della Spagna: il 34%. Il triplo rispetto a quella italiana. A circa 100 km da Siviglia però esiste un mondo diverso. C'è un paese di 2600 abitanti che si chiama Marinaleda, ha un sindaco che segue la linea "comunista e rivoluzionaria", le strade dedicate a Che Guevara e Salvador Allende, e murales che inneggiano alla guerra sociale contro il capitale.
Quasi tutti gli abitanti lavorano in cooperative agricole dove tutti hanno lo stesso stipendio: 1200 euro al mese, il bracciante come il manager. Anche il sindaco percepisce lo stesso stipendio. Porta la kefiah, Gordillo, e ha la barba lunga.
E' stato avviato un programma di autocostruzione delle case d'abitazione, il Comune mette a disposizione il terreno, i materiali, un'escavatrice, il progetto di un'architetto e due muratori e il cittadino deve lavorare per costruire la sua casa. In questo modo una comoda villetta a schiera di 90 mq costa circa 24.000 euro, con tanto di patio e box auto. 
Qui non esiste la polizia municipale e i prezzi sono decisamente anacronistici: per andare un anno in piscina, un abbonamento costa 3 euro. Ogni settimana ci sono assemblee in piazza e la gente lavora gratis nel fine settimana per la manutenzione di aiuole e strade. 
Nel 1979 iniziò il cambiamento, il giovane Gordillo viene eletto  per il suo progetto di conquistare 1200 ettari di terra di proprietà del duca dell'Infantado e nel 1991 ci riesce. La giunta espropria la terra e la cede alla cooperativa locale. 
Il modello Marinaleda, con questa crisi, sta facendo proseliti. Altri contadini stanno occupando altra terra, in Andalusia. Aiutati dal sindaco di Marinaleda!

2 commenti:

  1. Mi vengono in mente le comuni degli hippie :o) Erano comunita' il cui concetto basilare di uguaglianza e mutuo soccorso era simile a Marinaleda. Analizzando con occhio non politico, ho notato che questi tipi di societa' funzionano benissimo finche' sono attivi i promotori. (perche' hanno realizzato cio' che volevano). Di solito le nuove generazioni che nascono in quei contesti cosi’ strutturati, si trovano a vivere delle realta' non liberamente scelte, vedano la situazione come ‘impositiva’, priva di stimoli, una chiusura alle realizzazioni personali.

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  2. @ ZeN: Marinaleda non è uno Stato comunista, è un paese inserito in uno Stato democratico. Chi desidera fama, soldi e successo può benissimo spostarsi in tutto il mondo. Trovo, invece, che questo sia un ottimo modo di vivere per chi non ha la possibilità (o il desiderio) di assurgere ad alte vette economiche e sociali. Sono fra i pochissimi "braccianti" che non sono sfruttati da ricchi possidenti. Mica è poco! ;o)

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