
(Da: it.emcelettronica.com)
La "vecchia" Africa sta cambiando definitivamente? C'è da augurarselo. Tre mesi dopo il "kifaya!" (basta!) gridato dal giovane fruttivendolo tunisino prima di darsi fuoco, sono iniziate le transizioni arabe, cariche di rischi ma anche di opportunità. Saranno processi irreversibili?
Da oltre 40 anni le leadership arabe si erano fermate: Gheddafi è al potere in Libia dal 1969; Saleh in Yemen dal 1978; Mubarak in Egitto dal 1981; Ben Ali in Tunisia dal 1987. Poi ci sono i regimi "dinastici", pur non essendo delle monarchie, come quelle degli Assad in Siria. In Paesi dove l'età media è di 25 anni, più della metà della popolazione è nata e cresciuta sotto l'oppressione di un singolo dittatore.
Questa nuova generazione aspira ai valori universali della libertà, che è un processo da sostenere dall'interno. Cosa farà la comunità internazionale per aiutare questi processi, dopo aver sostenuto per decenni i despoti? Non c'è da sostenere solo la Libia, c'è una serie di Paesi, ognuno con le proprie specificità, da seguire: l' Egitto, il Bahrein, la Siria e Yemen. E sull'Algeria è calato un sinistro silenzio...
Secondo il rapporto Iom (International Organization for Migration) nel 2008 dall'Africa sub-sahariana sono arrivati in Europa 800mila migranti, che crescono di 100mila unità all'anno. Ecco da dove provengono:
- AFRICA ORIENTALE: Somalia, Uganda, Eritrea: attraversano il Sudan. Prima della guerra andavano verso la Libia dove una parte dei migranti di dirigeva a Tripoli e da qui a Malta e Lampedusa. Oppure sceglieva Bengasi. Adesso la maggior parte attraversa l'Egitto e va in Grecia. Così, nel 2010, mentre a Lampedusa sono approdati "soltanto" circa 3mila clandestini, in Grecia sono arrivati oltre 132mila migranti.
- AFRICA CENTRALE: Dal Ciad, Camerun, Nigeria, Liberia, Ghana. Il punto d'incontro dei migranti è il Niger, da qui il flusso va al Nord: una parte, prima della guerra, andava verso la Libia, un'altra attraversa l'Algeria e da qui si dirama verso la Tunisia e Melilla, enclave spagnola.
- AFRICA OCCIDENTALE: Da Senegal i migranti vanno ad Agadez, e viceversa. O partono verso Ceuta (città autonoma spagnola), in Marocco, vicino allo Stretto di Gibilterra. O verso le Isole Canarie (spagnole) e da qui sempre a Ceuta, che è raggiunta anche da migranti partiti dalla Sierra Leone.
mercoledì 20 aprile 2011
Un cambiamento irreversibile?
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@ Grazie! Buona giornata Gemisto
RispondiEliminaSi' in Africa c'e' voglia di cambiare. I popoli di questo continente hanno alle spalle spalle millenni di sfruttamento ..... sono stati schiavizzati, colonizzati e, per finire, depredati dai loro stessi governi dittatoriali e dalle multinazionali. Trovare una soluzione non e' facile . Molti hanno vissuto la fanciullezza e l'adolescenza tra le guerre, l'economia e' un disastro per non parlare dell'alfabetizzazione . Molto spesso le rivolte fanno cadere un dittatore per lasciare il passo ad un altro nuovo . No non sara' un cammino facile per uscirne . Qualcosa forse si muove .... mentre il resto del mondo sta li' a guardare ..... con le mani in mano ......
RispondiElimina@ ZENITeNADIR: L'Africa ha fatto, e fa, comodo come sta. I Paesi industrializzati la usano come vogliono, fomentano odi razziali, appoggiano o boicottano i capi di governo, a seconda delle loro esigenze. Da una parte, le Onlus cercano di aiutare (una goccia in un mare...), dall'altra l'occidente preleva a piene mani.
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