
(Da: buenobuonogood.files.wordpress.com)
Il più grande furto all'Africa non sono i patrimoni dei dittatori (Gheddafi in 42 anni ha accumulato 6,5 miliardi di dollari in oro), ma l'evasione fiscale delle multinazionali, che ogni anno porta via al Continente circa 96 miliardi di dollari.
In un anno arrivano 59 miliardi di aiuti internazionali, il furto viene commesso con tecnicismi formalmente legali. Il meccanismo è semplice: prima di vendere i prodotti sui mercati europei o americani, le multinazionali con sede nei paradisi fiscali li comprano dalle loro controllate in Africa, quindi da se stesse, a prezzi bassissimi. Con questo finto passaggio, per i comparti delle grandi aziende che producono ed esportano dagli Stati africani sembrano esserci solo costi e zero guadagni. Così possono apparire senza profitti in Africa, dove le tasse sono più alte, e fanno risultare gli attivi nei paradisi fiscali come Cayman e Bermuda, da dove rivendono e le imposte sono zero. Secondo l'Ocse, ormai più del 60% del commercio mondiale è mosso da multinazionali che si auto-comprano i prodotti.
Frutta, birra, legname sono tra i casi più gravi denunciati dalle Ong. Le quattro grandi multinazionali delle banane (Chiquita, Dole, Del Monte, Fyffes) per esempio, hanno evitato di pagare 174 miliardi di dollari agli Stati (in Africa: Burundi, Camerun, Uganda) dove coltivano il terzo frutto più consumato al mondo. Altro caso quello della birra: la Sab Miller produce in Ghana, nel 2009 non ha pagato tasse sui profitti perchè non ne risultano. ActoinAid ha denunciato che un piccolo birrificio locale, nello stesso anno, sui suoi profitti di 356 dollari, ha dovuto pagare 32 dollari di tasse. Questo trucco finanziario costa 20 milioni di dollari l'anno alle finanze del Paese. L'evasione dell'industria del legname, in Congo, costa invece 8 milioni di dollari all'anno, con questa cifra si potrebbero vaccinare ogni anno 700mila bambini.
Se la comunità internazionale non si doterà di leggi più severe sulla trasparenza finanziaria, saranno vani i suoi stessi sforzi economici per aiutare l'Africa.
martedì 19 aprile 2011
Il "nero" dell'Africa
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
e' incommentabile !!!!!! Quando si e' in emergenza (e questo discorso vale per tutti) difficilmente arriva una mano in aiuto, ma tanti e tanti sciacalli e avvoltoi che cercano di rubare gli ultimi rimasugli rimasti. Vergogna!
RispondiElimina@ ZENITeNADIR: Mors tua vita mea. Questa è la realtà. Per quanto le associazioni cerchino di aiutare, le multinazionali tolgono. E il conto non torna mai. Questo è il conto che dovrebbe saldare il mondo "evoluto", sulle spalle (come da sempre) dei deboli.
RispondiElimina