
(Da: raffaeleschettino.it)
Personaggio della mitologia greca alle cui azioni si facevano risalire le origini della condizione umana. Non è un "primo uomo", ma agisce come rappresentante degli uomini anche se la sua natura è divina, in quanto è figlio del titano Giapeto e di una Oceanina (Asia o Climene). La condizione umana, mortale e subordinata agli dei immortali, viene fissata dal sacrificio che Prometeo attua per ingannare Zeus. Ucciso un bue, Prometeo lo suddivide in due parti: una parte comprende le carni disossate e l'altra le ossa ricoperte di grasso. Quindi invita Zeus a scegliere. Questi sceglie la parte immangiabile, ma più bella a vedersi; in seguito a questa scelta gli uomini mangeranno le carni del sacrificio e gli dei avranno le ossa e il grasso, ma gli uomini rimangono mortali, mentre gli dei (che vivono senza mangiare) sono immortali. Zeus, irato per l'inganno, toglie agli uomini il fuoco, ma Prometeo lo restituisce rubandolo a Zeus. Il dio punisce gli uomini sovraccaricandoli di tutti i mali della condizione umana e fa incatenare Prometeo a una roccia del Caucaso; qui un'aquila gli divora il fegato che ricresce continuamente. Da questo supplizio lo libererà Ercole, con il beneplacito di Zeus, il quale si riappacifica con lui per averne avuto un consiglio circa il modo di mantenere la sovranità sugli dei e gli uomini. Il mito di Prometeo si realizza in numerose varianti che fanno di lui ora il creatore di uomini (impastati con la creta), ora il promotore di una condizione umana culturale e perciò sacrilega rispetto alla condizione naturale, ora il consigliere di uomini, eroi e dei (il suo nome contiene "methis", la saggezza e l'astuzia), ora il peccatore per la cui colpa originaria l'umanità è sottratta a una condizione paradisiaca. In certi miti la sua doppia personalità si scinde in un secondo personaggio, il fratello Epimeteo il "maldestro", a cui vengono attribuiti gli insuccessi delle sue imprese. Altri fratelli di Prometeo sono Atlante e Menezio, entrambi "peccatori" e, come lui, puniti da Zeus.
Viene di solito raffigurato mentre, seduto a gambe piegate o ritto contro la roccia, si offre al tormento dell'aquila, o mentre viene liberato da Ercole. La figura di Prometeo compare, oltre che su gemme e lamine bronzee del secolo VII a.C., nell'arte greca sui vasi tirrenici e in un gruppo statuario di Pergamo. Nell'arte etrusca su specchi; nell'arte romana su sarcofagi, pitture e mosaici.
domenica 24 aprile 2011
Promèteo
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Grazie! non conoscevo la storia! Bellissime queste chicche! si si si!
RispondiElimina@ ZENITeNADIR: Un'altro mito svelato!
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