martedì 4 dicembre 2007

La storia delle lucciole

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Quand'ero piccolo, e mio padre era vivo, andavo a lavorare nei campi con lui e i miei fratelli. Alla fine della giornata irrigavamo il nostro quadrato di messi facendo scorrere l'acqua nei canali che durante il giorno tornavano secchi e polverosi. Mio padre azionava la pompa e io correvo da un angolo all'altro del campo a controllare che non ci fossero intoppi al fluire dell'acqua: cani addormentati o deviazioni furtive. Una sera, finito il lavoro, me ne restai sdraiato in terra a guardare il cielo pieno di stelle. quando mi tirai su, per dare un'occhiata al campo, vidi tutto un brulicare di stelle dove avevamo appena bagnato. Mi buttai con la fronte a terra, mormorando una preghiera, perchè credevo fosse un miracolo, e corsi a chiamare mio padre, che si stava lavando le mani dalla terra della giornata, e mia madre, che venissero a vedere le stelle che spuntavano dal suolo. Sul bordo del campo ci raggiunse altra gente del villaggio. Mio padre mi scompigliò i capelli. "Vengono per te, Ali" disse. "Lucciole sull'acqua". "E le stelle sono lucciole sul cielo?" chiesi, e lui mi pizzicò la guancia e disse che sì, forse era proprio così.
Andammo a prendere delle candele e le lasciammo nella terra per ringraziare Allah per le lucciole, da qualunque luogo venissero.
(Yasmin Crowther, La cucina color zafferano)

2 commenti:

  1. che bella Tama.
    I libri regalano sempre attimi di vera magia.

    besitos

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  2. @ Lughente: E' vero. E' impressionante come un popolo con tale poesia nel cuore, abbia "tradizioni" tanto violente.
    E' una cosa che mi sfugge.
    Un bacino sulla fronte.

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