La città dai muri dipinti di Dozza (6.500 abitanti) si trova in un territorio frequentato in epoca celtica e romana, invaso dai popoli germanici, soprattutto Longobardi, fu compreso nei territori bizantini. Nell'VIII secolo divenne possesso dei Carolingi che donarono alla Chiesa la collina sulla quale venne eretto l'abitato. Libero Comune nel 1150 il borgo e la rocca passarono più volte di mano a potenti famiglie bolognesi e imolesi, nel Quattrocento fu della famiglia Riario, dal 1494 al 1499 il feudo fu tenuto da Caterina Sforza moglie di Girolamo Riario che lo dotò di rocca e delle mura difensive che ancora oggi lo circondano. Tornato allo Stato della Chiesa fu assegnato a vari feudatari, nel 1797 i Francesi abrogarono i poteri feudali, con la fine del dominio pontificio Dozza fu inserita nella legazione apostolica di Ravenna. La sede comunale si trova nel borgo medievale ma il principale centro è Toscanella. La Rocca Sforzesca o Rocca Malvezzi Campeggi è un castello medievale dalla storia secolare edificato nel XIII secolo con numerosi interventi di ampliamento e adeguamento. La struttura medievale è intatta e gli ambienti signorili sono arredati da mobili di ottima fattura, del Settecento numerosi dipinti e arazzi. Dal 1960 è proprietà del Comune che l'ha trasformata in museo ed enoteca.




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Ho trovato molto interessante la storia di Dozza che venne fondata nell'VIII secolo dalla Chiesa, su terreni ricevuti in dono, e che non l'ha mai mollata sino quasi al 1800! La amministro' direttamente, o tramite Signori comunque legati al Papa, ma anche sotto la legazione apostolica di Ravenna ... insomma, gira che ti rigira, per quasi mille anni, sempre loro erano a tirar le fila ;o) Lo stile dell'abitato di Dozza e' medievale, fatto di molti vicoletti, piazzette e di sostanziose abitazioni basse, spesso porticate. Il monumento storico di punta e' la Rocca Sforzesca, purtroppo parzialmente modificata nel corso dei secoli e non sempre nel migliore dei modi. Tutte queste modifiche non mi hanno fatto piacere dato che alcune nobili famiglie del passato, tra i quali proprio gli Sforza, avevano il castellifero che gli scorreva nel sangue e quando edificavano rocche, manieri o mura, lo facevano in maniera impeccabile. Da un po' di anni questa localita' attira molti visitatori che vogliono vedere i tanti murales presenti sulle facciate cittadine. Quasi tutte le opere sono molto belle ed eseguite perfettamente pero' ... (visto che son bastian contrario) le percepisco piu' come una ferita piuttosto che un abbellimento. I murales li vedo bene nei luoghi cementificati o degradati ma non su facciate secolari. Un po' come lo shabby o il decoupage, che comunque detesto entrambi perche' modificano le originalita', ma se vengono per esempio fatti su mobili anni 60 ... vabbe', ma su un mobilio del quattrocento, magari intarsiato ... caspita, e' uno scempio! A parte cio', Dozza mi e' piaciuta moltissimo!
RispondiElimina@ ZeN: Credo invece che i murales non "inquinino" il paesaggio urbano anzi, lo esaltano, sono comunque perlopiù dei "quadri" di buona fattura "appesi" alle pareti esterne delle case che così decorate e personalizzate attirano molti turisti, e non credo ci sarebbe stata tanta affluenza senza i murales ... naturalmente non sono presenti sulle costruzioni di particolare pregio. ;o)
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