Il vardo gitano (o carro) è un carro tradizionale trainato da cavalli utilizzato come abitazione dai nomadi Romanichal britannici. Con il suo camino, è pensato per essere molto decorato, finemente intagliato, dipinto e dorato. La tradizione del vardo per il nomade romanichal è un'importante vetta culturale sia del design artistico sia dell'arte della falegnameria, il periodo più alto del suo splendore durò circa 70 anni dalla metà dell'Ottocento ai primi anni Venti del Novecento. Oggi questi carri non sono più utilizzati per viverci tutto l'anno ma sono esposti alle fiere del cavallo, la più nota è l'Appleby Horse Fair. Le ruote del vardo si inclinano considerevolmente verso l'esterno, i 6 tipi di roulotte si differenziano per forma, dimensioni, posizionamento delle ruote, luogo di realizzazione e produttore, alcuni tetti sono tele su cornici di legno curve altri coperture in legno. A metà dell'Ottocento i design erano quasi interamente standardizzati e alcune caratteristiche comuni a tutti i tipi, la piccola stufa in ghisa (inventata in America) risale a partire dal 1830 circa, il suo camino è sempre sul lato destro perchè mentre la carovana viaggiava lungo il lato sinistro della strada il camino in quella posizione correva meno rischi di essere danneggiato dai rami degli alberi a bordo strada. L'interno era attrezzato con sedili, armadi, cuccette, una cassettiera e un armadio di porcellana con facciata in vetro, le finestre erano sul lato sinistro e posteriore. I Romanichal arrivarono nelle isole britanniche nel Cinquecento, viaggiavano su carrelli incinati o a piedi e dormivano nei carrelli o sotto di essi e in piccole tende, iniziarono a vivere nel vardo dal 1850 circa. Usavano cavalli dismessi e muli per trainare i loro carri poi crearono gradualmente una razza di cavalli da traino con vari nomi a seconda delle zone in cui vivevano fra cui il Gypsy Horse usato negli Stati Uniti, Gran Bretagna e Australia. Nell'Ottocento i Romani di Gran Bretagna iniziarono a usare piccoli vagoni come spazi abitativi aggiungendo il proprio stile nella decorazione, questi carri piccoli erano chiamati "vardo" in lingua romani (carrello), erano in genere commissionati da famiglie o da coppie di sposi novelli a costruttori specializzati in carri, ci volevano da 6 mesi a un anno per costruirli e una varietà di legni (quercia, frassino, olmo, cedro e pino), il design si è evoluto nel tempo e prende il nome dai proprietari o dal loro stile tradizionale o dalla città della sua costruzione oppure dal nome del costruttore. Il più antico è il carro Burton, il carro Reading o Kite Wagon (carro aquilone) ha le pareti laterali che si inclinano all'esterno, risale al 1870, era molto apprezzato per la sua estetica e per il fuoristrada, l'estensione della decorazione rispecchiava la ricchezza della famiglia, oggi questi carri sono pezzi preziosi in musei o collezioni private. Gran parte della ricchezza del vardo era esposta nelle incisioni che incorporavano aspetti dello stile di vita romani come cavalli e cani ma anche uccelli, leoni, grifoni, fiori, spirali, volute, i dettagli scolpiti spesso erano in oro, nei carri più costosi erano in foglia oro. Nel rito funebre romani dell'Otto-Novecento il carro veniva incendiato insieme agli effetti personali del defunto, l'usanza voleva che nulla fosse venduto sebbene i gioielli, le porcellane e i soldi del defunto sarebbero stati lasciati alla famiglia. Il resto veniva distrutto.




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Gli antichi vardi britannici sono una meraviglia! E' praticamente riduttivo paragonarli a delle roulotte trainate da cavalli perche' ognuna di loro era una piccola opera d'arte. Immagino che per un gipsy il proprio carro era tutto il suo mondo percio' un bene preziosissimo. Era la sua casa, il suo mezzo di trasporto ma anche il proprio biglietto da visita che doveva rappresentarlo nel miglior modo possibile. Sicuramente prima di capire come doveva essere 'il carro' ottimale, avranno fatto tanti tentativi cercando di volta in volta sempre migliori soluzioni ... e alla fine ce l'hanno fatta! Anche se questi vardi adottavano dei sistemi molto simili, come la svasatura delle pareti, il tipo di legname usato, la posizione delle finestre e del camino, poi ... con la fantasia, i colori, l'arte e l'estro, li personalizzavano sino a trasformarli in pezzi unici. Guardando i loro interni, si rimane stupiti per la bellezza degli arredi e dei decori. Non quindi cialtroneria e ciarpame ma un unico ambiente da 10 e lode, ricco e curatissimo! Anche i loro cavalli sono bellissimi, forti e robusti tanto da vivere quasi tutto l'anno all'aperto. Questi vardi sono una vera chicchina ma la vita di queste persone, sempre all'aperto e sempre in giro, era molto dura. Oggi avranno sicuramente mezzi meno eleganti ma piu' grandi e confortevoli.
RispondiEliminaP.S. la stufina l'ho adorata!
@ ZeN: Anche la decorazione dei vardi è arte, l'arte della decorazione è la prima in assoluto in tutti i popoli del mondo anche nelle piccole cose perchè rispecchia la cultura, i gusti e le usanze di tutti i popoli. Al contrario di molte realtà in Italia, i Gipsy inglesi ed americani hanno grande cura della casa ancor oggi, una delle doti essenziali "femminee" è curare e pulire maniacalmente gli ambienti e sè stesse, fino al paradosso. Al tempo degli antichi vardi, le loro prime vere case, è iniziata la "corsa" alla loro decorazione e aspetto: i più abbienti se la facevano costruire e decorare in foglia oro dai più noti e qualificati esperti del settore, il vardo prezioso corrispondeva alle nostre ville della nobiltà, era simbolo di potenza e di ceto elevato. Ogni minimo particolare era studiato minuziosamente come l'arredamento "al millimetro" che esponeva la ricchezza del proprietario e della sua famiglia. Oggi queste carrozze son reperti da museo, son molto belle e curate e meritano il loro posto fra i ricordi più tradizionali e artistici nei territori della loro nascita. Stufina compresa. :o)
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