Il Laos (7.275.000 abitanti) è una Repubblica socialista monopartitica governata dal Partito Rivoluzionario del Popolo Lao. Tra il IV e l'VIII secolo si formarono le prime "muang" (città-Stato) che successivamente furono assogettate dai Khmer e dai Champa, tra il X e il XII secolo ci fu una migrazione dal sud della Cina delle popolazioni Tai che si insediarono anche nel Laos, unificato nel XIV secolo dal principe Fa Ngum, ma iniziarono conflitti fra l'aristocrazia di corte e nel 1428 arrivò la prima grande crisi con l'assassinio di almeno 6 sovrani in 12 anni.
Nel 1893, con la guerra franco-siamese, il Laos fu sottratto al dominio del Siam e diventò Indocina francese, ma i Francesi non diedero grande importanza a questo Stato che fu usato come cuscinetto tra i loro territori e quelli controllati dai Britannici. Venne introdotto il sistema della corvèe obbligatoria: ogni uomo laotiano doveva fornire 10 giorni l'anno di manovalanza gratuita al Governo coloniale, nel 1940 erano solo 600 i cittadini francesi presenti nel Paese. Nel 1954 finì il dominio francese in Indocina e fu proclamata l'indipendenza del Laos ma ci fu una lunga guerra civile, le condizioni di vita della popolazione divennero drammatiche, il conflitto coinvolgeva gli aristocratici legati ai regni del XVIII secolo e il filo-vietnamita principe Souphanouvong di Luang Prabang fondatore del movimento comunista Pathet Lao.
Il suo fratellastro fu leader dei centristi, il principe di Champasak Boun Oum era invece il capo delle destre e filo-francese. Durante il conflitto il Paese fu vittima di una pesantissima serie di bombardamenti statunitensi soprattutto nei luoghi occupati dai comunisti, tra il 1964 e il 1973 furono sganciate più di 2milioni di tonnellate di bombe e furono effettuati 580.000 raid aerei americani. Buona parte del territorio agricolo laotiano è ancora disseminato di bombe inesplose, il governo degli Stati Uniti dona 3milioni di dollari l'anno per finanziare le operazioni di disinnesco degli ordigni. Gli Stati Uniti lasciarono il Laos nel 1973.
Il Pathet Lao prese man mano il controllo del Paese con l'appoggio di Unione Sovietica e Vietnam del Nord, iniziò un esodo massiccio di diversi strati della popolazione. Dopo il crollo sovietico iniziò una lenta liberalizzazione economica ma il partito unico concentrò la propria azione su una forte militarizzazione del Paese pur abbandonando le rigide posizioni ideologiche dell'epoca sovietica. Dal 1992 il Paese ha aperto le frontiere al turismo e nel 1994 è stato costruito sul fiume Mekong il primo Ponte dell'Amicizia Thai-Lao che unisce Laos e Thailandia, fu il primo ponte sul fiume in tutta l'Indocina.
Secondo studi governativi nel 1995 nel Paese risiedevano 49 gruppi etnici a loro volte divisi a seconda della lingua parlata in 4 gruppi: Tai Kadai, Mon Khmer, Sino-Tibetani e Hmong-Mien. La popolazione è buddhista Theravada, l'economia è basata principalmente sugli investimenti dei Paesi limitrofi e gli scambi commerciali, i Laotiani non hanno una tradizione nel commercio e la quasi totalità delle attività commerciali laotiane è di proprietà della comunità cinese.
L'economia nazionale riceve l'aiuto per la cooperazione allo sviluppo dal Fondo Monetario Internazionale e altre organizzazioni, dal 2009 lo Stato non è più considerato dagli Stati Uniti un Paese marxista-leninista ma uno Stato che rispetta la libertà di mercato, grazie a questo riconoscimento le imprese statunitensi che hanno rapporti commerciali con il Laos hanno il diritto di ricevere fondi pubblici. Il Paese ha acquisito grande popolarità tra i turisti stranieri per lo stile di vita rilassato e allegro dei laotiani. Tra le attrazioni, i Patrimoni Unesco della città di Luang Prabang e il sito archeologico religioso di Vat Phu, la gastronomia e i vari templi.






La storia del Laos non e' assolutamente rosa e fiori. Colonizzata, bombardata, brutalizzata ... questa nazione e' stata poi abbandonata al suo destino ma, avendo avuto questo tipo di trascorso, viene con se' che i primi governi locali certamente non brillarono ne' in organizzazione ne' in democrazia. Uno dei fattori piu' penalizzanti, a mio avviso, e' il non saper commerciare perche' questa condizione chiude molte porte, tanto da far rimenere un Paese povero, arretrato e con economie autarchiche e di sussistenza. Da come leggo, e' stata ed e' terra golosa soprattutto per il 'vicinato' che oggi gestisce tutti gli scambi commerciali. Quindi ... ufficialemte colonizzati prima e velatamente colonizzati oggi, visto che e' facile immaginare che le classi piu' ricche non siano puramente laotiane. Ultimamente si e' aperto al turismo con un discreto successo perche' la natura e' incantevole ma anche perche' con quattro spicci in tasca qua puoi sentirti un pascia'. Il video e' quasi tutto incentrato sulla vita rurale e personalmente, a differenza di molti, non la trovo 'pittoresca' ma spaventevolmente triste. I laotiani saranno anche rilassati e allegri ma cosa altro fare in un contesto cosi' povero? Il mettersi anche a piangere certo non aiuta molto :o(
RispondiElimina@ ZeN: Immaginavo notavi le casette e le capanne delle zone rurali, le strade sterrate e la gente con la zappetta nei campi. Per gli Occidentali tutto "è molto pittoresco" specie se associato ai bellissimi panorami, il Laos non è certo conosciuto come "potenza industriale" e visti i trascorsi non pare certo a livello della Somalia, ma avrebbe potuto esserlo ... i Cinesi dirigono tutti gli scambi e i commerci arricchendosi "indecorosamente" ma anche movimentano l'economia altrimenti inesistente o stagnante. Siamo lontani anni luce dal progresso, questo però fa "pascolare" altri Stati al di là del mondo, eccetto rarissimi casi le potenze hanno tutti gli interessi per "mantenere l'indigenza" arrivando persino a bloccare alcune economie in crescita pur di mantenerne il controllo, anche solo territoriale. :o/
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