lunedì 24 ottobre 2022

Il candelotto di zolfo

 

foto da wikipedia.org

Il candelotto di zolfo è un rimedio popolare ligure per il torcicollo provocato da colpi d'aria, pur non avendo alcun riscontro scientifico ufficiale, questa pratica gode tutt'oggi di un certo seguito. Il materiale è in vendita a Genova e in altre località liguri, si tratta di cilindri di zolfo pressato lunghi 9-10 cm con un diametro di 2,5-3 cm dal peso di circa 100 gr. Vengono sfregati o fatti rotolare premendo sulla parte del corpo dolorante, dopo pochi attimi lo zolfo emette un leggero crepito per spezzarsi dopo un paio di minuti di applicazione, secondo la tradizione le due parti di candelotto spezzate hanno perso gran parte della loro efficacia e molto raramente vengono ulteriormente usate, mentre se il cannello non si spezza viene impiegato in usi successivi. La spiegazione della sua efficacia non è univoca, secondo alcuni il giovamento è legato allo strofinamento in sè più che allo specifico materiale, altri che il candelotto assorbirebbe l'elettricità statica presente in caso di dolori o contrazioni muscolari, altri che assorbe l'umidità, altri ancora che il calore prodotto dall'attrito dovuto allo strofinamento del candelotto dà sollievo dal dolore e ne provoca la rottura. La pratica del candelotto di zolfo in Liguria è molto antica, l'emigrazione genovese in Sud America del XIX e XX secolo ne ha diffuso l'uso, specialmente in Argentina. 


2 commenti:

  1. Questo rimedio curativo non lo conoscevo, ma in fondo non mi meraviglio dato che e' tipicamente ligure. In prima battuta ho pensato ad uno dei tanti rimedi della nonna ma poi, analizzando che si adopera lo zolfo, mi e' venuto in mente 'la strega' ahahah :o) E' proprio l'emento usato che richiama un qualcosa di esoterico o comunque di alchemico. Non si basa su nessun fondamento medico ma pare che funzioni; un po' come, sempre della nonna, l'uso di chiare dell'uovo, di determinati decotti o di acqua in cui viene macerata una specifica erbetta. Cercando in giro mi sono imbattuta in un blog, scritto da un ligure, che parlava proprio di questi candelotti. A quanto pare, dopo una sciacquatina, vengono riusati anche quelli che si spezzano e le scagliette che si formano nella rottura sono riciclate nei pediluvi :o) Non si spreca niente ahahah! L'uso per lenire i dolori del torcicollo e' quello piu' famoso ma pare funzioni anche su altre parti del corpo colpite da artrite o da dolori muscolari. Si dice siano stati gli antichi marinai genovesi a diffonderli in Argentina, dove tutt'oggi sono regolarmente usati. Calore? Sfregamento? Suggestione? Non lo sappiamo ma, se creano giovamento senza essere nocivi, sono comunque ottimi!

    RispondiElimina
  2. @ ZeN: Ho usato un candelotto di zolfo nel Senese, me l'ha dato il farmacista di San Rocco a Pilli vedendo che, in una giornata piovosa, avevo preso un forte scossa aprendo la porta della farmacia. Già stavo incazzeta perchè ne avevo già prese abbastanza di scosse quel giorno facendo le mie commissioni. Lui mi ha sorriso e mi ha dato quest'oggetto "alieno", mi ha detto di tenerlo in meno senza stringerlo. L'ho fatto e dopo pochissimo ha iniziato a scricchiolare e molta elettricità che avevo accumulato è andata via. L'ha visto mio figlio e l'ha usato. A lui s'è subito rotto ... fine dei giochi. In questo caso lo zolfo ha favorito la dispersione dell'elettricità nel corpo. Ho un profondo rispetto per queste cose che parono ridicole ma se funzionano ben vengano! :D

    RispondiElimina