L'ofride fa parte di un genere di piante della famiglia Orchidacee.
La vesparia o fior di vespa (Ophrys apifera) è alta fino a 50 cm., cresce nelle praterie, in garighe, nelle macchie e boschi ombrosi dai 1200 ai 1400 mt. sul mare. Ha numerose varietà e ibridi.
L'ofride fior di bombo (Ophrys bombyliflora) è alta fino a 20 cm., vive nelle regioni meridionali e nelle isole, è rara al Centro e in Romagna. Cresce nella prateria mediterranea, nella gariga e nella macchia aperta, fino ai 1200 mt.
L'ofride specchio (Ophrys speculum) è alta fino a 20 cm., comune in Sicilia e Sardegna, rara nel resto della Penisola. Vive nella macchia aperta e nella gariga, fino ai 1200 mt. sul mare.
L'ofride cornuta o beccaccino (Ophrys scolopax) è alta fino a 30 cm., rarissima in Italia, cresce nei prati aridi, le gariche e nei luoghi pietrosi, fino ai 300 mt. sul mare. Ha varie sottospecie e ibridi.
foto da wikipedia.org
L'ofride lunulata o fiordivespa a mezzaluna o orchidea a mezzaluna (Ophris lunulata) è endemica della Sicilia, alta fino a 40 cm., vive anche nelle isole Eolie nella macchia rada, nella gariga e nella prateria mediterranea, fino ai 1300 mt. sul mare.
L'oleandro (Nerium oleander) è un arbusto sempreverde forse originario dell'Asia ma naturalizzato e spontaneo nelle regioni mediterranee con foglie e fusti velenosi. In Italia è spontaneo presso i litorali e lungo i corsi d'acqua inoltrandosi all'interno fino ai 1000 mt. sul mare.
L'olivo o ulivo (Olea europaea) è un albero da frutto forse originario dell'Asia Minore e della Siria. Sempreverde, ha crescita lenta ed è molto longevo. Può arrivare a 20 mt. di altezza, soffre l'ombreggiamento e il freddo, il vento forte, l'eccessiva piovosità e l'elevata umidità dell'aria. Resiste molto bene alla siccità e ha molte cultivar (da olio, da mensa e a duplice attitudine). L'olivo è una pianta centrale nella storia delle civiltà del Mediterraneo e di tutto l'Occidente, numerose sono le leggende, una greca narra di Atena che, per benedire gli umani, piantò la sua lancia dove crebbe poi il primo olivo, un'altra parla di un olivo raccolto ai confini del mondo da Ercole che poi diede vita al bosco sacro a Zeus dalle cui fronde venivano intrecciate le corone per i vincitori dei giochi olimpici. Un altro aneddoto ne vede un ramoscello tra le zampe della colomba mandata da Noè alla fine del diluvio universale. Le prime piante selvatiche di olivo esistevano sull'isola di Creta fin dal 4000 a.C. Sia i popoli orientali che quelli europei considerano questa pianta un simbolo della pace, nell'antica Grecia era sacro e chiunque lo danneggiava era punito con l'esilio, a quel tempo l'olivo era selvatico: l'oleastro. Per i Romani era simbolo insigne per uomini illustri, per i Giudei simbolo della giustizia e della sapienza, nella religione cristiana ha molte simbologie fra cui quello della rinascita (dalla colomba di Noè) e di pace (la fine del castigo e la riconciliazione di Dio con gli uomini), questi simboli sono celebrati nella festa delle Palme dove l'olivo rappresenta Cristo che, col suo sacrificio, era strumento di riconciliazione e di pace per l'umanità. L'olio d'oliva è usato nelle liturgie cristiane e si chiama Crisma, è utilizzato nei sacramenti del battesimo, dell'estrema unzione, della confermazione e dell'ordinazione dei nuovi sacerdoti. In Lazio si dice "arrancare come un olivo", che pone a confronto il tronco nodoso con la postura storta di uno zoppo.
L'olivo di Boemia o olivagno (Elaeagnus angustifolia) è un albero caduco che può raggiungere i 10 mt., talvolta è un arbusto spinoso, ha fiori profumati. I suoi frutti sono molto graditi alla selvaggina. E' utilizzato come albero ornamentale.
L'olmo fa parte di un genere di piante usate come ornamentali, nella silvicoltura e da legno. Possono raggiungere i 30 mt. di altezza e sono decidui.
L'olmo montano (Ulmus glabra) è alto fino a 25 mt., il suo legno può essere usato per impiallacciature, compensati e mobili. Vive sulle Alpi e gli Appennini settentrionali e centrali tra i 400 e i 1400 mt. sul mare.
L'olmo campestre (Ulmus minor) è alto fino a 30 mt., può raggiungere i 600 anni, vive nei boschi e in terreni incolti, lungo i torrenti e i ruscelli, fino ai 1200 mt. sul mare. Secondo Virgilio era sacro al dio Morfeo, il dio dei sogni.
L'ontano fa parte di un genere di piante, alberi o cespugli alti fino a 10 mt., eccezionalmente arrivano a 30 mt. Sono buoni colonizzatori, vengono utilizzati per bonificare i terreni poveri, umidi e malsani. Il legno è molto resistente all'acqua, Venezia è costruita su fondazioni di pali per la maggior parte di ontano, prelevati dalle prealpi venete e friulane. L'ontano bianco o grigio (Alnus incana) è caduco, alto fino a 20 mt., di rapido accrescimento, presente sulle Alpi e Appennino del Nord. Vive nei boschi, nei campi abbandonati e vicino a fiumi e laghi, fino ai 1200 mt. sul mare. Il suo legno è usato raramente, è utilizzato per il rimboschimento di terre alluvionali e per stabilizzare pendii e scarpate.
L'ontano nero o comune (Alnus glutinosa) è un albero caduco alto fino a 10 mt. eccezionalmente 25, vegeta fino agli 800 mt. sul mare. Cresce in terreni acquitrinosi, in paludi e lungo i corsi d'acqua. Svolge una funzione ecologica nel mantenimento degli ecosistemi idrogeologici. Il legno è utilizzato in piccoli lavori di falegnameria ed ebanisteria e per i pavimenti in legno. In passato era molto impiegato per manufatti sommersi come sostegno di palafitte e le fondazioni di Venezia.
L'ontano verde (Alnus viridis) è caduco, è un albero o arbusto alto fino ai 12 mt. di rapidissima crescita. E' usato per la riforestazione su terreni poco fertili e vive sulle Alpi.
L'Alnus cordata è endemico del Sud Italia, e isola d'Elba, noto come ontano napoletano. Alto fino a 20 mt., è frequente nell'Appennino campano e sulla Sila tra i 200 e i 700 mt.
Il legno di ontano è molto utilizzato nella liuteria elettrica per la produzione di corpi per chitarre, veniva anche impiegato per fare secchi e tinozze.
foto da wikipedia.org
L'ofride lunulata o fiordivespa a mezzaluna o orchidea a mezzaluna (Ophris lunulata) è endemica della Sicilia, alta fino a 40 cm., vive anche nelle isole Eolie nella macchia rada, nella gariga e nella prateria mediterranea, fino ai 1300 mt. sul mare.
L'oleandro (Nerium oleander) è un arbusto sempreverde forse originario dell'Asia ma naturalizzato e spontaneo nelle regioni mediterranee con foglie e fusti velenosi. In Italia è spontaneo presso i litorali e lungo i corsi d'acqua inoltrandosi all'interno fino ai 1000 mt. sul mare.
L'olivo o ulivo (Olea europaea) è un albero da frutto forse originario dell'Asia Minore e della Siria. Sempreverde, ha crescita lenta ed è molto longevo. Può arrivare a 20 mt. di altezza, soffre l'ombreggiamento e il freddo, il vento forte, l'eccessiva piovosità e l'elevata umidità dell'aria. Resiste molto bene alla siccità e ha molte cultivar (da olio, da mensa e a duplice attitudine). L'olivo è una pianta centrale nella storia delle civiltà del Mediterraneo e di tutto l'Occidente, numerose sono le leggende, una greca narra di Atena che, per benedire gli umani, piantò la sua lancia dove crebbe poi il primo olivo, un'altra parla di un olivo raccolto ai confini del mondo da Ercole che poi diede vita al bosco sacro a Zeus dalle cui fronde venivano intrecciate le corone per i vincitori dei giochi olimpici. Un altro aneddoto ne vede un ramoscello tra le zampe della colomba mandata da Noè alla fine del diluvio universale. Le prime piante selvatiche di olivo esistevano sull'isola di Creta fin dal 4000 a.C. Sia i popoli orientali che quelli europei considerano questa pianta un simbolo della pace, nell'antica Grecia era sacro e chiunque lo danneggiava era punito con l'esilio, a quel tempo l'olivo era selvatico: l'oleastro. Per i Romani era simbolo insigne per uomini illustri, per i Giudei simbolo della giustizia e della sapienza, nella religione cristiana ha molte simbologie fra cui quello della rinascita (dalla colomba di Noè) e di pace (la fine del castigo e la riconciliazione di Dio con gli uomini), questi simboli sono celebrati nella festa delle Palme dove l'olivo rappresenta Cristo che, col suo sacrificio, era strumento di riconciliazione e di pace per l'umanità. L'olio d'oliva è usato nelle liturgie cristiane e si chiama Crisma, è utilizzato nei sacramenti del battesimo, dell'estrema unzione, della confermazione e dell'ordinazione dei nuovi sacerdoti. In Lazio si dice "arrancare come un olivo", che pone a confronto il tronco nodoso con la postura storta di uno zoppo.
L'olivo di Boemia o olivagno (Elaeagnus angustifolia) è un albero caduco che può raggiungere i 10 mt., talvolta è un arbusto spinoso, ha fiori profumati. I suoi frutti sono molto graditi alla selvaggina. E' utilizzato come albero ornamentale.
L'olmo fa parte di un genere di piante usate come ornamentali, nella silvicoltura e da legno. Possono raggiungere i 30 mt. di altezza e sono decidui.
L'olmo montano (Ulmus glabra) è alto fino a 25 mt., il suo legno può essere usato per impiallacciature, compensati e mobili. Vive sulle Alpi e gli Appennini settentrionali e centrali tra i 400 e i 1400 mt. sul mare.
L'olmo campestre (Ulmus minor) è alto fino a 30 mt., può raggiungere i 600 anni, vive nei boschi e in terreni incolti, lungo i torrenti e i ruscelli, fino ai 1200 mt. sul mare. Secondo Virgilio era sacro al dio Morfeo, il dio dei sogni.
L'ontano fa parte di un genere di piante, alberi o cespugli alti fino a 10 mt., eccezionalmente arrivano a 30 mt. Sono buoni colonizzatori, vengono utilizzati per bonificare i terreni poveri, umidi e malsani. Il legno è molto resistente all'acqua, Venezia è costruita su fondazioni di pali per la maggior parte di ontano, prelevati dalle prealpi venete e friulane. L'ontano bianco o grigio (Alnus incana) è caduco, alto fino a 20 mt., di rapido accrescimento, presente sulle Alpi e Appennino del Nord. Vive nei boschi, nei campi abbandonati e vicino a fiumi e laghi, fino ai 1200 mt. sul mare. Il suo legno è usato raramente, è utilizzato per il rimboschimento di terre alluvionali e per stabilizzare pendii e scarpate.
L'ontano nero o comune (Alnus glutinosa) è un albero caduco alto fino a 10 mt. eccezionalmente 25, vegeta fino agli 800 mt. sul mare. Cresce in terreni acquitrinosi, in paludi e lungo i corsi d'acqua. Svolge una funzione ecologica nel mantenimento degli ecosistemi idrogeologici. Il legno è utilizzato in piccoli lavori di falegnameria ed ebanisteria e per i pavimenti in legno. In passato era molto impiegato per manufatti sommersi come sostegno di palafitte e le fondazioni di Venezia.
L'ontano verde (Alnus viridis) è caduco, è un albero o arbusto alto fino ai 12 mt. di rapidissima crescita. E' usato per la riforestazione su terreni poco fertili e vive sulle Alpi.
L'Alnus cordata è endemico del Sud Italia, e isola d'Elba, noto come ontano napoletano. Alto fino a 20 mt., è frequente nell'Appennino campano e sulla Sila tra i 200 e i 700 mt.
Il legno di ontano è molto utilizzato nella liuteria elettrica per la produzione di corpi per chitarre, veniva anche impiegato per fare secchi e tinozze.

Le ofridi sinceramente mi hanno fatto molta tenerezza perche' gia' sono una brutta copia delle orchidee e risultano pure spelacchiate dato i pochi petali ... poi hanno appioppato loro dei nomi inquietanti come vespa e bombo :o( Poarete! :o( La piu' bruttina mi e' sembrata proprio il fior di bombo con la sua parte interna nera che sembra ci sia sopra un calabrone, tra le piu' particolari invece ci metterei il fior di specchio ... quasi specchiata e dagli interni pelosi :o)
RispondiEliminaGli oleandri li trovo abbastanza antipatici. Nonostanti facciano dei bei fiorellini di vari colori non li gradisco perche' velenosi e perche', secondo me, sono molto invasivi dato che hanno bisogno di essere curati quasi costantemente in modo da tenere sempre sotto controllo il proliferare delle innumerevoli 'cacciate' :o)
La pianta dell'ulivo la trovo bellissima! :o) L'olio prodotto dalle sue olive e' stato sempre considerato qualcosa di meraviglioso ... per non dire di sacro. Evitando di pensare alla gastronomia, era praticamente usato per 'mille e un rimedio' sia in medicina che per le cure di bellezza :oD Fantastico anche il suo legname! A me, ripeto, mi piace proprio l'albero in se' stesso a prescindere dalla sua produzione del frutto. Ho trovato molto piacevoli i colori del suo fratellino di Boemia ... e se poi le sue olivette son gradite alla selvaggina ... meglio cosi'! :oD
L'olmo lo conosco ... ma non lo riconosco ahahah :o) Ehh pero' quelle foggliettine frastagliatelle mi son proprio famigliari :oD Belli tutti gli alberoni ... anche se non so' come si chiamano! :oD
Ecco ... l'ontano ... siamo alle solite, e come sempre mi vergono di dirlo, l'avro' visto ne son sicura ... ma anche lui e' per me 'indistinguibile' come l'olmo appena citato :o( Gli alberi che non temono l'acqua mi intrigano sempre parecchio e non sapevo che questo in particolare si trovasse nelle fondamenta di Venezia :o) Caspita se fa' bene il suo lavoro eh! Sugli alberi ho sempre molta curiosita' ma, essendo cittadina, la maggior parte delle volte che chiedo 'sai che albero e'? la risposta e' sempre la medesima e va' dal 'no, mi dispiace' o 'potrebbe essere ...' e giu' una sfilza infinita di nomi :o( Mi piacerebbe approfondire questo argomento ma indubbiamente bisogna essere sul campo e vedere con occhi perche' libri e video rendono sempre poco l'idea della realta'. Alcuni si basano sulla forma delle foglie ... ma se poi sotto l'albero non ce n'e' neanche una siamo nelle peste ... i piu' bravi li distinguono addirittura guardano i tronchi! Io invece so' una frana :o(
@ ZeN: Non vorrei sbagliarmi, ma le Ofridi sono orchidee... O.o
RispondiEliminaAdoro gli oleandri! Ahahaha! Ne avevo uno e non richiede per niente manutenzione, solo qualche potatina qua e là. :o)
Che dire dell'olivo...pianta meravigliosa sacra e preziosa.
L'ontano ha il merito di sostenere parte di Venezia, e non è poco! Stanno ancora lì sotto i suoi tronchi, immersi nell'acqua da secoli. Mica poco per un albero! :D