venerdì 4 maggio 2018

Specie botaniche italiane


Il cirmolo o pino cembro (Pinus cembra) è un albero sempreverde che vive sulle Alpi, il suo legno è molto pregiato e usato per le sculture. Alto fino a 25 mt., è una specie longeva, cresce a partire dai 1200 mt. sul mare e fino ai 2100. Un bosco puro si trova in Val Varaita (Bosco dell'Alevè), altri boschi puri si trovano sulle Dolomiti in Val Gardena, Val Badia e Alta Pusteria. E' impiegato nei rimboschimenti e nel recupero ambientale, nel consolidamento di versante e talvolta nei parchi. I pinoli sono commestibili, venivano usati in preparazioni alimentari come lo strudel tirolese.


I cisti sono un genere di piccoli arbusti sempreverdi tipici della macchia mediterranea, il cisto biancastro (Cistus albidus) è un arbusto alto 1 mt. che popola il sottobosco in zone aride e terreni rocciosi, si trova in Piemonte (qui è protetto), Lombardia, Veneto, Liguria, Toscana, Calabria e Sardegna.


Il cisto villoso o cisto rosso (Cistus incanus) è un arbusto alto meno di 1 mt., tipico del bacino del mediterraneo, è una pianta del sottobosco nella macchia mediterranea.


Il cisto ladanifero (Cistus ladanifer) è un arbusto la cui resina è usata in profumeria sia per il profumo che per le sue proprietà fissative.


Il cisto maggiore (Cistus laurifolium) è presente solo in Toscana, alto fino a 2 mt., è iscritto tra le specie a rischio di estinzione. Abita i boschi mediterranei e la macchia.


Il cisto marino o cisto di Montpellier (Cistus monspeliensis) è un arbusto dal fusto peloso alto fino a 120 cm., tipico degli ambienti mediterranei, specialmente di zone soleggiate e aride. Se si estende su vaste superfici è indice di degradazione della vegetazione mediterranea, ricopre facilmente le aree incendiate perchè i semi resistono alle alte temperature. Fondamentale come pianta colonizzatrice di aree collinari degradate, è uno degli ultimi baluardi prima della desertificazione prevenendo l'erosione dei declivi percorsi da incendi. E' usato come legna da ardere, soprattutto per avviare l'accensione. Fortemente aromatico, è rifiutato dagli animali.


Le clematidi sono un genere di piante perenni, anche rampicanti, dall'aspetto cespuglioso con copiose infiorescenze alte fino a 10 mt. e più. Originarie delle zone temperate e temperato-fredde di America, Cina, Europa e Siberia, sono coltivate per l'abbondante fioritura con diversi ibridi e cultivar.
La Clematis vitalba è un arbusto noto come vitalba (vite bianca), presente in tutta Italia fino ai 1300 mt. sul mare, vive negli incolti, boschi di latifoglie e macchie temperate. E' rampicante e si allunga oltre i 20 mt. sugli alberi, ha fiori leggermente profumati con un odore simile a quello del biancospino, è velenosa e può provocare irritazioni cutanee al contatto. Considerata una pianta infestante del bosco, in associazione con i rovi crea veri e propri grovigli inestricabili a danno della vegetazione arborea, che sparisce. In Nuova Zelanda non è gradita, non può essere propagata, distribuita o venduta. In passato era chiamata "erba dei cenciosi" perchè i mendicanti la usavano per procurarsi irritazioni e ulcerazioni con le sue foglie per impietosire i donatori.


La clematide fiammella (Clematis flammula) è alta fino ai 5 mt., rampicante, vive nelle macchie. Comune in tutta Italia fino ai 600 mt.


La clematide eretta (Clematis recta) è perenne, alta fino a 15 dm., comune nell'Italia del Nord-Est, vive nelle zone a cespugli e boschi di roverella, ma anche in schiarite forestali e margini dei boschi, fino agli 800 mt. sul mare. E' impiegata nel giardinaggio.


La clematide alpina (Clematis alpina) è una piccola pianta velenosa e irritante, perenne, rampicante, caduca, alta fino a 2 mt., si arrampica su rocce, muschio, arbusti e tronchi. Abbastanza comune sulle Alpi, è rara sugli Appennini settentrionali, vive nelle boscaglie e boschi montani e subalpini ma anche sulle rupi, fino ai 2400 mt. di altitudine. E' impiegata nel giardinaggio alpino e roccioso o come pianta da vaso.
Le clematidi sono piante velenose (irritano anche gli occhi), al contatto con la pelle producono irritazioni e vesciche, esistono oltre 1400 cultivar e ibridi e sono presenti da millenni nel territorio europeo. Fu usata nei nostri giardini solo nel Medioevo, al ritorno dei Crociati, venne coltivata in abbondanza e i contadini ne tagliavano i rami per adornare i campi perchè credevano che questo favoriva i raccolti. Le clematidi che oggi crescono nei nostri giardini provengono tutte dall'America, dalla Siberia e dalla Cina perchè, dopo 3 secoli d'oblìo, furono reintrodotte come piante ornamentali esotiche con fiori più grandi di quelli nostrani, anche sempreverdi.
  

4 commenti:

  1. Simpatico e utile il cimolo! non sapevo che veniva usato nelle sculture :o) Sono convinta, pur non essendo mai andata sulle Alpi, di averlo visto in giro ... bho!
    La macchia mediterranea, quando non e' fiorita, appare spesso come un groviglio di erbacce pelose, foglie cicciottose e spine ... ma poi, nel suo tempo giusto, ecco comparire piccoli o grandi fiori dai bei colori e spesso profumati :o) I cisti sono molto particolari per i loro petali che sembrano stropicciati ahahah :o) Il ladanifero ha quelle macchiette piu' scure sui petali che ravvivano il bianco e rendono il suo fiore molto particolare ... e' la specie che ho gradito di piu' :o)
    (segue)

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  2. @ ZeN: Il cirmolo non mi è nuovo...ho letto di lui da qualche parte ma non l'avevo mai visto. Mi piace molto il nome. :o)
    I cisti mi piacciono tutti, soprattutto il maggiore. Sono fiori delicati che non vanno colti perchè appassiscono presto (e comunque mai cogliere fiori in natura!). ;o)

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  3. Belle le clematidi anche se velenosette :o) C'e' da sorridere quando si pensa che comunque era usata per guarire oppure veniva (o viene) mangiata e fumata :oD Le clematidi di specie bianca si somigliano molto tra loro anche se qualcuna si arramica e altre no, o comunque se raggiungono altezze diverse ... i loro fiori hanno lo stesso colore e piu' o meno gli stessi pennacchietti :o) Quella alpina invece e' completamente diversa e somiglia a una graziosa campanellina :o) E' veramente bella e la preferisco a tutte le altre. E' buffo pensare che in alcune parti di mondo e' stata bandita e noi l'abbiamo reintrodotta.

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  4. @ ZeN: Adoro le clematidi. Ne avevo una a Firenze. Anch'io preferisco quella alpina. Le varietà in commercio sono diverse, io l'avevo rosa-lilla coi petaloni grandi. :o)

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