lunedì 30 aprile 2018

Specie botaniche italiane


Il cedro dell'Atlante (Cedrus atlantica) è detto cedro argentato, alto fino a 30 mt., allo stato spontaneo può arrivare ai 45 ed è una specie in pericolo di estinzione.



La melissa vera o cedrina o cedronella (Melissa officinalis) è una piccola pianta perenne aromatica, il nome "melissa" deriva dal greco e secondo la mitologia si riferisce a una ninfa che avrebbe inventato l'arte dell'apicoltura. Alta fino a 8 dm., ha un gradevole odore di limone e bergamotto, in Italia è diventata rara ma è presente su tutto il territorio, vive negli incolti, ruderi e nelle coltivazioni inservatichite, fino ai 2000 mt. sul mare. E' coltivata per il suo aroma, nei secoli scorsi era usata in preparazioni come lo spirito di melissa detto "acqua antiisterica" perchè utile per calmare il nervosismo delle giovani donne. Pianta di Venere, le industrie la distillano ricavando l'essenza di melissa che è usata in profumeria e per la preparazione di distillati come l'arquebuse, l'assenzio e lo chartreuse.



Il fiordaliso stellato o calcatreppola o cardo riccio (Centaurea calcitrapa) è alto fino a 10 dm., è biennale, presente su tutto il territorio italiano negli incolti aridi, vigneti, ambienti ruderali e scarpate, fino ai 1400 mt. sul mare.



Il cerro (Quercus cerri) è caduco, alto fino a 35 mt., è frequente negli Appennini soprattutto del centro-meridione, dalle zone submontane a quelle sub-mediterranee, è assente in Sardegna.



Il ciclamino vive nel bacino mediterraneo, in Italia esistono specie alpine (nei boschi ombrosi) e altre più a sud (in leccete e castagneti), le specie alpine  sopravvivono a -30°, altre specie non sopportano il minimo gelo. Italiani sono il Cyclamen hederifolium o neapolitanum (con fiori inodori, del centro-sud e isole, alto fino a 20 cm., che vive fino ai 1300 mt. sul mare),



il Cyclamen repandum o vernale (con fiori profumati, del centro-sud e isole, alto fino a 20 cm., che vive fino ai 1200 mt.),



il Cyclamen purpurascens europaeum o delle Alpi (con fiori molto profumati, velenoso, che vive fino ai 1900 mt. sul mare ed è una delle piante alpine più usate nel giardinaggio).
Nell'antichità i ciclamini erano piantati davanti alle case per allontanare i serpenti e i malefici.



Il ciliegio (Prunus avium) o ciliegio degli uccellatori o ciliegio selvatico, vive dalle zone altocollinari fino a quelle montuose, con il Prunus cerasus è una delle due specie di ciliegio selvatico che sono all'origine delle varietà coltivate.

Prunus cerasus

Plinio il Vecchio riteneva fosse stato Lucullo a introdurlo in Italia dal Ponto (Turchia), semi di alcune specie di ciliegie sono stati rinvenuti in ritrovamenti archeologici dell'Età del Bronzo e in altri siti di tutta Europa, ma la sua origine è ancora incerta. Il ciliegio è un albero caduco alto fino a 32 mt., vive 100 anni, i suoi frutti sono mangiati da numerosi uccelli e mammiferi che disperdono i semi con i loro escrementi. Tutte le parti della pianta, eccetto il frutto, sono tossiche. Il ciliegio essuda una resina dalle ferite della corteccia che lo protegge dalle infezioni degli insetti e dei funghi. Il ciliegio selvatico ha costituito fonte di nutrimento per gli umani da migliaia di anni, quello dolce è originato da quello selvatico, è coltivato per la produzione di ciliegie e nei secoli si è differenziato in moltissime varietà. Il ciliegio ornamentale è un albero da fiore. Il legno è molto resistente, usato per fare mobili e strumenti musicali.



I cipressi sono un genere di alberi alti fino a 50 mt., sempreverdi, diffusi in tutte le regioni a clima caldo o temperato-caldo, anche arido, dell'emisfero settentrionale. Più di metà delle specie sono originarie della California, dell'Arizona e Messico, esistono cipressi nel cuore del deserto del Sahara. E' usato nei cimiteri perchè le sue radici scendono a fuso nella terra in profondità e non danneggiano le sepolture. Il cipresso comune (Cupressus sempervirens) è una conifera originaria dell'Iran e dell'area orientale del Mar Mediterraneo, sarebbe stato importato dai Fenici e dagli Etruschi per motivi ornamentali. Molto diffuso in Italia, non è una specie autoctona. Il cipresso mediterraneo è sempreverde, alto 25 mt., ma può superare i 50, il suo legno è molto duro, utilizzato per la produzione di mobili in quanto il suo odore molto aromatico lo preserva dalle tarme, dai funghi e dai parassiti, un tempo era urilizzato anche per la costruzione delle navi data la sua resistenza all'umidità. L'esemlare più vecchio del mondo (4000 anni) si trova in Iran, Monumento nazionale, nella provincia di Yazd. Preferisce un clima caldo con estati secche e soffre i freddi prolungati, si trova fino ai 700 mt. sul mare. E' usato come albero da rimboschimento, come frangivento o pianta ornamentale.



Il cipresso di Leyland (Cupressocyparis leylandii) è sempreverde, originario del Nord America, ampiamente diffuso come pianta ornamentale nel bacino del Mediterraneo. E' un ibrido fra due tipi di cipresso creato per motivi ornamentali che lo rendono adatto a un uso come siepe o di schermatura. Conifera alta 25 mt., può raggiungere i 35, sopporta l'inquinamento e l'aria salmastra, non resiste alla siccità e alle zone troppo nevose per la rottura dei rami. Il suo legno, molto duro, è usato per la costruzione di mobili e il suo odore aromatico lo preserva dalle tarme. E' causa di violente liti tra vicini in Inghilterra in quanto la sua ombra può disturbare. Nel 2001, a causa della sua ombra, fu commesso un omicidio, le autorità inglesi costrinsero così i proprietari a potare tutti i cipressi di Leyland troppo alti.
Il cipresso è associato al culto dei morti fin dall'antichità, simbolo di vita eterna in alcune civiltà orientali, specialmente in Persia, nell'area della religione di Zoroastro. Per i Greci era legato al lutto dal mito di Ciparisso, un giovane che per errore uccise il suo cervo molto amato e che Apollo, per liberarlo dal dolore, trasformò in un cipresso. I Romani e gli Etruschi ripresero l'eredità greca come albero sacro legato al lutto e al funerale, oltre che per motivi ornamentali. In ambito cristiano (insieme alla palma, al cedro e all'ulivo) è ritenuto uno dei quattro legni con cui fu costruita la croce di Gesù. Fra i cipressi più noti, il Cipresso di Michelangelo (Certosa delle Terme, di fronte alla stazione Termini a Roma, oggi inglobato nel Museo Nazionale Romano), il Cipresso di San Francesco (a Verucchi, Rimini, di oltre 700 anni, nel chiostro di un monatero francescano), la cipresseta di Fontegreca (nel Parco Regionale del Matese) e il Viale dei Cipressi tra Bolgheri e l'oratorio di San Guido (citato da Giosuè Carducci nell'opera Davanti a San Guido, lungo 4 km., Patrimonio Storico Nazionale).

2 commenti:

  1. Il cedro argentato e' una pianta bellissima, una tra le mie preferite :o) Ne ricordo uno di fronte all'abitazione di un mio parente ... alto piu' della sua casa! Di fronte ai miei complimenti e alla mia ammirazione, lui (socuramente dall'animo meno contadino del mio) mi disse: - bello vero? ti piace? Questo e' un pino di montagna!- Ecco :o( fino a questo momento. e per decenni, ho continuato a chiamare 'pino' il signor cedro :o(
    La mia ignoranza floreale non ha proprio limiti, e spesso me ne vergogno :o( Quindi non ti meravigliare se ti dico che la melissa non la riconoscerei in natura e che pensavo che fosse tutt'altra pianta rispetto alla cedronella :o( La prima piena di qualita' e utile per l'uomo, la seconda adatta solo a tenere lontane le zanzare! azz! :o(
    Belle anche tutte quelle pianticine che chiamiamo genericamente rovi :o) La calcatreppola dai bei fiorellini ... ecco se non la vedi, la senti! ahahah :oD
    Un cerro abbellisce quel podere che era di mio cugino. Al riparo della sua ombra ci ho passato intere estati :o) Un albero che sembra voglia proteggerti e che dona le sue ghiandine agli animaletti piu' selvatici. E' nel mio cuore, si'!
    I ciclamini sono deliziosissimi ed e' facilissimo anche trovarli in vendita. Ce ne sono ti tantissime specie, altezze e colori ... purtroppo non ho mai avuto la fortuna di vederne un manto in natura ... al massimo qualche pianticina qua e la' :o) Carisinissima la minuscolissima specie vernale! Spero che venga lasciata in pace e possa riprodursi nuovamente in abbondanza.
    Buone le ciliegie si si si :o) Albero generoso che delizia uomini, insetti e uccelletti :o) Il ciliegio selvatico e il punus sono molto belli da vedere, soprattutto quando sono in fiore :o) Purtroppo la delizia della fioritura dura veramente poco e, dopo aver osservato centinaia di api e vespette, e aver visto uccellini che raccolgono le primizie ... bhe' i fiori a primavera e le foglie in autunno ... fanno un sudiciume incredibile :o( Molto meglio averli in aperta campagna che nei giardini o viali cittadini ;o)
    Ho la passione per i cipressi e adoro vedere i panorami senesi in cui la fa' da padrone :o) Nella mia citta' invece vengono solo associati ai cimiteri (come se portassero sfortuna) e mi prendono per 'fuori di testa' quando dico che mi piacerebbe vederli in alcuni viali :o) Eheheh si sono dimenticati completamente dell'importanza che veniva data loro dagli antichi romani! Quasi racchiuso in se' stesso, discreto e dritto come un fuso, e' utilissimo per riparare persone e cose dai venti. Ci hanno voluto per forza far digerire il pino marittimo, che non era dei nostri panorami, con tutti i suoi difetti di cui ricordiamo i piu' eclatanti: alza l'asfalto e cade facilmente ... ma non era forse meglio il cipresso? La varieta' Leyland non mi piace tantissimo :o(
    Bellissimo post! :o)

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  2. @ ZeN: Adoro i cedri, anche quello del Libano, bellissimi alberi! Il ciclamino delle Alpi lo conosco benissimo, andavamo in alta montagna e c'era un posto letteralmente coperto di profumatissimi ciclamini. Quelli del Centro invece sono più scoloriti e nn profumano...
    I ciliegi sono belli in fiore e anche colmi di frutti, non sono alberi da città, sì, ma evidentemente alcuni prunus hanno prezzi bassi e alcuni Comuni pensano bene di piantarli sui parcheggi... O.o'
    Il cipresso è parte essenziae dei miei paesaggi, è usato anche nei viali soprattutto privati. Rispetto al pino marittimo non fa ombra forse per questo il pino è stato strausato...una pineta nn fa danno se tenuta in ordine e fuori dagli abitati, altra cosa è scientemente scelto come "albero da viali", una volta le strade non erano asfaltate, non c'erano auto e la loro ombra sostituiva quasi l'aria condizionata facendoti viaggiare in ombra nei mesi estivi. Adesso tutto è "imbustato" per favorire lo spostamento su ruote, queste coperture danno fastidio all'albero, che vuole sviluppare liberamente le sue radici ed ecco che spacca l'asfalto rivendicando i suoi spazi. Ma nn è colpa sua, lui fa la sua vita, è il progresso della civiltà che gli cambia i panorami... ;o)

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