Esistono diverse cultivar della carota (Daucus carota), sono coltivate in tutte le aree temperate del globo, allo stato spontaneo è un'infestante e cresce in posti assolati e zone calde e sassose. Alta fino a 1 mt., il maggior produttore di carote è la Cina, seguita dalla Russia, gli Stati Uniti, Uzbekistan e Ucraina. La carota a fittone bianco è coltivata come foraggio e quella arancio come ortaggio, è ricca di vitamina A, B, C e E e aumenta le difese dell'organismo dalle malattie infettive.
Il carpino bianco o carpine (Carpinus betulus) è un albero diffuso nell'Europa occidentale, vive circa 150 anni ed è alto fino a 20 mt. Col suo legno si producono piccoli oggetti come birilli, scacchi, raggi di ruote o componenti di strumenti musicali, inoltre è utilizzato a fini energetici, è un legno pesante, duro, ma poco duraturo se esposto in un ambiente umido. In Italia vive fino ai 1000 mt., manca nelle isole, è utilizzato per formare siepi, come legna da ardere, per alberature cittadine e come albero ornamentale in parchi e giardini. Una leggenda narra che il re dei Longobardi Astolfo andò a caccia col suo fedele falcone tra le foreste, lanciò il falco che scomparve nel fitto bosco. Lo cercò in ogni luogo ma non lo trovò, fece allora un voto: se lo avesse ritrovato avrebbe fondato una città e una chiesa dedicata alla Madonna. Alla fine lo trovò appollaiato sul ramo di un carpino, fu allora che decise di fondare la città di Carpi e di costruire la pieve di Santa Maria in Arce, conosciuta come La Sagra.
Il carpino nero o carpinella (Ostrya carpinifolia) in Italia vive in collina, meno consueto nel meridione, Sicilia e Sardegna. Si può trovare fino ai 1200 mt. sul mare, è impiegato come pianta ornamentale e il suo legno è usato principalmente come combustibile.
Il carrubo (Ceratonia siliqua) è un albero da frutto che presenta contemporaneamente fiori, frutti e foglie essendo sempreverde. La maturazione dei frutti è lunga, ha una crescita molto lenta ma può diventare pluricentenario. Alto fino a 10 mt., è spontaneo nel bacino del Mediterraneo, in Italia nelle regioni del Sud mentre è naturalizzato in Toscana, in Puglia è una specie protetta. Coltivato in Sicilia, soprattutto nel ragusano e siracusano, le industrie locali trasformano la polpa del frutto in semilavorati utilizzati dall'industria dolciaria e alimentare. Il carrubo è rustico, poco esigente, cresce in terreni aridi e poveri e sopporta bene i climi caldi. Con la pasta o i semi delle carrube si producono succedanei del cioccolato, con la farina dei semi molti addensanti e gelificanti, i frutti sono anche usati per l'alimentazione del bestiame. I suoi semi erano ritenuti particolarmente uniformi come dimensione e peso, dal loro nome arabo "karat" è derivato il nome dell'unità di misura (carato) in uso per le pietre preziose equivalente a 1/5 di grammo. In realtà i semi variano fra di loro del 25%. Il suo legno, duro e resistente, era utilizzato per fabbricare utensili e macchinari in legno soggetti a usura.
La castagna d'acqua (Trapa natans) è una pianta acquatica che si radica sul fondo melmoso o galleggia sull'acqua, con un fusto lungo fino a 2 mt. Specie annua, è nativa delle aree temperate calde dell'Eurasia e dell'Africa, in Italia è diffusa nei laghi di Mantova dove il frutto commestibile è chiamato "trigol". L'uso della castagna d'acqua è simile a quello della castagna di montagna, si consuma fresca, lessata o arrostita.
I castagni sono un genere di piante, in Europa ne esiste una sola specie: la Castanea sativa che in Italia vive dai 200 agli 800 mt. sul mare. Le specie di questo genere sono per lo più alberi di medie dimensioni o arbusti, la più grande è la Castanea dentata che in passato raggiungeva i 60 mt. (dell'America del Nord, sterminata da un fungo parassita e oggi sull'orlo dell'estinzione). Insieme al castagno europeo negli ultimi decenni è stato introdotto il castagno giapponese (Castanea crenata)
Castanea crenata
quindi le popolazioni europee sono composte dal castagno europeo o da castagni europei innestati sul giapponese o ibridi delle due specie. Questa scelta è stata fatta per motivi fitopatologici. Il castagno è uno degli alberi più importanti delle foreste dell'Europa meridionale, fin dall'antichità è stato utilizzato e largamente coltivato per la produzione del legname e per il frutto che, in passato, era un'importante risorsa alimentare per le popolazioni rurali degli ambienti forestali montani e dell'alta collina in quanto vi si produceva la farina di castagne. Attualmente la sua importanza economica si è molto ridimensionata, la coltura da frutto è limitata alle cultivar di maggiore pregio e anche la produzione di legname si è ridotta e quella della farina è diventata marginale. Buona parte delle foreste a castagno derivano dalla rinaturalizzazione di antiche coltivazioni abbandonate mentre la coltivazione si è ridotta alle zone più favorevoli. Il castagno è alto fino a 30 mt., è caduco e molto longevo, può diventare plurimillenario. In Italia è presente nel versante tirrenico e nell'arco alpino, sporadico in Sardegna, Sicilia e Isola d'Elba, si trova fino ai 1300 mt. sul mare. Pare possa essere originario del Caucaso e del nord dell'Anatolia e di alcune zone italiane, Spagna, Grecia e Francia. La massima diffusione in Europa iniziò con i Greci, ampliata dai Romani, proseguì per tutto il Medioevo per opera degli ordini monastici. Iniziò a essere in crisi a partire dal Rinascimento, fino all'Ottocento. Dalla fine dell'Ottocento iniziò il vero declino a causa delle cambiate abitudini alimentari, dell'introduzione di nuovi materiali alternativi, dell'interesse verso altre specie forestali da legno (robinia e ciliegio) e dalla pressione dell'uomo sugli ambienti forestali. Coi suoi fiori le api producono il miele di castagno.
Castagno dei Cento Cavalli
Sant'Alfio (CT)
Alcuni esemplari di castagno hanno un particolare valore storico, culturale e paesaggistico, fra questi a La Salle (Valle d'Aosta) un castagno alto 27 mt. di circa 400 anni; a Melle (Piemonte) un esemplare è alto 30-32 mt., di circa 300 anni; a Bioglio (Piemonte) un castagno di 350 anni è alto 15-18 mt.; a Monteu Roero (Piemonte) vive un castagno di circa 350 anni alto 12 mt.; a Sant'Alfio (Catania) il Castagno dei Cento Cavalli è il più famoso e uno dei più vecchi d'Europa, si trova alle falde dell'Etna, è alto 22 mt. e la sua età stimata è dai 2000 ai 4000 anni; a Mascali (Sicilia) un esemplare ha un'età millenaria, è vicino al precedente, alto 19 mt.; a Tonara (Sardegna) si trova un castagno alto 15 mt.; a Camaldoli (Toscana) il Castagno Miraglia ha circa 400 anni ed è alto 19 mt.; a Valle Castellana (Abruzzo) Piantone di Nardo ha oltre 500 anni.
Il castagno non è in relazione con l'ippocastano, inoltre la castagna è un frutto mentre la castagna d'India è un seme.
quindi le popolazioni europee sono composte dal castagno europeo o da castagni europei innestati sul giapponese o ibridi delle due specie. Questa scelta è stata fatta per motivi fitopatologici. Il castagno è uno degli alberi più importanti delle foreste dell'Europa meridionale, fin dall'antichità è stato utilizzato e largamente coltivato per la produzione del legname e per il frutto che, in passato, era un'importante risorsa alimentare per le popolazioni rurali degli ambienti forestali montani e dell'alta collina in quanto vi si produceva la farina di castagne. Attualmente la sua importanza economica si è molto ridimensionata, la coltura da frutto è limitata alle cultivar di maggiore pregio e anche la produzione di legname si è ridotta e quella della farina è diventata marginale. Buona parte delle foreste a castagno derivano dalla rinaturalizzazione di antiche coltivazioni abbandonate mentre la coltivazione si è ridotta alle zone più favorevoli. Il castagno è alto fino a 30 mt., è caduco e molto longevo, può diventare plurimillenario. In Italia è presente nel versante tirrenico e nell'arco alpino, sporadico in Sardegna, Sicilia e Isola d'Elba, si trova fino ai 1300 mt. sul mare. Pare possa essere originario del Caucaso e del nord dell'Anatolia e di alcune zone italiane, Spagna, Grecia e Francia. La massima diffusione in Europa iniziò con i Greci, ampliata dai Romani, proseguì per tutto il Medioevo per opera degli ordini monastici. Iniziò a essere in crisi a partire dal Rinascimento, fino all'Ottocento. Dalla fine dell'Ottocento iniziò il vero declino a causa delle cambiate abitudini alimentari, dell'introduzione di nuovi materiali alternativi, dell'interesse verso altre specie forestali da legno (robinia e ciliegio) e dalla pressione dell'uomo sugli ambienti forestali. Coi suoi fiori le api producono il miele di castagno.
Sant'Alfio (CT)
Alcuni esemplari di castagno hanno un particolare valore storico, culturale e paesaggistico, fra questi a La Salle (Valle d'Aosta) un castagno alto 27 mt. di circa 400 anni; a Melle (Piemonte) un esemplare è alto 30-32 mt., di circa 300 anni; a Bioglio (Piemonte) un castagno di 350 anni è alto 15-18 mt.; a Monteu Roero (Piemonte) vive un castagno di circa 350 anni alto 12 mt.; a Sant'Alfio (Catania) il Castagno dei Cento Cavalli è il più famoso e uno dei più vecchi d'Europa, si trova alle falde dell'Etna, è alto 22 mt. e la sua età stimata è dai 2000 ai 4000 anni; a Mascali (Sicilia) un esemplare ha un'età millenaria, è vicino al precedente, alto 19 mt.; a Tonara (Sardegna) si trova un castagno alto 15 mt.; a Camaldoli (Toscana) il Castagno Miraglia ha circa 400 anni ed è alto 19 mt.; a Valle Castellana (Abruzzo) Piantone di Nardo ha oltre 500 anni.
Il castagno non è in relazione con l'ippocastano, inoltre la castagna è un frutto mentre la castagna d'India è un seme.
Belle le carotine tutte colorate si si si, io pero' ho solo mangiato quelle arancio! :o) Il fiore visto nel video assomiglia, perche' non so' se e' lui, a qualcosina che si trova spontaneo nei prati incolti :o) La prossima volta che lo vedo ... controllo se sotto ha una carota ... magari selvatica ... ahahah! Ehhh vai con lo strappa strappa :oD
RispondiEliminaIl carpino e' un bell'albero solo che dovrebbe insudiciare tantissimo con tutte quelle infiorescenze a spighetta, sicuramente il suo habitat migliore e' la campagna e i parchi, un po' meno i viali cittadini. Ha anche tanti bei semini ma non so' se sono graditi agli uccelletti. Mi ha fatto sorridere il fatto che Carpi potrebbe essere sorta a seguito di un 'uzzellin scapai' ahahah :o) Carpino e carpinella vedo che finivano spesso in caminetti e stufe :o(
Il carrubo e' una pianta i cui frutti, le guainelle, hanno mille utilizzi :o) Era facile, sino a qualche decennio fa', vedere venditori ambulanti di semi e di guainelle :o) Nei tempi andati, in quelli in cui c'era veramente poco e la miseria abbondava, era una sorta di 'dolcino' che si poteva trovare facilmente in natura :o) Ora non le vende quasi piu' nessuno, son diventate fuori moda e la gente preferisce cibi e chicchi piu' elaborati. Le ho assaggiate ma non le gradisco :o(
(segue)
@ ZeN: E difatti le carotine bianche son coltivate come foraggio, quelle arancioni come ortaggio. ;o)
RispondiEliminaIl carpino è stato nominato in qualche poesia di altri tempi...dev'essere stata una pianta molto conosciuta!
Sapevo che le carrube erano cibo per armenti...ma anche che alcune case dolciarie le facevano passare per cioccolata, con un bel guadagno in più...ci facevano anche una specie di caffè (immagino il sapore sapido...) O.o
E cosi' passin passino siamo arrivati alla deliziosissima castagnetta che io adoro in tutti i modi: fresca, bollita, caldarrosta, secca ahahah basta sia eh! Non amo invece il castagnaccio e non ho mai assaggiato piatti che le contengano come ingradiente di ricetta. Sono da sempre considerate il pane dei poveri insieme alle patate, ai fagioli e al mais ... tutto dipendeva, secondo latitudine e altezza, a cosa piu' facilmente produceva la terra :o) Non c'e' bisogno neanche di andare tanto indietro nel tempo perche' fino agli anni 60 in molte zone rurali bisognava ancora arrangiarsi cosi' per sopravvivere :o( Delle sorelline d'acqua non ne conoscevo l'esistenza e sinceramente se ne avessi visto i frutti, non mi sarebbe passato neanche per l'anticamera del cervello di assaggiarle :o) In falegnameria era molto usato ... i famosi mobili delle nonne, insostituibile anche per la creazione di robuste e nobili travi per le coperture dei tetti :o) Il castagno dei cento cavalli e' maestoso ma si deve ugual rispetto a tutte quelle piante che sfidano il tempo come ad esempio gli ulivi :o)
RispondiEliminaps i semi dell'ippocastano sono usati come amuleti ;o)
RispondiElimina@ ZeN: Da toscana, il castagno è un vicino di casa, un'albero che da secoli fa parte della nostra cultura. I mobili in castagno (quelli rustici e robusti) sono una tradizione per noi, oggi dai prezzi altini...all'epoca era usato molto, in tutti i sensi, adesso è molto limitato sostituito da altri legni che nn ci appartengono. Non sono un'appassinata di castagne, quelle arrostite mi piacciono ma in piccole quantità. Mia madre (veneta) faceva il castagnaccio, finne finne che pareva 'no straccetto...era il suo dolce delle feste... O.o'
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