giovedì 13 ottobre 2016

Terremoti



Il 24 agosto un terremoto ha devastato l'Italia centrale, 4500 persone non hanno più una casa e i morti sono 294.
Accumoli, Amatrice, Arquata del Tronto e tutti gli altri borghi distrutti hanno bisogno di un nuovo futuro, per farlo bisogna guardare al modo in cui sono stati costruiti i centri colpiti dai più violenti sismi degli ultimi 40 anni per evitare il ripetersi di errori e scandali.
Nel 1976 un terremoto di magnitudo 6.4 della scala Richter spazzò via le province di Udine e Pordenone, morirono 990 persone e 100.000 non ebbero più casa. Questa catastrofe fu gestita con efficienza, i soldi stanziati dallo Stato furono amministrati dalle comunità locali, i Friulani ricostruirono edifici e monumenti esattamente nei luoghi in cui erano, rimettendo a posto ogni pietra grazie a un archivio fotografico. E' stata una novità per l'Italia. Fino ad allora le città erano sempre state ricostruite in luoghi diversi da quelli colpiti, si procedeva col diktat "prima le fabbriche, poi le case e le chiese", per evitare l'abbandono di quelle terre e garantire il lavoro.
In Irpinia nel 1980 avvenne un sisma di magnitudo 6.5, morirono 2914 persone e 280.000 rimasero sfollate. Al momento di ricostruire fu teatro di sprechi e scandali, lo Stato stanziò 55miliardi di euro, una cifra mostruosa che oltre a ricostruire avrebbe dovuto servire allo sviluppo del Sud svantaggiato, ma ciò non avvenne. Costruirono nuove fabbriche in zone montuose e inaccessibili, mai aperte, alcuni imprenditori intascarono i fondi statali per poi farle fallire subito, nuove case furono realizzate, troppe rispetto alla gente, che oggi emigra perchè non c'è lavoro. La responsabilità della camorra è stata rilevante, lucrava nello sgombero delle macerie e nella compravendita del calcestruzzo, il chè fece lievitare i costi.



Nel 1997 in Umbria e Marche le scosse raggiunsero magnitudo 6.1, 11 vittime, moltissimi i danni, soprattutto ai beni artistici come la Basilica di San Francesco ad Assisi. La ricostruzione seguì quella del Friuli: case e monumenti vennero ristrutturati con adeguamenti sismici dov'erano e com'erano. 30.000 gli sfollati e 13miliardi spesi.


video del 2012

Nel 2002 il terremoto raggiunse San Giuliano di Puglia, con epicentro in provincia di Campobasso. In circa 3000 persero la casa, sono stati stanziati 1,4miliardi di euro, cifra gestita male dalla Regione Molise finanziando Comuni che non c'entravano col terremoto (per rilanciare l'economia, pare). Si decise di ricostruire San Giuliano in un'altra area e oggi ci sono palazzine moderne e antisismiche vuote, hanno costruito troppo rispetto alla necessità.




L'Aquila, 2009, il centro storico fu raso al suolo da un sisma magnitudo 6.3: 309 morti, 1600 feriti, 80.000 sfollati. La peggiore esperienza di ricostruzione in Italia. Si decise di innalzare insediamenti ex novo in pochi mesi. Oggi gran parte delle palazzine sono stare abbandonate, erano state costruite con tecnologie antisismiche che richiedono manutenzioni carissime che i proprietari non si potevano permettere. In più molte si trovano in zone isolate. A oggi qualche lavoro è partito, nel centro storico, ma va a rilento, gli edifici da sistemare sono tantissimi e la burocrazia non aiuta.




Emilia, 2002, diversi i Comuni colpiti tra le province di Modena, Ferrara e Bologna, 27 le vittime e oltre 14.000 gli sfollati. Furono stanziati 12miliardi di euro di cui 4 sono stati spesi, una buona gestione post-sisma. Furono fatte leggi regionali che hanno permesso di espropriare le seconde case lesionate e ricostruirle nel caso i proprietari non abbiano voluto partecipare alle spese (il contributo statale del 100% riguarda solo le prime abitazioni). Per evitare il disastro economico, essendo un'area molto industrializzata, la priorità fu data al recupero dei capannoni e in 6 mesi da 40.000 cassaintegrati ne rimasero solo 200. L'ombra della mafia spuntò anche qui, soprattutto negli appalti per la rimozione delle macerie. I cittadini sul sito della Regione possono verificare come sono spesi i soldi.






2 commenti:

  1. I terremoti sono una tragedia di per se', poi se nella ricostruzione le risorse prendono altre strade ... bhe non ci sono parole :o( Purtroppo molte zone d'Italia sono a rischio sismico ed il tutto e' aggravato dalla presenza di costruzioni fatte male, che alla prima scossettina vengono giu' :o( Le citta' verranno piu' o meno bene ricostruite ... le persone rimaste vittime ... purtroppo mo :o(

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  2. @ ZeN: I terremoti sono una manifestazione naturale, quando avvengono sotto al mare (dove evidentemente non abita nessuno) fanno ugualmente enormi danni per gli tsunami che provocano. Sulla terra (sempre più densamente popolata) le nostre "casette" di cartone si accasciano e crollano, si aprono le strade e la gente muore. L'Italia praticamente è tutta sismica quindi, purtroppo, siamo un pò tutti a rischio. Lo scandalo è che sono occasione di arricchimento di malavitosi e disonesti. Lucrano sui morti, sulle proprietà, sulla vita e sul dolore delle persone. Per queste persone son fonte di gioia. Spero che i loro soldi li strozzino. :o(

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