Nome comune dato al riccio e talvolta all'istrice e anche ai Porcospino americani (Porcospino delle Ande: Echinoprocta rufescens, proprio della Colombia).
Il riccio comune (Erinaceus europaeus) è un mammifero della famiglia Erinaceidae con caratteristiche morfologiche arcaiche, come l'apparato dentale e la conformazione del cervello che lo accomuna ai primi mammiferi comparsi sulla terra al termine del Cretaceo, nel corso di milioni di anni ha solo evoluto gli aculei. Ha numerose sottospecie e si è diffuso in gran parte dell'Europa fino alla Penisola Scandinava e Siberia, introdotto in Gran Bretagna e Irlanda dove, in alcuni casi, è nocivo.
Nel XIX secolo è stato introdotto accidentalmente in Nuova Zelanda. In Italia ha due sottospecie, nel triveneto vive l'erinaceus concolor.
Erinaceus concolor
Lungo fino a 27 cm, solo eccezionalmente supera il chilo. I riccio ha un piccolo cervello, la maggior parte del quale è addetta alla decodificazione dei segnali olfattivi, la vista è meno importante ma vede fino a 30 mt di distanza di giorno e 12 di notte. Gli aculei variano di colore al cambio di stagione: nelle stagioni fredde assumono un colore marroncino più scuro rispetto alle stagioni calde, a questo cambiamento partecipa anche il pelo. Gli aculei sono appuntiti e cavi, sono peli modificati lunghi circa 2 cm, ciascuno di loro è munito di un muscolo che ne permette l'erezione quando il riccio è eccitato o in stato d'allerta, ciascun esemplare possiede fino a 6000 aculei. Oltre a proteggere, gli aculei prevengono seri danni dovuti a urti o cadute. Animale esclusivamente notturno, corre velocemente ed è un ottimo nuotatore. I loro aculei nulla possono contro le automobili, infatti ogni anno muoiono sotto le auto fra i 2 e i 3milioni di ricci attraversando le strade. Il riccio ha abitudini solitarie e scontrose, tende a evitare contatti con i cospecifici, in caso di contatto non disdegna lo scontro diretto.
Cade in letargo fra ottobre e aprile ma se non ha accumulato sufficiente grasso corporeo può morire per inedia. Vive circa 3 anni ma può raggiungerne 10. Si nutre di vari invertebrati, uova, nidiacei, rettili, anfibi, piccoli mammiferi (topi), ma anche di ghiande, bacche, frutta, ecc. Il latte per lui è un veleno, provoca forte diarrea che lo può portare alla morte.
I cuccioli nascono con aculei ricoperti da una membrana per proteggere la madre durante il parto, questi aculei saranno sostituiti altre 2 volte. Nell'antica Roma veniva allevato per la sua carne, il pelo aculeato del dorso era utilizzato per cardare la lana e come componente dei frustini.
Oggi è una specie protetta in Italia, non si può cacciare nè tenere in cattività.
Il riccio orientale (Erinaceus concolor) è molto simile al precedente ma ha una macchia bianca sul petto. Vive nell'Europa orientale, Caucaso, Siberia, Asia Minore, Medio Oriente, isole dell'Adriatico e Grecia. In Italia si trova nelle regioni del nord-est.
Il riccio algerino (Atelerix algirus) è diffuso nel bacino mediterraneo, introdotto in Spagna, isole Canarie, Baleari, Malta e Gerba (Tunisia). Si adatta ad habitat semidesertici ma è presente nella macchia, in pascoli, campi coltivati e ambienti rurali.
L'istrice (Hystrix cristata) è lungo fino a circa 82 cm e può pesare fino a 30 kg. Gli aculei sono lunghi circa 20 cm e fino a 35 sui fianchi. Sulla coda ha peli cavi a forma di calice che utilizza come un sonaglio per avvertire gli eventuali aggressori. Non scaglia gli aculei, si staccano facilmente per poter trafiggere l'avversario. Di abitudini principalmente notturne e molto schivo, non è solito andare in letargo, in inverno non esce dalla tana. Se minacciato comincia a pestare rumorosamente i piedi sul terreno e ad agitare la coda con gli aculei a sonaglio, infine, se messo alle strette, carica l'aggressore con esiti anche letali. L'aculeo difatti ha una struttura lievemente seghettata che ne rende difficile e dolorosa l'estrazione tanto che spesso gli animali sono costretti a spezzare gli aculei conficcati col possibile rischio di infezioni. E' un animale erbivoro ma non disdegna cortecce morbide, frutti caduti e, raramente, insetti. Specie monogama, vive in Italia, Maghreb e Africa subsahariana.
Il porcospino americano (Erethizon dorsatum) è un istrice di grossa taglia che vive generalmente nelle foreste di conifere o nella foresta in Canada, Alaska e Stati Uniti. Si sono diffusi nel nord del Messico. La colorazione può variare, è lungo fino a 90 cm e pesa fino a 14 kg. Si nutre solo di due tipi di tiglio ed è munito di antibiotici sulla pelle che previene le infezioni se cade da un albero ferendosi coi suoi stessi aculei. Cade con una certa frequenza in quanto è attratto da germogli e rami giovani che crescono sui rami più alti. Prevalentemente notturno, d'estate dorme tutto il giorno sugli alberi. Si nutre di germogli, radici, steli, bacche e vegetazione. Non va in letargo ma dorme a lungo. Da alcuni è considerato un animale infestante per via dei danni che reca ad alberi e a oggetti di legno in generale. I Nativi americani utilizzano gli aculei per fabbricare decorazioni di oggetti. E' commestibile, importante fonte di nutrimento per i Nativi della foresta boreale canadese, specie in inverno.
Adorabilissimi tutti si si si dai riccetti ai porcospini :oD Il riccetto e' proprio la tenerezza personificata :o) Sembra un piccolo incrocetto tra un sorzino e un cinghialettino :oD Quel musino a tromboncino, la pancina delicata e quelle zampettine delicate ... fanno innamorare :oD Adoro anche gli istrici e non ho mai pensato che tirassero gli aculei ... molti pero' lo dicono tutt'ora ... beata gnuranza :o( Sono creature semplici e indifese nei nostri confronti, per favore rispettiamoli e soprattutto lasciamoli nell'ambiente in cui li vediamo! Il nostro intervento deve essere solo di 'soccorso' se capiamo che si sono infilati in qualche guaio e hanno bisogno di aiuto! Mi hanno fatto ridere i porcospini americano che cascano dagli alberi ... eheheh pare pericoloso passeggiare sotto di essi :oD Belli tutti! :oD
RispondiElimina@ ZeN: Belli tuttiiii!!! Oddio, gli istrici son meno "puffolosi"... ;o)
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