domenica 9 ottobre 2016

Campodimele





In provincia di Latina, Campodimele sorge a 647 metri sul mare, nel borgo abitano 350 persone e dista 25 km da Formia e da Fondi, 95 da Napoli e 150 da Roma.

Il borgo sorge probabilmente sulle rovine di Apiola, antichissima città latina distrutta da Tarquinio Prisco (quinto re di Roma) nel VI secolo a.C., i ruderi di Apiola si trovano a 6 km dall'abitato.
Il primo insediamento fortificato risale al VI secolo d.C., con l'arrivo dei Longobardi, nel VII secolo entra a far parte dei possedimenti del Monastero di Montecassino. Nel 1497 è della famiglia Colonna, con tutti i territori di Fondi. Nel 1534 fu nascondiglio di Giulia Gonzaga, nota per la sua bellezza, qui si nascondeva dal pirata algerino Keir-ed-Din detto Barbarossa, che voleva rapirla dal castello di Fondi per donarla al sultano Solimano II. Nel 1591 il borgo passa a Luigi Carafa Principe di Stigliano, nel 1647 è comprato da donna Maddalena Miroballo e nel 1674  fu venduto al principe di Stigliano, il più ricco feudatario del Regno di Napoli. Nel 1813 è un Comune autonomo per concessione di Gioacchino Murat.

Campodimele è noto per la longevità dei suoi abitanti, è un villaggio risparmiato dal tempo sui monti Aurunci sorto in un fitto bosco, roccaforte di pastori e boscaioli nell'antichità. Sta arroccato  con una struttura circolare e compatta il cui punto più alto è il campanile della chiesa, le abitazioni degradano verso il basso determinando una struttura a forma di cono con alla base la cinta muraria. Campodimele è un borgo medievale con la cinta muraria, abitata, e le sue torri dell'XI secolo. La parrocchiale è dedicata a San Michele Arcangelo (XI secolo); antichissimo il convento dell'anacoreta Sant'Onofrio, dell'XI secolo, costruito dai Benedettini; notevole è la cappella rurale della Madonna delle Grazie che risale al XIII secolo, in località Taverna, tutta in pietra viva.

I prodotti tipici sono quelli dell'agricoltura povera, come le cicerchie e le favette, poi carni e formaggi, lo scalogno, le lumache del Faggeto, le olive e il capretto dei monti Aurunci.
Il piatto tradizionale è "laina e cicerchie", una pasta fatta in casa con sola farina e acqua condita con le cicerchie cotte con pomodoro, cipolla, aglio e brodo,  servita con ricotta essiccata di capra, oltre alla zuppa di cicerchie.

Campodimele si trova nel cuore del Parco Regionale dei Monti Aurunci.

   

2 commenti:

  1. Molto ma molto particolare :o) E' un dedalo di stradine con qualche scala ... ehm a rovescio ... e' un dedalo di scale con qualche stradina :o( E' tenuto benissimo e sembra quasi completamente ristrutturato :o) L'ho trovato molto simpatico per passarci qualche (pochi) giorno di riposo ma credo che viverci tutto l'anno sia molto duro.

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  2. @ ZeN: Embè, proprio la sua posizione è servita per rimanere intatto. Bellissimo borgo. :o)

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