In provincia di Frosinone, Boville si trova a 500 mt sul mare, nel centro storico ci sono 600 abitanti e dista 18 km da Frosinone, 23 da Sora e 107 da Roma.
Su una collina adiacente all'attuale centro si trovava la cittadina ernica di Boville (gli Ernici erano un'antico popolo del Lazio forse di origine osco-sannitica) dove si venerava il dio Bove, in età romana parte della popolazione si sarebbe spostata più a valle, in località Sasso, poi distrutta dai Saraceni e dagli Ungari nel 939. La popolazione sopravvissuta si sarebbe stabilita sul colle di Babucus, da cui il nome del villaggio, Bauco, dove visse in una grotta il santo pellegrino Pietro. Nel XI-XII secolo il centro viene fortificato con un'imponente cinta muraria che non lo protesse però dal Barbarossa, da Enrivo VI e dalle truppe germaniche.
Dal 1204, e per quasi 4 secoli, il Comune è retto da una specie di repubblica oligarchica con le principali famiglie che, a turno, ogni 9 mesi, delegavano un loro rappresentante ad amministrare la giustizia civile e penale e a governare la comunità. Nel 1583 l'autonomia viene revocata da papa Gregorio XIII e Boville è posta sotto il diretto controllo dello Stato Pontificio. Nel 1907 il Comune di Bauco assume il nome di Boville Ernica.
La cinta muraria comprende 18 torri che si affacciano sull'intera Ciociaria. Nel centro storico s'intreccia una fitta rete di stradine, vicoli e piazzette. Palazzo Filonardi è il più grande complesso architettonico del borgo, ricco di splendidi portali, di preziosi pavimenti e maestosi scaloni, è stato eretto sull'antico castello dal cardinale Ennio Filonardi per la villeggiatura della corte pontificia, su progetto del grande architetto rinascimentale Jacopo Barozzi detto il Vignola. L'abbazia di San Pietro Ispano è inglobata nel palazzo Filonardi, probabilmente è sorta nel X o XI secolo sul luogo in cui dimorò l'eremita arrivato dalla Spagna, la cripta è costruita sulla grotta del santo, la cappella Simoncelli custodisce preziose opere d'arte provenienti dall'antica basilica costantiniana di San Pietro in Vaticano. La chiesa del Battista (ora sconsacrata) risale al Seicento e custodisce un affresco dl Domenichino; palazzo Simoncelli è seicentesco ed è sede del Comune; l'elegante palazzo De Angelis è appartenuto alla famiglia del letterato e poeta Desiderio. In piazza Sant'Angelo si trovano i palazzi Emilio e Velio Filonardi (XV secolo) e la collegiata di San Michele Arcangelo, ricostruita nel Settecento, con notevoli opere d'arte. La chiesa di Santo Stefano è ricca di tele settecentesche di scuola bolognese; nella chiesa del monastero di San Francesco si trovano affreschi tre-quattrocenteschi e un ciclo trecentesco attribuito a un'allievo di Giotto. Palazzo Vizzardelli è del XVIII secolo.
Diffuso dalle suore benedettine è il ricamo. L'olio ciociaro è la base dei piatti tradizionali come l'abbacchio al forno con le patate, la polenta con verdure o con salsicce e fagioli, il timballo alla baucana.
Interessanti località vicine sono Veroli (centro storico), l'abbazia di Casamari, Isola del Liri e Sora.
Borgo dalla storia un po' tormentata ma profondamente bello :o) Mi piace ricordare che al tempo dei tempi, il suo affaccio dalla parte del mare era coperto di paludi dell'agro pontino quindi la sua location, in collina verso i monti, risultava particolarmente salubre e ambita :o) L'olio e' ancora una risorsa economica molto importante per questa zona! Molto bello, ben fortificato e pieno di chicche artistiche! :oD
RispondiElimina@ ZeN: Concordo con te, da oggi siamo nei borghi del Lazio! ;o)
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