In provincia di Perugia, Torgiano dista 15 km dal capoluogo, 27 da Assisi e 60 da Orvieto.
Castro del Comune di Perugia nel 1274, nei successivi decenni il castello assume sempre più la fisionomia del borgo fortificato. Nel 1500 Torgiano è saccheggiata dall'esercito del Duca del Valentino, la prima infiorata risale al 1540 per festeggiare lo scampato pericolo dalle devastazioni che interessarono Perugia durante la Guerra del Sale. Nel XIX secolo si costituirono due importanti possedimenti dei conti Meniconi Bracceschi e del marchese (futuro cardinale) Pietro Ugo Spinola, proprietario di una vastissima tenuta fra Perugia e Torgiano.
Torgiano ha conservato la sua vocazione agricola incentrata sulla vite e sull'olivo, qui il vino è arte e prova a farsi pittura e scultura nei vicoli e nelle piazze.
La chiesa di San Bartolomeo fu riedificata nel Seicento; palazzo Graziani Baglioni è uno dei più importanti del borgo, sede del Museo del Vino, conserva al piano nobile una galleria affrescata nel Seicento e numerose sale arredate con mobili d'epoca. L'oratorio di Sant'Antonio ha all'esterno un affresco attribuito al noto pittore perugino del Cinquecento Domenico Alfani, allievo di Raffaello. Il simbolo di Torgiano è la torre Baglioni, medievale, la chiesa di Santa Maria dell'Olivello conserva pregevoli tele dei secoli XVI e XVII. Nel centro storico si trovano numerosi interventi di artisti contemporanei, dalle sculture di Nino Caruso alle pitture di Mario Madiai.
Borgo del vino, da ricordare il Torgiano Rosso Riserva, unica Docg dell'Umbria insieme al Sagrantino di Montefalco e la Doc Torgiano e poi il suo ricercato olio.
Il grano e la farina sono gli elementi base di molte ricette tradizionali come la torta al testo, la schiacciata e la torta di Pasqua. Ottima la zuppa di legumi e ortaggi.
Nei dintorni, l'insediamento medievale di Brufa e il parco di scultura contemporanea, che ogni anno accoglie opere di noti artisti, sulla collina.
Il Museo del Vino ripercorre la cultura del vino nel tempo e illustra gli utensili e le tecniche di viticoltura e vinificazione; il Museo dell'Olivo e dell'Olio evidenzia le tecniche tradizionali della coltivazione dell'olivo; gli Scultori a Brufa (Strada del Vino e dell'Arte) operano nel parco di scultura contemporanea, un'esperienza artistica che celebra il vino come elemento di continuità con la cultura, gli scultori hanno disseminato di opere il percorso trasformando la natura; la Collezione Roca Rey ospita 27 opere dello scultore.
A parte quella orrib-modern-fontana a secco, questo borgo mi e' piaciuto molto :o) Stavolta preferisco le attivita' agrarie umane e la volonta' di 'lavorar bene' a qualsiasi opera muraria ;o) Ho apprezzato tantissimo come i prodotti tipici vino e olio siano da richiamo per proporre ai turisti qualcosa di piu' artistico della solita sagra del 'magna' e beve' ;o)
RispondiElimina@ ZeN: Bel borgo umbro con i suoi gioielli gastronomici, sì. :o)
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