Pittore nato a Sansepolcro (Arezzo) formatosi a Firenze, le sue prime opere si rifanno al plasticismo di Masaccio, al rigore compositivo e prospettico di Brunelleschi e dell'Alberti e alla luminosità cristallina dell'Angelico e di Domenico Veneziano insieme al già personalissimo e originale modo espressivo dell'artista: una luce astratta che pervade il paesaggio che è una dimensione mentale e poetica che rievoca dati reali dove si collocano figure grandiose, severe, immobili, in un tempo sospeso e rarefatto. Intorno al 1450 l'attività di Piero si fece intensa, fu prima a Ferrara e poi a Rimini (dove lasciò nel Tempio Malatestiano l'affresco col ritratto di Sigismondo Pandolfo Malatesta con forme di altissima e astratta eleganza). Nel 1452 subentra al Bicci nella decorazione ad affresco del coro di San Francesco ad Arezzo, l'unico ciclo rimastoci del maestro e uno dei suoi capolavori, con le vicende della leggenda della vera Croce in cui i personaggi si muovono con aulica gravità. Anche le più affollate scene di battaglia vivono di un silenzio sospeso che trova nel rigore geometrico delle forme la sua più alta espressione. Alla corte di Urbino, uno degli ambienti più colti e aperti d'Italia, ebbe grande importanza e lasciò alcune delle sue opere di maggior prestigio: la stupenda tavoletta con la Flagellazione di Cristo (forse la più alta elaborazione del concetto di spazio prospettico del Rinascimento) e la Madonna di Senigallia (1470).
In questo periodo l'artista fu modello per gli sviluppi della struttura della grande pala d'altare in cui si realizza una perfetta soluzione dei rapporti spaziali tra ambiente architettonico e figure umane. In queste opere la straordinaria finezza della stesura pittorica e l'acutezza descrittiva dei particolari rivelano l'attenzione con pui Piero guardò alle esperienze fiamminghe. La particolare posizione dell'artista nel panorama della pittura rinascimentale, di cui rappresenta uno dei vertici sommi e irripetibili, è accentuata dall'attività di teorico, svolta specialmente negli ultimi decenni di vita, i suoi trattati rivelano la sua fiducia nelle leggi sovrane della "divina" proporzione matematica espressione dell'armonia del cosmo.
In questo periodo l'artista fu modello per gli sviluppi della struttura della grande pala d'altare in cui si realizza una perfetta soluzione dei rapporti spaziali tra ambiente architettonico e figure umane. In queste opere la straordinaria finezza della stesura pittorica e l'acutezza descrittiva dei particolari rivelano l'attenzione con pui Piero guardò alle esperienze fiamminghe. La particolare posizione dell'artista nel panorama della pittura rinascimentale, di cui rappresenta uno dei vertici sommi e irripetibili, è accentuata dall'attività di teorico, svolta specialmente negli ultimi decenni di vita, i suoi trattati rivelano la sua fiducia nelle leggi sovrane della "divina" proporzione matematica espressione dell'armonia del cosmo.
Non capisco la parte tecnica pero' mi risulta molto bello, colorato, armonico e irreale :o) Mi piace come e' stata interpretata la leggenda della Croce eheheh sempre con la regina di Saba che a tutt'oggi, se non sbaglio, non si sa' chi sia e se sia veramente esistita :o) Sulla Flagellazione sono state dette infinite cose e sono state anche infinite le interpretazioni sui personaggi dell'opera. Per qualcuno sono reali ritratti, per altri rappresentano emozioni, vizi, virtu' etc etc ... ognuno ci vede qualcosina di diverso ;o) Vabbe' come sempre la verita' e' rimasta nella mente dell'artista! Molto piacevole e intrgante ;o)
RispondiElimina@ ZeN: Nel primo periodo i suoi paesaggi erano frutto della sua fantasia ma con riferimenti reali, le immagini delle persone erano immobili (senza senso del movimento) al di fuori del tempo. Quasi una "terza dimensione". Pure nel secondo periodo, con una particolare attenzione alle proporzioni fra architettura e figure umane e ai particolari. Grandissimo artista. :o)
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