Città di circa 90.000 abitanti, è di fondazione romana, nel II secolo a.C. divenne un oppidum (città fortificata) di Roma. Conquistata da Goti, Bizantini, Longobardi e Franchi, venne in parte distrutta dagli Ostrogoti. Sotto i Longobardi fu elevata al rango di città e conobbe uno sviluppo demografico ed economico che continuò fino al Mille, quando arrivarono gli imperatori tedeschi. Importante centro medievale ghibellino, fu a lungo alleata a Pisa e a Siena. I Pistoiesi divennero celebri a livello nazionale e internazionale per le attività bancarie e finanziarie. Nel 1306 perse la sua autonomia arrendendosi ai Fiorentini e ai Lucchesi. Nel XIV secolo iniziò una crisi sociale ed economica inarrestabile acuita dalle lotte interne. Sotto la signoria medicea iniziò il rinnovamento e la riqualificazione del tessuto urbano e tornò un importante nodo politico e culturale. Coi Lorena conobbe un risveglio sociale, culturale ed economico.
Ricca di pregevoli monumenti romanici e rinascimentali, Pistoia vanta una delle più suggestive piazze d'Italia: Piazza del Duomo, con molte architetture di pregio.
La Cattedrale di San Zeno (X-XX secolo) è in stile romanico e barocco, con facciata romanica. Ha subìto diversi rimaneggiamenti. All'interno molte opere d'arte, fra gli altri, di Lorenzo di Credi, Andrea del Verrocchio, la scuola del Giambologna, Lorenzo Lotti e Giorgio Vasari. La cripta ha tribuna barocca e frammenti di affreschi del XII secolo. Custodisce l'altare argenteo di San Jacopo a cui lavorò Filippo Brunelleschi, un capolavoro dell'oreficeria sacra (1287-1456). L'interno è abbellito con affreschi del Seicento e numerosi quadri. Sotto al presbiterio si trovano i resti di una villa romana di età imperiale e della chiesa originaria. L'aspetto esterno della cattedrale risale al XIV secolo.
Il Battistero di San Giovanni in Corte (XIV secolo) è in stile gotico, con decorazione in marmo bianco e verde. A pianta ottagonale, fu progettato dalla bottega di Andrea Pisano. Custodisce un fonte battesimale del 1226.
Il Palazzo dei Vescovi (XI secolo), nel XII acquisì l'aspetto di dimora signorile. Altre modifiche furono effettuate tra il XII e il XIII secolo. Conserva la sacrestia di San Jacopo (1163-70), la Cappella Vescovile di San Niccolò (decorata a grandi stelle su fondo blu), la scalinata del 1220 (decorata da marmi bicolori nel XIV secolo).
Il Palazzo Pretorio è in stile gotico, famoso per il suo cortile interno con gli stemmi dei magistrati, del XIV secolo, pesantemente rimaneggiato nell'Ottocento.
Il Palazzo del Comune ha una bella facciata. Iniziato nel XII secolo, raggiunse l'attuale aspetto nel 1350 circa e fu ristrutturato nel Cinquecento. L'interno conserva bellissimi affreschi del Cinquecento.
La chiesa di San Giovanni Fuorcivitas, romanica, è un importante complesso. La fiancata imita il romanico pisano, è realizzata impiegando la bicromia bianca e verde (marmo e serpentino di Prato). Ciò che resta del chiostro del XII secolo rappresenta l'unico esempio a Pistoia di costruzione romanica con paramento misto di pietre e laterizio. All'interno, un gruppo in terracotta invetriata di Luca della Robbia del 1445, un'acquasantiera marmorea forse di Giovanni Pisano (XII-XIII secolo), un polittico di Taddeo Gaddi e altre opere d'arte.
La pieve di Sant'Andrea è dell'VIII secolo, ma le attuali forme risalgono al XII secolo. La facciata è marmorea bicroma di influenza pisana. Le decorazioni interne sono del Quattro-Cinquecento. Conserva il celebre Pulpito di Sant'Andrea di Giovanni Pisano.
La Basilica della Madonna dell'Umiltà (1495-1579) è in stile rinascimentale, importante la cupola cinquecentesca, realizzata da Giorgio Vasari. L'interno è ricco di opere d'arte, la struttura è ottagonale.
La chiesa della Santissima Annunziata (1269), in stile barocco, presenta molti elementi romanici e gotici. Completata del Trecento e rimaneggiata nel Quattrocento e in epoca barocca, conserva numerose opere pittoriche e affreschi di varie epoche. Alla chiesa è annesso un chiostro del Trecento, rimaneggiato, un oratorio e un convento del Cinquecento.
La pieve di San Giovanni Evangelista (1287) sorge a Montecuccoli, rivela chiaramente la sua funzione di cittadella fortificata, è in stile romanico pistoiese essenziale, conserva opere e affreschi.
Il Palazzo Panciatichi o Palazzo del Balì, del Trecento, è l'unico esempio rimasto di palazzo privato medievale a Pistoia. Molto particolari le sue finestre a crociera, tipiche dell'architettura gotica civile francese diffusa in Italia solo in Val d'Aosta e nel Piemonte.
Villa Bellavista, a Borgo a Buggiano, ha uno splendido panorama, l'aspetto attuale risale a dopo il 1673. Magnifico il salone centrale, con affresco sul soffitto, la galleria, uno scalone, stanze spesso affrescate e la cappella.
Villa Banchieri si trova in località Castelmartini, nel comune di Lanciano. Era un castello del XIII secolo trasformato nell'attuale villa. L'aspetto odierno risale al 1890, in stile rinascimentale. Il giardino è di gusto ottocentesco.
La Fortezza Medicea di Santa Barbara (1539) è sorta per volere di Cosimo I de' Medici, ha pianta quadrilatera con mura in mattoni.
Fra i musei, il Museo Civico (l'intera storia artistica della città); Palazzo dei Vescovi (con percorso archeologico e il Museo della Cattedrale di San Zeno); Palazzo Rospigliosi (ospita il Museo Diocesano e il Museo del Ricamo, oltre al museo omonimo che è l'appartamento allestito per Giulio Rospigliosi, papa Clemente IX, per le viste in città, intatto nei secoli); Museo Marino Marini (dell'omonimo artista, nato a Pistoia); Palazzo Fabroni (esposizioni permanenti, mostre d'arte contemporanea e la casa-studio Fernando Melani, essa stessa un'opera d'arte); L'Ospedale del Ceppo (del XIII secolo, con loggia ornata dal fregio in terracotta policroma invetriata dei Della Robbia del XVI secolo).
La cucina pistoiese è caratterizzata dalla parsimonia, vengono utilizzati anche ingredienti riciclati. Famosa la fettunta, l'arista sott'olio, i crostini di milza, i crostini di frattaglie di pollo e i crostoni di cavolo nero. Poi la zuppa di pane pistoiese, il carcerato (zuppa di pane raffermo con brodo di cottura delle interiora di vitello, formaggio grattugiato e pepe; in alcuni casi vengono unite verdure; Il piatto nacque nel carcere di Santa Caterina), i maccheroni all'anatra, lo zimino di lampredotto, la trippa, la rigaglia, il lesso rifatto. Fra i contorni, il fagioli di Sorana al fiasco, i fagiolini serpenti in umido. Fra i dolci, il berlingozzo (con rossi d'uovo, farina, zucchero, lievito, scorza grattugiata di limone e/o arancia, burro e un pò di latte), i cerci, il castagnaccio, i confetti di Pistoia (a forma di riccio) e i brigidini.
Appero eh! Bella anche Pistoia! :oD Salvo poche eccezioni ... e non faccio nomi ... le citta' della Toscana sono tutte belle e ben tenute! Hanno i loro bei monumenti da mostrare e opere d'arte dei piu' blasonati artisti toscani! Ho notato la bellezza del tanto adorato bianco-grigio marmoreo :oP Per la cucina ho notato la parsimonia ... eppure non credo fossero poveri viste le loro attivita' soldarecce ... quoterei di piu' l'avarizia eh!
RispondiElimina@ ZeN: Avarizia? Non saprei...in effetti la loro pare una cucina molto povera. Pistoia non è molto visitata, ma ha anche lei i suoi gioielli. ;o)
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