Città di circa 54.000 abitanti, il suo nucleo originario risale almeno al IV secolo, di origine etrusco-campana e lingua osca. Conquistata dai Romani che la sottrassero ai Sanniti, fu avviata come città dalle truppe di Silla. In età Augustea ebbe un notevole sviluppo grazie al nuovo acquedotto. I Longobardi fecero fuggire gli abitanti di Abellinum che si dispersero nel territorio circostante. Fino all'849 fece parte del Principato di Benevento. Maria de Cardona, nel 1512, divenne contessa di Avellino, è la più grande figura femminile nella storia della città, che divenne uno dei poli culturali più importanti del regno, crocevia di commerci, fiorente, con conseguente boom demografico. Nel 1581-06 divenne feudo dei Caracciolo, in città si espanse e si affermò la produzione della lana, pregiati panni dal tipico colore azzurro carico. Molte le chiese e i conventi, la chiesa di San Francesco d'Assisi, il Convento dei Frati Minori Conventuali e la chiesa dell'Annunziata con il Convento dei padri Domenicani, che furono demoliti dal podestà fascista negli anni Trenta.
Il Duomo (Cattedrale di Santa Maria Assunta e di San Modestino), (1132-66), ha facciata neoclassica in marmo bianco e grigio. Nelle 10 piccole cupole che danno luce alle navate laterali sono dipinti episodi evangelici, opera di Achille Iovine. La cripta è romanica, con affreschi del Settecento.
La bellissima chiesa de collegio dei Liguorini (complesso della chiesa e del convento di Sant'Alfonso Maria de Liguori) è del Settecento.
La Torre dell'Orologio (XVII secolo) è il simbolo della città, in stile barocco.
Il Carcere Borbonico (1819) è sede del Museo Provinciale Irpino, del Museo del Risorgimento, della Pinacoteca Provinciale e del Lapidario Provinciale.
Il Castello, dal Settecento a oggi, è restato nell'incuria totale, alcune zone sono state abbattute per far posto a costruzioni moderne. Solo di recente il comune ha avviato un progetto di restauro, ma i lavori sono fermi dal 2011 a causa della scoperta di una discarica di materiali da costruzione nella piazza antistante.
Fra i musei, la Galleria Nazionale Selachoidei (museo dedicato esclusivamente agli squali), Museo d'Arte (opere dell'Ottocento e Novecento), Museo Archeologico Provinciale Irpino (reperti archeologici della provincia), Pinacoteca Provinciale (dipinti e ceramiche principalmente di autori locali e dipinti napoletani dell'Ottocento).
Piatto tipico avellinese, i fusilli conditi con sugo bianco a base di verdure a pezzi, funghi e sasiccia di maiale. Fra i dolci, la bombarda (dolce di pan di spagna, frutta, nocciole e ricotta), la pigna pasquale dolce (ciambella con uova sode, glassa e confettini) e la zeppola (ciambella fritta con zucchero). Per i vini, il Fiano di Avellino DOCG.
Purtroppo i terremoti cambiano inesorabilmente i volti della citta' :o( Concordo che la ricostruzione del moderno e' stata fatta veramente bene integrando al meglio le costruzioni piu' antiche. Bello il Duomo. Interessante la ricettina :oP
RispondiElimina@ ZeN: Essì, i terremoti tolgono anche le certezze che lascia la storia ... :o(
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