sabato 13 dicembre 2014

Architettura Moderna - Architettura Razionalista

Casa del Fascio, Como


Il Razionalismo italiano è una corrente architettonica degli anni Venti e Trenta del XX secolo, si è sviluppata in collegamento con il Movimento Moderno Internazionale seguendo i princìpi del funzionalismo, proseguendo fino agli anni Settanta.
Nel 1930 si formò il Gruppo Sette, un gruppo di architetti del Politecnico di Milano (MIAR, Movimento Italiano per l'Architettura Razionale): Luigi Figini, Guido Frette, Sebastiano Larco, Gino Pollini, Carlo Enrico Rava, Giuseppe Terragni e Ubado Castagnoli (sostituito da Adalberto Libera). Il gruppo rese noti al pubblico i nuovi princìpi per l'architettura che si rifaceva al Movimento Moderno, al Deutscher Werkbund, ai costruttivisti russi e a Le Corbusier. Molti altri gli architetti razionalisti, fra cui Enea Manfredini, Augusto Magnaghi e Marco Zanuso.
Fra le opere più rappresentative del razionalismo italiano, la Casa del Fascio a Como (1932) di Giuseppe Terragni, definita il "capolavoro del razionalismo italiano" per il suo volume puro e il solido impianto, quasi "classico". All'interno, la decorazione astratta (perduta) di Mario Radice.


La Torre Littoria di Torino, nel centro storico, è di proprietà della Mutua Assicurazioni. La struttura rappresentava un concentrato di innovazione tecnologica e avanguardia per il largo uso di materiali innovativi (vetrocemento, klinker e linoleum) e per la struttura portante metallica tipica dei grattacieli. E' considerata il primo grattacielo italiano. Con la torre raggiunge gli 87 mt di altezza, ospita appartamenti a uso residenziale e commerciale. E' stata progettata nel 1933.


La Stazione di Santa Maria Novella a Firenze (1933) è di Giovanni Michelucci. Si integra bene nell'ambiente urbano per il suo disegno sobrio e la sapiente scelta di materiali (la pietra forte) e di particolari architettonici.


La città di Sabaudia fu edificata in 253 giorni e inaugurata nel 1935. Questa città di fondazione fu progettata dai 4 architetti razionalisti Eugenio Montuori, Alfredo Scalpelli, Luigi Piccinato e Gino Cancellotti.
Nell'Istituto di Fisica dell'Università La Sapienza a Roma, di Giuseppe Pagano, prevale l'aspetto funzionalista. Nessuna forma di monumentalismo e di ricerca formale.
Il Palazzo dell'ex Collegio aeronautico e l'ex Casa dei Balilla a Forlì (1933-37), di Cesare Valle.
Altri edifici di rilievo: il Palazzo Gualino a Torino (di Giuseppe Pagano Pogatschnig e Gino Levi-Montalcini, 1928-30); il Palazzo delle Poste di Piazza Bologna a Roma (di Mario Ridolfi); l'Asilo Sant'Elia di Como (di Terragni, 1936-37); le Case della Foce a Genova (di Luigi Carlo Daneri, 1936-40); Villa Malaparte a Capri (di Adalberto Libera, 1938-40); l'Università Bocconi a Milano (di G. Pagano e G. Predeval, 1938-41) e il Liceo Classico Statale Giulio Cesare a Roma (1936).


In Germania, in stile razionalista la Fabbrica di turbine AEG (di Peter Behrens, a Berlino, 1808-09);


Le officine Fagus (progettate da Walter Gropius e Adolf Meyer, realizzate nel 1911-13, ad Alfeld an der Leine); il Ringsiedlung (quartiere residenziale di Berlino progettato da 6 architetti, tra cui Walter Gropius, parte del Patrimonio Mondiale UNESCO); la Shell-Haus (di Emil Fahrenkamp, a Berlino, 1930-31); e la Wohnstadt Legien (città residenziale Carl Legien, complesso residenziale di Berlino, parte del Patrimonio Mondiale UNESCO).

Ludwig Mies van der Rohe (1886-1969), architetto e designer tedesco, insieme a Le Corbusier, Walter Gropius, Frank LLoyd Wright e Alvar Aalro, è ricordato come maestro del Movimento Moderno. Trasferitosi negli U.S.A. negli anni Trenta per l'ascesa del potere nazista (e già famoso come direttore del Bauhaus e vincitore di numerosi e importanti concorsi per la progettazione di opere architettoniche) giunse alla visione di un'architettura monumentale "pelle e ossa" (skin and bone), semplificata ed essenziale. Si stabilì a Chicago dove divenne preside della svuola di architettura di cui ridisegnò il campus. Alcuni dei suoi più famosi edifici si trovano qui, come la sede dell'Istituto (Crown Hall).


Costruì Casa Farnsworth (1946-50) con tutti i muri esterni in vetro. Nel 1958 costruì quella che è considerata la massima espressione dell'International Style


il Seagram Building a New York, un grande edificio in vetro. Disegnò e costruì molti edifici di notevole altezza a Chicago e in altri luoghi, tra cui il Federal Building (1959), l'IBM Building (1966) e la 860-880 Kake Shore Drive (1948-52). Nel 1962 realizzò il Museo di Arte Contemporanea a Berlino.


La Neue National Galerie è l'opera più grandiosa di Mies, l'ultimo edificio realizzato che consacra la figura di un'architettura classica senza tempo, paragonabile a quella dei templi greci. Mies ha cercato di creare degli spazi aperti e liberi, rinchiusi dalla parte strutturale che è solo minimamente presente. Le sue realizzazioni sono presenti anche in Polonia, Repubblica Ceca, Spagna e Messico. A Barcellona ha realizzato il Padiglione.


 

2 commenti:

  1. Post molto impegnativo eh! ;o) Ho seguito con attenzione particolare tuttissimo per riuscire a farmi un'idea su questo stile. Da profana e gnurant in materia mi lascio la liberta' di vedere e commentare secondo la mia ottica. Ho capito innanzi tutto che lo stile razionalista e' durato molto tempo, si e' evoluto ed e' molto diverso da luogo a luogo. Difatti (giusto per riderci su') siamo passati dai marmi della stazione di Firenze alla 'grande tettoia' della Galerie di Miles. Oppure (per riderci di meno) dalle case basse di Sabaudia ai grattaceli americani. Sicuramente e' uno stile di transizione, di rottura, uno stile che cerca la novita' nelle soluzioni logistiche e pratiche ... magari a scapito della bellezza e dell'armonia estetica. Volendo dare una specie di 'ordine' lo dividero' in due periodi: il 1° e il 2°. Nel 1° c'e' la necessita' di stilizzare un periodo passato classico ... ed ecco i rivestimenti in marmo che ricordano si' gli splendori dei grandi popoli ma ora sono usati (a risparmio) per rivestire solo cio' che si vede e per sculture a cui sembra che manchi carattere, o per meglio dire ... anima. Riveste forme geometriche, colonne quadrate, stipiti di ingressi alti oltre misura. Tutto e' geometrico e spigoloso. Nella fase 2° si abbandona il marmo e vince il gioco delle trasparenze, delle vetrate, del 'c'e' ma non si vede'. Le costruzioni civili da 'piccole caserme' iniziano a guardare verso l'alto ... anche troppo. A me piace moltissimo il marmo, gli ambienti grandi ma non apprezzo le grandi vetrate ... mi piace l'intimita' e la fortificazione ... e se proprio voglio guardare in 'grande' ... guardo a Palladio ;o)
    P.s. Neanche io metterei l'ascensore alla Torre Littoria di Torino ... puo' non piacere si' ... ma non la snaturerei ... sarebbe come mettere la scala mobile all'Altare della Patria :oD

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  2. @ ZeN: Sta a vede che ce la mettono, la scala mobile, all'Altare della Patria, ma non chiuderanno mai le famose buche delle strade di Roma ... XD
    Contrariamente a te, io preferisco le grandi vetrate, certo non la casa Farnsworth di Mies! Spero che almeno il bagno sia celato ... :o/
    Mi sono immaginata dentro gli stabili dell'epoca fascista. Mi danno angoscia. Mi par di stare a Redipuglia ... è tutto così freddo ... :o(
    Il marmo è bellissimo ma va saputo usare e dosare. Se va bene per i monumenti, nelle abitazioni e nei posti pubblici può dare una grande sensazione di "freddo", nulla a che vedere con la fantasia, il colore e il lavoro prezioso degli artisti e gli artigiani. E' lì che la fantasia si scatena, è grazie al colore e alle proporzioni, ai panorami e alle decorazioni che si creano ambienti unici e accoglienti, dove l'anima riposa in mezzo alle "farfalle". :o)

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