giovedì 13 novembre 2014

Grosseto - Toscana





Città di circa 81.000 abitanti, è uno dei pochi capoluoghi (con Ferrara, Bergamo e Lucca) in cui il centro storico è completamente circondato da una cerchia muraria pressochè immutata nei secoli. La città non esisteva come insediamento stabile durante il periodo etrusco, l'area era sottoposta all'egemonia dell'importante città di Roselle. Il primo nucleo del villaggio di Grosseto probabilmente risale al VII secolo. Nel 1137 fu assediata dalle truppe tedesche per contrastare i dissidi dei Grossetani verso l'imperatore. Nel 1138 nacque la diocesi di Grosseto, fu una delle roccaforti principali della famiglia degli Aldobrandeschi, la vicinanza con le saline di Castiglione e del Querciolo la resero adatta al commercio. Nel 1151 la città giurò fedeltà a Siena per il controllo della dogana del sale, fu comune nel XIII secolo e successivamente i Grossetani ripudiarono l'atto di sottomissione a Siena. Nel tempo acquistò sempre più autonomia, schieratasi al fianco di Firenze nella battaglia di Montaperti, fu occupata, devastata e scomunicata da papa Clemente IV. Il feudatario degli Aldobrandeschi Bino degli Abati del Malia guidò una rivolta e cacciò i Senesi dalla città. Nel corso del XIV secolo ci furono 1 o 2 alluvioni che allontanarono dalla città il corso dell'Ombrone privandola del suo porto fluviale. Tra il 1334 e il 1336 lo stato di Siena conquistò definitivamente Grosseto ma, nel 1348, una micidiale epidemia di peste procurò un tracollo demografico da cui si riprese solo nel XX secolo. Nel XVI secolo fu dei Medici passando poi al Granducato di Toscana. Fu costruita una nuova e più ampia cinta muraria, le mura furono progettate da Baldassarre Lanci e completate nel 1593. La città era stata trasformata in fortino, sede di guarnigioni militari e la popolazione calava sempre di più. A partire dal XVIII secolo, con i Lorena, Grosseto cominciò lentamente a riprendersi. Grazie alle riforme leopoldine ci fu una rinascita economica e culturale, ma fu necessario applicare l'estatatura (1780) a causa del persistente rischio di malaria, facendo sì che nella stagione estiva tutti gli uffici istituzionali fossero trasferiti nella vicina Scansano. Dopo l'annessione alla Francia napoleonica tornò al Granducato di Toscana, il granduca Leopoldo governò fino al 1859 impegnandosi costantemente al completamento delle opere di bonifica e mettendo basi per un ammodernamento e un miglioramenro delle condizioni socio-economiche della città e del suo territorio. Il granduca fu molto amato dalla popolazione, tanto da essere soprannominato Canapone, per il colore dei capelli e della barba. Nel 1860 Grosseto entrò a far parte del Regno d'Italia. Nel 1897 iniziò un florido periodo per l'architettura grossetana con numerosi edifici in stile eclettico, neoclassico, neorinascimentale e neogotico, con una fiorente stagione Liberty nel XX secolo.


La Cattedrale di San Lorenzo (Duomo, 1294-1302) è dell'architetto Sozzo di Rustichino, rifatta nel XVI secolo e tra il 1840 e il 1865. La facciata è di matrice romanica con bicromia bianco-rossa e forme goticheggianti. Molte opere d'arte del duomo si trovano nel Museo d'Arte Sacra della Diocesi di Grosseto.
La chiesa di San Francesco, del '200, venne ceduta insieme al chiostro dai Benedettini ai Francescani. Nel tempo ha subìto vari restauri, il campanile, distrutto da un fulmine, fu ricostruito nell'800. La cappella di Sant'Antonio, del Seicento, è decorata con pregevoli affreschi.
La chiesa di San Pietro (la più antica della città, lungo l'antica via Aurelia, oggi Corso Carducci) pare risalga all'VIII secolo, con ampliamenti tra il IX e il XII secolo; la chiesa dei Santi Gherardo e Ludovico (dei Bigi), risale al 1585.
Palazzo Aldobrandeschi (Palazzo della Provincia) è stato costruito a partire dal 1900 in stile neogotico e richiama il medioevo senese.
Il Cassero del Sale, del '300, sorge dove avveniva la distribuzione del sale. Ospita abitazioni private.
Il Palazzo del Genio Civile (in Corso Carducci, 1911) ha subìto ampliamenti e innalzamenti posteriori. La facciata su Corso Carducci è moderatamente modernista, con fregi ceramici e in laterizio.
Palazzo Tognetti, in stile Liberty, ha una ricca decorazione in pietra artificiale (cemento e calce) a motivi floreali a traforo. Al piano terreno pregevoli vetrine in legno di un esercizio commerciale. All'interno si trova una scala elicoidale in graniglia con ringhiera in ghisa.
Il Palazzo delle Poste è in stile razionalista del periodo fascista (1929-32).
La Fattoria della Grancia è un complesso fortificato rurale a sud della città, sorse in epoca medievale come monastero benedettino. Tra il Trecento e il Quattrocento iniziò a trasformarsi in fattoria fortificata (grangia).
La Villa Granducale di Alberese, maestoso complesso nell'omonima località, fu edificata nel Quattrocento, la cappella di Sant'Antonio Abate è del Cinquecento.
Il villino Panichi, in Piazza della Vasca, è dell'inizio del Novecento con elementi in stile neorinascimentale e decorazioni in stile Liberty.
Il villino Pastorelli (Via IV Novembre, 1908-13) subì pesanti modifiche tra il 1948 e il 1949, in stile neogotico. E' proprietà della Banca Nazionale dell'Agricoltura.
Della cinta medievale rimangono Porta Vecchia e il cassero. Dalla metà del XVI secolo i Medici progettarono nuove mura con l'attuale forma esagonale. Con i Lorena, nel XIX secolo, la cinta muraria fu trasformata in passeggiata e i camminamenti furono mutati in parco alberato.
Altre mura si trovano a Batignano (XIII-XIV secolo); a Montepescali (ampliate a partire dal XIII secolo, oggi sono riconoscibili 2 potre d'accesso, 2 torrioni e il caratteristico baluardo a 3 punte);  Istia d'Ombrone (ristrutturate tra il XII e il XV secolo, con 2 porte).
Il cassero Senese (fortezza) risale al XIV secolo, è utilizzato per mostre artistiche e fotografiche.
Forte San Rocco (a Marina di Grosseto) è un complesso fortificato del 1793, attualmente adibito a uso residenziale.


Tra i siti archeologici, il Parco Archeologico di Roselle (resti dell'antica città, dalla fondazione in epoca etrusca al suo splendore di città romana, con antiche mura ciclopiche (VI secolo a.C.), il foro romano, l'augusteo (I secolo d.C.), un tempietto (I secolo d.C.), la domus dei mosaici (ricca abitazione privata con ampi mosaici pavimentali) e la basilica dei Bassi. Alle pendici della collina nord si trovano i resti delle terme di età adrianea (II secolo d.C.), la casa etrusca dell'impluvio e l'anfiteatro (I secolo d.C.).


Fra le aree naturali, Parco Naturale della Maremma (area protetta regionale con il padule della Trappola, Bocca d'Ombrone e la pineta granducale); Riserva Naturale Diaccia Botrona (area naturale protetta con tipico ambiente palustre); Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano (area protetta nazionale che include anche le Formiche di Grosseto); Santuario per i mammiferi marini (area marina europea protetta); Pineta del Tombolo (bosco di macchia mediterranea di interesse comunitario con migliaia di esemplari di pino marittimo e pino domestico, dalla foce dell'Ombrone a Castiglione della Pescaia).
Fra i musei, Museo Archeologico e d'Arte della Maremma, Museo d'Arte Sacra della Diocesi di Grosseto e Museo di Storia Naturale della Maremma.
Il Teatro degli Industri è il teatro storico della città. All'anfiteatro romano di Roselle si allestiscono spettacoli di lirica e prosa in estate.
 
 

 

2 commenti:

  1. Graziosa cittadina da visitare durante una gita in maremma :o) Ha la fortuna di possedere una provincia piena di storia e di siti archeologici ... per non parlare poi della bellezza della natura! :oD

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  2. @ ZeN: Cittadina graziosa, c'è chi si trova bene e chi mica tanto. I Grossetani vanno presi a gocce, altrimenti possono strozzare. ;o)

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