martedì 6 maggio 2014

Rimini - Emilia Romagna




Città di circa 144.000 abitanti, fu colonia romana nel 268 a.C., fondamentale nodo di comunicazione fra il Nord e il Sud d'Italia. Sotto i Malatesta ha avuto una delle più vivaci corti dell'epoca producendo opere quali il Tempio Malatestiano. La sua costa era abitata fin dal Paleolitico, poi Umbri, Celti ed Etruschi portarono Rimini fino a diventare un'importante città dell'Impero romano. Come eredità del mondo villanoviano, fece parte del mondo etrusco, poi umbro e infine celtico. Nel 268 a.C. fu colonia romana con un importante porto commerciale. Nel periodo di splendore sotto Roma furono costruiti il Ponte di Tiberio, l'Arco di Augusto, il Teatro e l'Anfiteatro. Interessante il ritrovamento della famosa domus del chirurgo (III secolo d.C.), appartenuta a un chirurgo romano, con una grande quantità di mosaici e molti strumenti chirurgici. Dopo anni di avvicendamento bizantino e goto, nel VI secolo d.C. la città, sotto i Bizantini, conobbe un periodo tranquillo. Comune nel XII secolo, nel XIII vennero edificati numerosi conventi e chiese e arrivarono illustri artisti fra cui Giotto. Gli edifici civili sorgono attorno a Piazza del Comune (Palazzo dell'Arengo, Palazzo del Podestà). Rimini fu guelfa grazie all'avvento della nobile famiglia dei Malatesta da Verucchio. Dal 1295 divenne una signoria con un ampio territorio che arrivava a Sansepolcro (1370-1430), Sestino e Citerna.


Uno dei monumenti più famosi è il Tempio Malatestiano, progettato da Leon Battista Alberti intorno al 1450. In realtà è una chiesa chiamata tempio per l'abbondanza di elementi pagani a scapito delle figurazioni cristiane. Il tempio, sebbene incompleto, è un'opera d'arte chiave del Rinascimento riminese e una delle architetture più significative del Quattrocento italiano. L'esterno, progettato da Leon Battista Alberti, è un involucro marmoreo che lascia intatto l'edificio preesistente. L'interno è opera di Matteo de' Pasti e Agostino di Duccio. Ovunque, ossessivamente, sono ripetute in bassorilievo la "S" e la "I" incrociate, un'abbreviazione di Sigismondo. Varie le cappelle malatestiane con decorazioni scultoree e affreschi, opere di Piero della Francesca e Agostino di Duccio. Le ultime cappelle sono successive, il presbiterio fu ricostruito dopo le distruzioni belliche. Dietro l'altare si trova il notevole crocifisso di Giotto.


Altro luogo d'interesse dell'epoca è Castel Sigismondo, iniziato nel 1437 e finito nel 1446. Oggi rimane solo la parte centrale. Era un grandioso complesso simile a una cittadella fortificata circondato da un fossato.
La chiesa di Sant'Agostino (XIII secolo), con numerosi ritocchi del Sei-Settecento, è ricca di numerose opere artistiche, affreschi, pale settecentesche e statue di stucco.
La chiesa di San Giuliano Martire (XI secolo), restaurata nel Cinquecento, contiene numerosi dipinti tra cui il polittico di Bittino da Faenza e la pala centrale di Paolo Veronese.
L'Arco trionfale di Augusto (27 a.C.) segnava la fine della via Flaminia. Ha una merlatura del X secolo circa ed è uno dei simboli di Rimini.
Il Ponte di Tiberio (14-21 d.C.) è presente sullo stemma della città, è stato costruito in pietra d'Istria.


Il Palazzo dell'Arengo è un maestoso edificio in stile romanico-gotico. Vi si riuniva nel tardo medioevo il Consiglio del popolo riminese. Il loggiato è del 1204. Conserva affreschi di scuola riminese del 1300.
L'Anfiteatro romano risale al II secolo d.C., è stato riportato alla luce a partire dal 1843.
Piazza Cavour è il centro della città, vi si affacciano il Palazzo Garampi, il Palazzo dell'Arengo, il Palazzo del Podestà, il Teatro Comunale e la Pescheria. La città è ricca di resti di domus romane (domus di Palazzo Diotallevi, del Vescovado, di Palazzo Gioia, della Camera di Commercio e di Palazzo Palloni).
Il più grande parco pubblico è il Parco Giovanni Paolo II (Parco della Cava), in periferia, fu realizzato nel 1970.
Fra i musei, Museo della Città (raccolta di antichità etrusche e romane, arte medievale, corredi di necropoli villanoviane, sculture, mosaici, ceramiche, monete, un lapidario romano e arte moderna); Museo degli Sguardi (oltre 3000 pezzi provenienti da Cina, Oceania, Africa e America precolombiana).


La cucina è costituita da tradizioni comuni a tutta la Romagna, il piatto più famoso è la piada fracita con prosciutto, squacquerone, erbette o verdure gratinate. La versione chiusa è il cassone o cascione. Fra i primi piatti, i cappelletti (ripieni di formaggio e carne), i passatelli in brodo, le tagliatelle all'uovo e gli strozzapreti. Tra i secondi, il coniglio in porchetta, il brodetto, i sardoncini e il fritto di pesce. Per i dolci, la ciambella, la piada dei morti, il savor (dolce mieloso scuro con nocciole, pinoli, uva passa, fichi secchi, buccia di arancia e limone, canditi), la saba (sciroppo d'uva, detta mosto cotto o vino cotto o miele d'uva, usata con i formaggi stagionati, per condire l'insalata, come salsa per i gelati o, in aggiunta all'acqua, come bevanda). Per i vini, l'Albana, la Cagnina, il Pagadebit, Sangiovese e Trebbiano (DOC Colli di Rimini).
 

 

 

2 commenti:

  1. Rimini non significa solo movida e pappagalli ... e' una bella cittadina ricca di storia e di tradizioni! Quando ho letto e visto del Tempio ho sorriso tra me e me: eh bisogna star attenti con gli artisti! ... chiedi al Caravaggio una donna pia e te la ritrovi col volto da putvanun ... chiedi all'Alberti una bella chiesina e ti ritrovi un tempietto quasi pagano! Biricchini si si si! :o) Piacevole Rimini si'!

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  2. @ ZeN: Molti si fiondano sulla costa invece Rimini è una città vera e propria, con una sua storia antica, i monumenti e le sue pregevoli architetture. Io preferisco la città alla movida ... ;o)

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