Città di circa 165.000 abitanti, Reggio Emilia è di origine romana, divenne municipio e, con la caduta dell'Impero si spopolò. Coi Longobardi (VI secolo) fu libero comune ma le feroci lotte intestine la trasformarono in signoria con gli Este poi in ducato. Invasa dalle truppe di Napoleone fu poi annessa alla Lombardia col nome di Repubblica Cisalpina. Nel 1815 appartenne agli Austria-Este, fino al 1860, quando fu unita al Regno di Sardegna che l'anno seguente diventerà Regno d'Italia.
Il centro storico ha un'impronta cinque-settecentesca, i principali monumenti sono il Teatro Comunale (neoclassico), la basiliche rinascimentali e barocche di San Prospero e della Beata Vergine della Ghiara, il Duomo e molti palazzi.
Il Tempio della Beata Vergine della Ghiara (o Basilica della Madonna della Ghiara, 1597-1619) ha sostituito una costuzione del 1313 eretta dai frati Serviti dove pare fosse avvenuto un miracolo della Vergine. Fu costruito grazie alle offerte dei fedeli. All'interno vi è una profusione di dorature, marmi e sontuosi affreschi della scuola del Carracci.
Il Duomo (Cattedrale di Santa Maria Assunta) è d'impianto romanico con ricostruzioni e modifiche nel corso dei secoli. La facciata è incompiuta. All'interno si trovano varie cappelle che ospitano molte opere d'arte. Recentemente è stato trovato un mosaico roman del IV secolo d.C., con scene pagane, di notevoli dimensioni.
La Basilica di San Prospero, patrono della città, è una testimonianza insigne del barocco emiliano. Conserva le vestigia del santo. Consacrata nel 997, venne ricostruita tra il 1536 e il 1570. La facciata è del 1748-53. Il campanile ottagonale è incompleto. All'interno, opere pittoriche del Cinquecento e Seicento. La decorazione della cupola è ottocentesca.
La chiesa di San Girolamo, del 1350, è stata ricostruita nel 1646. E' una singolare e complessa costruzione che collega mediante scale e corridoi tre chiese diverse. La scala centrale che parte dall'ingresso è detta Scala Santa, su imitazione di quella di Roma. Le tre chiese interne sono dedicate rispettivamente a: SS. Vitale e Girolamo, S. Sepolcro e la Rotonda, visitabile su prenotazione o a Pasqua. Il Santo Sepolcro, nel sotterraneo, è una riproduzione del Santo Sepolcro.
La Sala del Tricolore è una sala consiliare del Comune. Qui, il 7 gennaio 1797, nacque il Tricolore italiano. La sala fu costruita tra il 1774 e il 1775 come archivio ducale, poi trasformata in sala del consiglio comunale. Dopo il primo Congresso delle città cispadane (Reggio, Bologna e Ferrara) e la proclamazione della Repubblica Cuspadana, nel 1797 il tricolore divenne la bandiera ufficiale della prima repubblica. La sala è ellittica, circondata da tre ordini di balconate.
Il Palazzo del Capitano del Popolo è del 1280, dopo anni di declino e vari utilizzi, nel 1915 fu restaurato in senso rinascimentale su due facciate, con gli anni subì vari interventi che cancellarono tutte le tracce interne ed esterne della primitiva costruzione. Nel 1928 le altre facciate furono completate in stile neorinascimentale e sopra fu eretta una torre eclettica, la più alta del centro storico. Nel 1931 avvenne il restauro neomedievale che darà al palazzo il volto odierno. Nel salone si trovano affreschi orientaleggianti e colonne con fregio del 1300. Nel 1278 fu istituita una nuova figura di magistrato: il Capitano del Popolo. Per essere eletto doveva essere un forestiero, avere più di 30 anni, non avere con sè figli, fratelli, nipoti e non poteva possedere beni del Comune. Durava al massimo 6 mesi e percepiva uno stipendio. Tutelava la sicurezza della città, teneva rapporti diplomatici con l'estero e amministrava la giustizia.
Teatro Municipale Romolo Valli
Il Teatro Municipale Romolo Valli è del 1852-57, la sua facciata è neoclassica, in laterizio e marmo, con colonne tuscaniche e ioniche. All'interno, nella sala ellittica, prevalgono il bianco e l'oro. Ci sono 4 ordini con 106 palchetti, il palco reale e una loggia. Sul soffitto, dipinti allegorici.
Il Teatro Ariosto è del 1878, segue il modello dei politeama inglesi e francesi. Decorato ex novo nel 1927 con motivi tardo-liberty, ha un notevole affresco sulla cupola.
I giardini pubblici si trovano nel centro storico, dove un tempo sorgeva la cittadella. D'ispirazione neoclassica, furono realizzati nel 1864 e ampliati nel 1928, ornati da numerose statue e fontane, con cedri del Libano centenari.
Fra i musei, Civici Musei e Gallerie di Reggio Emilia, Museo Diocesano, Museo del Tricolore, Galleria Parmeggiani (mobili, dipinti, tessuti fine '800-primi'900 in un fantasioso edificio gotico-rinascimentale di stile francese e spagnolo, esempio di casa-museo dell'Ottocento).
Musei Civici - Il restauro di manufatti etnografici
Il Teatro Municipale Romolo Valli è del 1852-57, la sua facciata è neoclassica, in laterizio e marmo, con colonne tuscaniche e ioniche. All'interno, nella sala ellittica, prevalgono il bianco e l'oro. Ci sono 4 ordini con 106 palchetti, il palco reale e una loggia. Sul soffitto, dipinti allegorici.
Il Teatro Ariosto è del 1878, segue il modello dei politeama inglesi e francesi. Decorato ex novo nel 1927 con motivi tardo-liberty, ha un notevole affresco sulla cupola.
I giardini pubblici si trovano nel centro storico, dove un tempo sorgeva la cittadella. D'ispirazione neoclassica, furono realizzati nel 1864 e ampliati nel 1928, ornati da numerose statue e fontane, con cedri del Libano centenari.
Fra i musei, Civici Musei e Gallerie di Reggio Emilia, Museo Diocesano, Museo del Tricolore, Galleria Parmeggiani (mobili, dipinti, tessuti fine '800-primi'900 in un fantasioso edificio gotico-rinascimentale di stile francese e spagnolo, esempio di casa-museo dell'Ottocento).
Molto interessante :o) L'unica cosa che mi ha veramente meravigliato e' il fatto che, pur essendo una citta' molto antica, non presenta monumenti o palazzi antecedenti agli anni 1200/1300, salvo per il ritrovamento di mosaici romani. La citta' nel suo complesso e' molto gradevole e molto attiva! Bellissimo il museo e il fine lavoro di restauro che viene svolto.
RispondiElimina@ ZeN: Ho pubblicato il video sul restauro per far capire quanto lavoro ci sia dietro a quest'arte, come le tecniche variano a seconda del materiale da trattare e il risultato che si vuole ottenere. Era una mia passione. :o)
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