Città russa di circa 92.000 abitanti a 45 km da St. Pietroburgo, è parte del Patrimonio dell'Umanità di San Pietroburgo. Documentato come villaggio nel 1499, nel XVII secolo passò alla Svezia e poi restuito alla Russia. A quel tempo era proprietà della sorella di Pietro il Grande. Nel 1765 divenne proprietà del conte Orlov che vi costruì un castello con 600 camere (1766-88). Il palazzo fu ampliato più volte dai vari proprietari imperiali, gli interni rococò sono stati progettati dal Rinaldi e da Vincenzo Brenna, gli stucchi eseguiti da italiani e artigiani russi. Conserva i pavimenti in parquet, soffitti affrescati e mobili italiani.
Residenza amata da Caterina la Grande, la regalò a suo figlio, futuro imperatore Paolo I, che rese Gatchina una città esemplare e di soggirono, ampliò e ricostruì gran parte del palazzo, rinnovò gli interni in stile neoclassico e abbellì il parco con padiglioni e ponti. Quando morì sua madre concesse a Gatchina lo status di città imperiale, residenza ufficiale degli imperatori russi. Un notevole monumento del suo regno è il Palazzo del Priorato (1799). Dal 1828 al 1855 palazzo e parco furono dell'imperatore Nicola I che li fece ampliare e aggiunse le sale dell'Arsenale, sua residenza estiva. Lo zar Alessandro II lo usò come seconda residenza costruendo un villaggio di caccia e altre aggiunte.
Lo zar Alessandro III la usò come sua residenza principale, introdusse l'energia elettrica, il telefono, i tubi dell'acqua antigelivi e il sistema fognario. Nicola II, l'ultimo zar russo, vi trascorse la sua giovinezza.
Gatchina è stata premiata come la città meglio conservata della Russia all'Esposizione Mondiale di Parigi del 1900, un esempio per le altre città russe per la qualità della vita, l'istruzione, i servizi sanitari e la sicurezza pubblica. Nel 1918 l'ex palazzo imperiale divenne uno dei primi musei del Paese. I tedeschi nazisti saccheggiarono gran parte delle collezioni del palazzo e lo occuparono per quasi tre anni durante la II guerra mondiale. Lo bruciarono, insieme al parco, ed eseguirono molti atti vandalici quando erano in ritirata. I danni furono considerati irreparabili. I lavori di restauro sono continuati per 60 anni dopo la guerra. Il palazzo è in parte visitabile.
Caspiterina gia' il palazzo di per se' puo' essere considerato un paese! 600 camere! O.O Bellissimo e egregiamente arredato ... fa' piacere sapere che vi hanno lavorato anche artisti e artigiani italiani :o)))
RispondiElimina@ ZeN: Noi italiani siamo andati in giro per il mondo non solo come migranti. Abbiamo portato la nostra arte in luoghi lontanissimi, per non dire quanto siamo stati copiati! ;o)
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