Città di circa 85.000 abitanti, è la cattedrale e il suo lago che attirano il turismo internazionale. Centro industriale basato sull'industria della seta, tipica attività comasca, ha il centro storico sul lungolago. Il nucleo storico ha l'aspetto dell'originario castrum romano, con mura medievali e grandi torri di vedetta. Notevoli le chiese di Sant'Abbondio e San Fedele, autentici capolavori sono i palazzi razionalisti del comasco Giuseppe Terragni (Casa del Fascio, Monumento ai Caduti, Asilo di Sant'Elia e Novocomun). Il Tempio Voltiano, nei pressi, custodisce alcuni cimeli dello scienziato Alessandro Volta. Villa Olmo è sede di mostre d'arte. La funicolare collega la città al Monte Brunate.
Dalla metà del VII secolo fino al IV a C., Como sorgeva più a sud, dove oggi è la frazione di Prestino. Sviluppò una civiltà chiamata comenso o ca' morta, dal nome della necropoli comasca. Con l'arrivo dei Galli perde la sua importanza e cade in declino. Conquistata dai Romani nel 196 a.C., crebbe grazie anche alle donazioni di Plinio il Vecchio e Plinio il Giovane, comaschi che fecero erigere una biblioteca, uno spazio termale e due ville sul lago. Nell'alto Medioevo Como subì l'invasione dei Goti, dei Longobardi e, nel 951, di Ottone I. Contesa fra le famiglie dei Rusca e dei Vitani, in seguito alla guerra con Milano, fu assediata da questi ultimi, distrutta e dispersi i suoi abitanti. Nel 1158, con l'aiuto di Federico Barbarossa, fu ricostruita, ampliate le sue mura con le imponenti torri e restaurato il Castel Baradello. Entrata nell'orbita viscontea, seguita da un periodo di devastazioni e stragi fino al 1416, la città si consegnò a Filippo Maria Visconti. Nel 1450 si sottomise a Francesco Sforza, duca di Milano, nel 1525 fu occupata dagli Spagnoli che smantellarono il castello. Dal 1694 seguì le sorti del Ducato di Milano e del Regno Lombardo-Veneto. Nel 1797 arrivò Napoleone che annunciò la costituzione della Repubblica Cisalpina. Nel 1859 Giuseppe Garibaldi liberò la città dall'occupazione austriaca.
Duomo
La Basilica di San Carpoforo è la prima basilica e prima cattedrale della città. Sorse alla fine del IV secolo. I martiri Carpoforo, Esanzio, Cassio, Severo, Secondo, Licinio e Fedele, soldati della legione tebea, furono decapitati perchè fuggiti da Milano insieme a San Alessandro e San Fedele. Nel 724 Liutprando, re dei Longobardi, fece espandere l'edificio paleocristiano, dopo l'anno Mille la basilica venne trasformata in forme romaniche, fu aggiunto il campanile e un monastero prima benedettino e poi degli Eremitani di San Girolamo. All'interno, l'altare è ornato da marmi barocchi policromi. Il sarcofago di San Felice (traslato nella nuova parrocchiale) è anch'esso rivestito da marmi policromi in stile barocco secentesco. La cripta ha sei colonne con capitelli.
La Basilica di Sant'Abbondio è romanica, con un monastero del Medioevo che oggi ospita la facoltà di giurisprudenza dell'Università degli Studi dell'Insubria. Elevata su una preesistente chiesa paleocristiana, tra il 1050 e il 1095 fu riedificata dai Benedettini in stile romanico. La basilica ha due notevoli campanili gemelli nella zona absidale, piuttosto somune nella zona renana, ma eccezionale in Italia. All'interno, una moltitudine di colonne e una notevole varietà di capitelli, bassorilievi romanici e una serie completa di affreschi della metà del Trecento. Le reliquie del patrono sono conservate sotto l'altare maggiore.
Nella Basilica di San Fedele, un'importante opera del romanico lombardo è il coro, con una decorazione scultorea dei Maestri Cumacini con figure zoomorfe, mostri, grifoni, ecc. L'attuale chiesa risale al 1120. La facciata è stata alterata da restauri del 1914, come il campanile.
Il Broletto (municipio antico) risale al 1215, è in stile gotico-romanico con elementi rinascimentali sulla facciata (del Quattrocento), che è a fasce di marmo lombardo in tre colori: bianco, grigio e rosso. La Torre Civica è in bugnato. Separato in due unità distinte per la costruzione del duomo, a partire dal 1764 divenne sede di un teatro e di un archivio.
Villa Olmo è un edificio neoclassico dell'architetto Simone Cantoni destinato a residenza estiva dei marchesi Odescalchi. Ha un ampio giardino sul lago largamente risistemato dal successivo proprietario, il marchese Raimondi. Iniziata nel 1782, ospitò Napoleone, Ugo Foscolo, gli imperatori d'Austria Francesco II e Ferdinando I, la regina delle due Sicilie, quella di Sardegna e Giuseppe Garibaldi, che sposò la figlia del marchese, Giuseppina Raimondi. Nel 1883 fu ceduta al duca Guido Visconti di Modrone che fecero abbattere le scuderie e un portico, aprirono due balconate, rifecero gli stucchi al piano terreno, risitemarono il parco e costruirono un piccolo teatro. Nel 1924 la villa fu acquistata dal Comune di Como, ospitò congressi, spettacoli e mostre d'arte. Dal 1982 è sede del Centro Volta che vi organizza le sue manifestazioni internazionali.
Il Tempio Voltiano (Museo Alessandro Volta) è dedicato allo scienziato. Conserva antichi strumenti scientifici e ripercorre la vita di Volta.
Castel Baradello, sull'omonimo colle, ha un panorama a 360° dal lago alla città, le Alpi, la Pianura Padana fino agli Appennini, conserva la torre quadrata romanica, le mura di epoca bizantina (VI-VII secolo) e quelle più recenti, la cappella di San Nicolò (VI secolo), la Torre quadrangolare (VI secolo, forse l'alloggio del castellano), la cisterna, locale macina, locale forno (viscontei), ambienti per l'alloggio delle truppe o magazzino di vettovaglie e la cisterna trapezoidale.
Il centro storico di Como è circondato da mura medievali su tre lati. Tra i siti archeologici, la Nacropoli della Ca' Morta, gli scavi di Via Isonzo a Prestino, le camere scavate nella roccia a Rondineto, le strutture dell'insediamento protostorico a Brecciago, le terme romane in Viale Lecco, la Villa Romana in Viale Zezio, le mura cittadine romane e i sotterranei dell'ex setificio in Via Carducci.
Fra i musei, Museo Archeologico Paolo Giovio (Palazzo Lucini, conserva una sezione del collezionismo, una preistorica e protostorica, la sezione romana, quella medievale e una ricca biblioteca); Museo Storico Giuseppe Garibaldi (dedicato all'eroe, comprende la sezione Risorgimento e Storia Contemporanea e quella Etnografica e quadreria); la Pinacoteca (ospita un archivio di disegni di architettura del Novecento, una ricca pinacoteca e una biblioteca specializzata in arte. Ospitata a Palazzo Volpi (1622-33), comprende anche opere d'arte del territorio comasco: Medioevo, Rinascimento, quadreria storica, e Novecento); Museo Didattico della Seta (documenta la lavorazione della seta, è situato all' I.T.I.S. setificio Paolo Carcano).
Il Teatro Sociale ospitò Niccolò Paganini, Franz Lizt e Giuditta Pasta. Inaugurato nel 1813, ha subito numerosi restauri e ampliamenti.
Il Teatro Cressoni è attualmente chiuso. Nel 1910 fu chiuso e riaperto adattandolo a cinematografo. Nel 1997 fu definitivamente chiuso.
Visto il suo bell'affaccio, le costruzioni antiche', la natura circostante, le terme ... e' praticamente impossibile che non sia appetibile per i turisti! Ha proprio l'aspetto di una localita' organizzata bene per l'accoglienza vacanziera. Non sapevo che avesse dato i natali a cosi' tante persone illustri (beata ignoranza). In maniera particolare mi e' rimasta negli occhi la Basilica di Don Abbondio :o)
RispondiElimina@ ZeN: Bella, sì, città turistica da sempre, proprio per la sua storia e la bellezza della sua posizione. :o)
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