lunedì 12 maggio 2014

Brescia 2 - Lombardia




In Piazza della Loggia si trova il complesso architettonico più omogeneo della città, importante esempio di piazza rinascimentale chiusa, con il Palazzo della Loggia (rinascimentale, 1484, con interventi del Cinquecento; lo scafo di piombo della parte superiore, a forma di carena, è del 1914; all'interno, il Salone Vanvitelliano progettato da Luigi Vanvitelli, con affreschi; i rifacimenti del Cinquecento sono del Sansovino e del Palladio); i Monti di Pietà sono due: il vecchio (quattrocentesco) e il nuovo (fine Cinquecento) con lapidi di epoca romana.
Il Palazzo Martinengo Novarino (metà del XVII secolo) è sede di mostre  di un percorso archeologico sotterraneo.


In Piazza del Foro, nata sul foro romano del I secolo d.C., si trovano la maggior parte dei resti romani della città (Capitolium, Basilica civile e gli scavi archeologici di Palazzo Martinengo Cesaresco Novarino.
Il Teatro Grande (1664) è stato più volte ricostruito, fino all'Ottocento. E' affrescato.


Il Castello di Brescia è una fortezza medievale che sorge sul colle Cidneo. Ospita il Museo delle Armi Luigi Marzoli, con armature e armi medievali. Del Duecento, è in stile medievale con rifacimenti eseguiti fino al 1859. Durante la dominazione viscontea nacque la Cittadella Nuova (1337), una cinta muraria, l'area del broletto e i duomi (Duomo Vecchio e la Cattedrale di San Pietro de Dom), di cui oggi rimane solo in mastio. Nella seconda metà del Cinquecento i Veneziani dotarono la fortezza di depositi per vettovaglie, fortini, caserme, edifici religiosi e polveriere. Decadde per lo spostamento sull'Adda della linea di conflitto con Milano. Sotto il dominio napoleonico e austriaco fu usato come carcere e caserma. Dopo il 1859 il Comune acquistò il colle e fu iniziata l'opera di restauro che lo snaturò militarmente rendendolo simile a oggi, centro di svago e di eventi pubblici. Il complesso di fortificazioni è uno dei più grandi d'Italia e ricopre completamente il colle Cidneo. Non essendo mai stato un castello feudale nè una residenza signorile, è ricco di edifici di culto e caratteri militari. L'imponente portale è cinquecentesco. All'interno è posta una caratteristica locomotiva a vapore, uno dei simboli del castello. Vari gli edifici, fra cui il Piccolo Miglio, il Grande Miglio (con il Museo del Risorgimento), Palazzina Haynau, Palazzina degli Ufficiali, la Torre dei Prigionieri, i giardini, la Torre Coltrina, la Fossa dei Martiri e la Torre dei Francesi.
Fra i Parchi: Parco delle Colline (che preserva il Monte Maddalena e i Ronchi); Parco Tarello (recente, circondato da palazzi), Parco del Castello (il più antico della città, panoramico), e Parco Ducos (parco storico con un grande laghetto).
A Brescia si trovano le statue parlanti, una serie di statue su cui, fino alla fine del XIX secolo, i bresciani affiggevano messaggi anonimi per lo più contenenti critiche contro i governanti: la Lodiga; i Matti delle ore (Tone e Batista), due figure meccaniche poste sulla Torre dell'Orologio considerati dalla parte del governo, in antitesi con la Lodiga, che era sempre dalla parte del popolo e il Faccione delle Cossiere, un antico rilievo che raccoglieva malumori, proteste e lagnanze dei cittadini, murato in contrada delle Cossiere.


Fra i musei, il Museo di Santa Giulia, il principale museo di Brescia, ospitato nel monastero di Santa Giulia. Sotto al museo ci sono molti reperti archeologici di varie epoche, in maggioranza d'epoca romana (domus dell'Ortaglia). Parte del museo sono la chiesa di Santa Maria in Solario, il coro delle monache e la chiesa di Santa Giulia. Nel museo sono conservati migliaia di oggetti e opere d'arte dall'Età del Bronzo all'Ottocento provenienti soprattutto dalla città e la provincia; il Museo Diocesano, nel chiostro Grande del monastero di San Giuseppe, con raccolte di numerose opere d'arte della diocesi; il Museo del Risorgimento, al castello, con antichi documenti, dipinti, bandi, proclami, stampe, pitture, tutti precedenti al 1870; la Pinacoteca Tosio Martinengo, nel Palazzo Martinengo da Barco, con una collezione artistica di dipinti e oggetti, arte bresciana dal Trecento al Settecento, con opere di Raffaello, Moretto, del Romanino e del Lotto. Ospita la collezione Fè D'Ostiani di dipinti giapponesi e cinesi; il Capitolium, o Tempio Capitolino, un tempio romano che, insieme ai resti del foro cittadino, costituisce l'importante complesso di edifici pubblici romani, Patrimonio dell'Umanità UNESCO.
Fra i teatri, il Teatro Chiesa di Santa Chiara, in una chiesa settecentesca affrescata; il Teatro Sociale, fondato nel 1851 e ricostruito due volte. L'attuale struttura è in stile Liberty (1905). Abbandonato a lungo, è stato recuperato a fine Novecento e riaperto nel 2000.
Nel territorio di Brescia si producono diversi vini, il Franciacorta, il Botticino, il Cellatica, il Curtefranca Doc; il Ronchi di Brescia è un'Igt. Nel resto della provincia sono prodotti 5 vini Doc e 5 Igt. Nella zona del Garda è importante l'olivicoltura con due Dop: l'olio Garda e Laghi Lombardi.


Brescia è il punto di partenza e arrivo della competizione d'auto d'epoca Mille Miglia, che si tiene normalmente a maggio, su un tracciato variabile tra Brescia e Roma. Sono ammesse vetture prodotte prima del 1957. Rifacciamoci gli occhi...
 
 

 

2 commenti:

  1. Bella bella si', ricca di storia, monumenti e belle iniziative :o) La mia preferenza tra tutte queste antichita' cade sul museo di Santa Giulia sia per le strutture sia per gli oggetti in esso contenuti ... ehm come la Croce ;o) Sicuramente nei tempi andati i Monti di Pieta' erano molto di moda (purtroppo) tanto che Brescia ne ha addirittura due. Ora non va' meglio, molti ricorrono ad altri tipi di credito perche' non hanno neanche piu' oggetti da impegnarsi :o( Simpatiche le statue parlanti ... eheheh scherzando scherzando ... dicevano sempre la verita'. Ho visto con piacere la Mille Miglia, ormai e' una manifestazione che ha radici ben piantate. Le auto storiche erano quelle auto che potevi personalizzarle al massimo ... non era roba per tutti ... no.

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  2. @ ZeN: Le statue parlanti erano un modo per sfogarsi delle ingiustizie, anche in modo ironico, ma vero... ;o)
    Le auto d'epoca non sono mai state appannaggio delle classi operaie...ma sono un tesoro da conservare. Io potrei parteciparvi, se fossi motorizzata. Sono del 56!!! XD

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