Città di circa 115.000 abitanti, è divisa in città alta e città bassa. Ha un centro storico cinto da mura sulla parte più elevata e borghi storici nella città bassa, più moderna.
I primi a occupare la zona sono stati i Galli, i Cenomani e i Senoni. Dal 49 a.C. Bergomum fu municipio romano alla cui caduta seguì un periodo di saccheggiamenti, fino al 569, quando arrivarono i Longobardi che vi insediarono un ducato. I Franchi nel 774 spodestarono le famiglie longobarde e la città venne retta da una serie di vescovi-conti. Dal 1098 libero comune, cadde sotto i Visigoti di Milano a partire dal XIII secolo, che fortificarono la Cittadella. Dal 1428 la città entra a far parte della Serenissima, che porta pace e prosperità. I Veneziani ricostruiscono la città vecchia ed elevano mura difensive. Dopo la Repubblica Bergamasca, la Repubblica Cisalpina e il Regno d'Italia, Bergamo cade nella sfera austriaca del Regno Lombardo-Veneto. Gli austriaci favorirono la prima industrializzazione del territorio con l'impianto di manifatture tessili. Bergamo fornì buona parte dei Mille a Garibaldi, dal 1860 è parte del Regno e poi della Repubblica Italiana.
La città alta è medievale, circondata da bastioni del XVI secolo, è una delle 5 città italiane (con Lucca, Grosseto, Padova e Ferrara) il cui centro storico è rimasto circondato da mura pressocchè intatte. In Piazza Vecchia si trova il Palazzo della Ragione, la Torre Civica (il campanone), il Palazzo Nuovo, il Duomo, la Cappella Colleoni, il monumento funebre di Bartolomeo Colleoni e di sua figlia Medea, il Battistero e la Basilica di Santa Maria Maggiore.
Il Palazzo della Ragione (fine XII secolo) è il più antico palazzo comunale italiano. Nel 1453 la Serenissima fece costruire la scalinata all'ingresso, che permette di accedere anche al Palazzo del Podestà. Al piano terra, un porticato con bassorilievi e un orologio solare sul pavimento. Al primo piano, il salone delle riunioni consiliari (Sala delle Capriate) con soluzioni architettoniche del XVI secolo, dipinti e affreschi. L'intero palazzo è visitabile.
Il Palazzo Nuovo (primi anni del Seicento-1958) è sede della biblioteca Angelo Mai, fu costruito su disegno dell'architetto Vincenzo Scamozzi. La facciata è in marmo bianco di Zandobbio, l'atrio è neoclassico con marmi e lapidi commemorative, le sale interne sono affrescate a grottesche e allegorie.
Il Duomo (Cattedrale di Sant'Alessandro) è neoclassico all'esterno e barocco all'interno. Della metà del Quattrocento, su progetto dell'architetto fiorentino Filarete, è stato completato molto più tardi. Per trent'anni i lavori si fermarono, poi proseguirono a rilento. Nel 1611 i lavori furono diretti dallo Scamozzi, nel 1689 fu ristrutturato da Carlo Fontana che innalzò la cupola e allungò l'abside. Subì altri rimaneggiamenti al campanile. La cupola e l'interno sono del XIX secolo, come la facciata.
La Cappella Colleoni, opera rinascimentale di Giovanni Antonio Amadeo, fu voluta da Bartolomeo Colleoni quale mausoleo per l'amatissima figlia Medea. Costruita tra il 1470 e il 1476, non fu completata. E' il capolavoro di Amadeo, un'opera di eccelsa fattura d'ispirazione composita, radicata nel medioevo ma proiettata nel Rinascimento lombardo, con addizioni successive del manierismo barocco. La facciata è composta da tarsie e decorazioni in marmi policromi bianchi, rossi e neri. All'interno, il sarcofago del Colleoni, il sepolcro di Medea, la statua equestre del condottiero in legno dorato e affreschi di Giambattista Tiepolo. La cappella è formalmente un luogo cristiano ma sostanzialmente un mausoleo, apoteosi della forza e del trionfo di un "imperatore", il Colleoni, che si definiva discendente di Ercole. La facciata, con i suoi ornamenti, quasi piega il sacro al pagano nell'esaltazione del condottiero che si equiparava a Cesare e a Traiano. La luce del rosone non si proietta sull'altare, ma sul monumento equestre del Colleoni, che domina sui simboli religiosi.
La Basilica di Santa Maria Maggiore (seconda metà del XII secolo) ha linee architettoniche romano-gotiche, mentre l'interno è in stile barocco (1500 e 1600). Non ha un ingresso centrale nè la facciata, in quanto faceva parte del Palazzo Vescovile. I quattro accessi sono tutti laterali. La Porta dei Leoni rossi è sormontata da un protiro del 1353 sostenuto da colonne sorrette da due leoni in marmo veronese; quella dei Leoni Bianchi ha un protiro del 1367. All'interno, stucchi, arazzi fiorentini e fiamminghi, affreschi trecenteschi, intarsi con scene bibliche in vari colori coi disegni attribuiti a Lorenzo Lotto, un'imponente confessionale barocco e la tomba del musicista Gaetano Donizetti.
San Michele al Pozzo Bianco è dell'VIII secolo, ricostruita nel XII-XIII secolo e rinnovata nel Quattrocento, con facciata novecentesca. All'interno, affreschi del 1440 e altri più antichi di gusto bizantineggiante, fra cui uno di Lorenzo Lotto. Nella cripta si trovano affreschi dal XIII secolo in poi.
L'Orto Botanico Lorenzo Rota è un piccolo laboratorio naturalistico con piante esotiche e indigene. In 1750 mq vivono oltre 900 specie botaniche, con panorama sulle Alpi Orobiche e la città alta.
Il Castello di San Vigilio (la città-fortezza), sull'omonimo colle, aveva un ruolo strategico e militare. Nel 1166, su precedenti insediamenti, fu edificato un castello di maggiori dimensioni poi ulteriormente ingrandito e rafforzato con l'arrivo dei Visconti. Con la Repubblica di Venezia furono apportate altre modifiche alla fine del XV secolo, fra cui i quattro torrioni e il fossato. Successivamente fu collegato alla città tramite un passaggio segreto sotterraneo. Gli Austriaci smantellarono le principali strutture militari, poi fu ceduto a privati nel XIX secolo che ne fecero un ristorante. Il Comune di Bergamo lo acquistò e recuperò, rendendolo accessibile al pubblico.
La Rocca fu iniziata nel 1331, sul colle di Sant'Eufemia, fortificata dai Visconti fu racchiusa insieme alla città vecchia e alla cittadella, sul colle di San Giovanni, in un recinto fortificato.
Nella città bassa hanno sede il Comune, la Prefettura, la Provincia e il principale teatro di Bergamo, dedicato a Gaetano Donizetti. Vi sorgono anche la chiesa dei Santi Bartolomeo e Stefano (con una tavola di Lorenzo Lotto), il monastero di San Benedetto (sede di una comunità claustrale), l'Accademia Carrara (esposizioni artistiche). Altri musei, il Museo donizettiano, il Museo Diocesano d'Arte Sacra, Il Museo Storico, il Museo Matris Domini e quello Archeologico.
Fra i parchi, il Parco dei Colli di Bergamo, che ha all'interno la città alta.
Per la cucina, la tradizionale polenta e osei (un dolce di marzapane, pan di spagna e cioccolato che riproduce l'aspetto di questo piatto), i casonsei alla bergamasca e il dolce Donizetti.
Bergamo e' veramente una citta' piacevole! Se e' vero che parte alta e' molto caratteristica e piena di storia, non da meno dobbiamo considerare la parte bassa poiche', anche se piu' moderna, anch'essa puo' vantarsi di edifici storici. Molto interessante la preparazione culinaria ... mai assaggiati ... pero' avevano un'aspetto buono :oP
RispondiElimina@ ZeN: Peccato non abbia trovato un video di un cuoco del posto, con tanto di dialetto. Li trovo molto piacevoli perchè casarecci. :o)
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