
(Da: citynow.it)
Dal greco "Skylle" e "Skylla"
Centro in provincia di Reggio Calabria all'imbocco dello Stretto di Messina che ha dato il nome all'omonimo mostro della mitologia greca (o viceversa). Scilla era raffigurata come una donna nella parte superiore del corpo, mentre la parte inferiore era costituita da una muta di cani mordaci. Scilla, che nell'Odissea era figlia della ninfa Crateide, in altri testi è invece figlia di Forco, una creatura marina, oppure figlia della dea degli inferi Ecate e del mostro Tifone.
Molte sono le sue raffigurazioni, a partire dal V secolo a.C., su monete, mosaici, sculture, rilievi funerari greci, etruschi e romani.
domenica 2 ottobre 2011
Scilla
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Scilla di qua Cariddi di la' .... attraversare lo stretto era pericolossimo! Arrivare sani e salvi era roba da eroi! Scherzi a parte, le popolazioni antiche, anche quelle piu' 'marine' , hanno sempre avuto rispetto e paura del mare. Noi purtroppo il rispetto lo abbiamo perso
RispondiEliminaScilla di qua Cariddi di la' .... attraversare lo stretto era pericolossimo! Arrivare sani e salvi era roba da eroi! Scherzi a parte, le popolazioni antiche, anche quelle piu' 'marine' , hanno sempre avuto rispetto e paura del mare. Noi purtroppo il rispetto lo abbiamo perso
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RispondiElimina@ZENITeNADIR: Le correnti dello Stretto erano un pericolo per le imbarcazioni. da qui il mito di Scilla e Cariddi. Oggi, invece, c'è chi ci vuol fare un ponte. E meno male che non ha deciso di farci una diga ...
RispondiElimina@ZENITeNADIR: Le correnti dello Stretto erano un pericolo per le imbarcazioni. da qui il mito di Scilla e Cariddi. Oggi, invece, c'è chi ci vuol fare un ponte. E meno male che non ha deciso di farci una diga ...
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